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Last Page Update 06/10/2009 18.42.27

home > chirurgia estetica > mastoplastica > lifting mammario

a cura del Dr. Carlo Alberto Pallaoro

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SENO IN FORMA GRAZIE AL LIFTING MAMMARIO


di Carlo Alberto Pallaoro
Quando i tessuti si rilassano, il seno risulta svuotato, cadente e con pelle in eccesso. Per risollevare la struttura muscolo-cutanea, riportando le mammelle al loro aspetto ideale, si ricorre alla mastopexia, intervento eseguito in day hospital, in anestesia locale.

Il seno é tra le parti del corpo che prima risentono della ptosi muscolo-cutanea. Questo accade perché la mammella - costituita da tessuto connettivo e ghiandolare ed avvolta da una capsula fibrosa che forma sottili legamenti sospensori - non ha rilevanti strutture di sostegno. Il complesso mammario infatti é sostenuto in parte da un unico muscolo longitudinale (il grande pettorale) e, per la percentuale più grossa, dal rivestimento cutaneo che fa parte della fascia anteriore del torace.


Il seno poi é esposto agli “attacchi” di altri fattori che ne provocano il rilassamento: l’età, le repentine variazioni di peso, la forza di gravità (che attira i tessuti verso il basso), la gravidanza e l’allattamento. Il fenomeno ptosico inizia pertanto a formarsi fisiologicamente a partire dai trent’anni (ma anche prima, se si verificano le condizioni sopra riportate) e si manifesta visibilmente con la riduzione dell’elasticità cutanea, la diminuzione di volume del seno (ghiandola e grasso) ed un conseguente eccesso di pelle.

Dal punto di vista chirurgico, la soluzione a questa dismorfia é l’intervento di mastopexia, il cui obiettivo sta nel riportare le giuste proporzioni sia al “contenitore” (troppo grande) sia al “contenuto”, ridisegnando armoniosamente le forme. Dal punto di vista anatomico, il seno é un cono con all’apice il complesso areola-capezolo. L’intervento di mastopexia comporta - per il risollevamento del cono e dell’apice - degli esiti cicatriziali a forma di T rovesciata.

COME INDIVIDUARE IL GRADO DI PTOSI
La ptosi del seno si può misurare anche con un righello: se la distanza tra il solco sottomammario e la parte finale del seno é di 1 o 2 centimetri, significa che la ptosi é lieve; si parla di ptosi media se la distanza é compresa tra i 2 ed i 4 centimetri e di ptosi elevata se invece supera i 4 centimetri.

COSI’ AVVIENE IL LIFTING MAMMARIO

Un seno ptosico risulta come se avesse perduto parte del suo contenuto. Le mammelle, scese dalla loro sede originaria, hanno perso la forma e la tonicità di un tempo e anche i capezzoli sono soggetti ad una trasformazione, guardando in questo caso verso il basso. La ptosi mammaria può interessare la cute o la ghiandola oppure -come spesso succede - interessare entrambre le strutture.

Prima di procedere al rassodamento chirurgico, viene accuratamente programmato - attraverso alcune misurazioni del seno - il grado del risollevamento muscolo-cutaneo. La zona evidenziata in verde si riferisce alla porzione di cute in eccesso che verrà rimossa nel corso della mastopexia. Per il rimodellamento del seno si utilizza la cute che si trova sopra e attorno al capezzolo, portandola in basso.

Il complesso areola-capezzolo-ghiandola viene spostato verso l’alto e la pelle distesa e suturata con punti interni riassorbibili nel tempo. In questa fase si presta particolare attenzione nel praticare le incisioni, spostandole leggermente rispetto alla procedura tradizionale, in modo da facilitare in un secondo tempo l’eliminazione delle cicatrici con la mosaic surgery.
La mastopexia viene praticata in anestesia locale accompagnata da sedazione. L’applicazione del laser e delle particolari tecniche di sutura favoriscono una rapida guarigione dei tessuti. L’intervento é in regime day hospital per cui é possibile ritornare a casa propria dopo qualche ora dal suo termine.

Eseguita la mastopexia il seno ha trovato un’adeguata plasticità. L’intervento lascia una cicatrice a forma di T rovesciata, in corrispondenza delle tre incisioni praticate per il rassodamento: una circolare attorno all’areola, una verticale che dall’areola arriva al solco sottomammario, una orizzontale lungo il solco sottomammario. Si tratta di una cicatrice resa sottile dall’utilizzo del laser ma comunque sempre visibile: la si potrà eliminare a distanza di due mesi dalla mastopexia con la nuova tecnica micro-chirurgica di mosaic surgery.

IL PROBLEMA “CICATRICI”...
Non si può non convenire che le cicatrici, in qualsiasi contesto, sono da considerarsi inestetiche perché scalfiscono la bellezza di una pelle - specie quella femminile - tendenzialmente liscia e vellutata. Per quanto riguarda la tecnica di risollevamento del seno - come per altri interventi di chirurgia estetica - la qualità estetica del risultato é di gran lunga superiore all’esito cicatriziale procurato, tanto da non considerare affatto la cicatrice un limite all’intervento stesso.

Molte donne si ritengono così più che soddisfatte del lavoro chirurgico ma la maggior parte di esse si cruccia per la cicatrice a forma di “T” rovesciata lasciata dalla mastopexia: una linea circolare attorno all’areola, una linea verticale che collega l’areola al solco sottomammario ed una terza linea orizzontale lungo il solco sottomammario. Se la prima cicatrice é difficile a notarsi grazie alla cute più scura e raggrinzita del capezzolo, le altre due invece risultano facilmente visibili nonostante il non indifferente contributo del laser (applicato in fase di incisione) per la loro attenuazione.

Da una parte quindi c’é la soddisfazione di riavere un décolleté alto e sodo come una quindicenne, dall’altro il timore di confermare alla vista altrui la presenza di un ritocco chirurgico. Questo problema oggi non ha più ragione di esistere perché l’innovazione tecnologica si é orientata sulla possibilità di eliminare le cicatrici, consentendo una chirurgia estetica priva di segni.

... SI RISOLVE CON LA MOSAIC SURGERY

A distanza di due mesi dalla mastopexia é possibile trattare la cicatrice ricorrendo a due sedute di mosaic surgery. Questa innovativa tecnica microchirurgica si avvale del trilix (uno drill microchirurgico ad alta velocità) per l’asportazione di micro-porzioni di tessuto cicatriziale del diametro di un millimetro. Il tessuto cicatriziale viene gradualmente sostituito con derma in perfette condizioni, prelevato da una zona adeguata del corpo. Questi minuscoli tasselli cutanei si incastrano perfettamente nella zona trattata senza necessità di punti di sutura ma con la sola applicazione di un cerotto chirurgico.

Al termine della prima seduta di mosaic surgery viene asportata gran parte della cicatrice. A distanza di 15/20 giorni (il tempo richiesto per una completa guarigione dei tessuti) ci si potrà sottoporre alla seduta conclusiva per rimuovere i residui cicatriziali.
 


fonte e maggiori info: www.chirurgiaestetica.info  

home > chirurgia estetica > mastoplastica > lifting mammario

 

 

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