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home > alimentazione > Epidemiologia dell’obesità

Epidemiologia dell’obesità

ISTITUTO AUXOLOGICO ITALIANO
Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico
Amleto D’Amicis – direttore dell’Unità di Documentazione e Informazione Nutrizionale INRAN. Estratto dal cap. 3 del 6° Rapporto sull’obesità in Italia
 

L’obesità costituisce oggi, secondo la “World Health Organization” (WHO), uno dei problemi di salute pubblica più visibile e tuttavia ancora trascurato (WHO). Le malattie croniche, cui l’obesità contribuisce a volte in modo determinante, uccidono ogni anno quasi il 60% dei 56,5 milioni di morti all’anno, e costituiscono il 45,9% del carico totale mondiale di malattie. Si può dire, vista la prevalenza dell’obesità in molte parti del mondo, che ci si trova di fronte ad una vera e propria epidemia globale di sovrappeso e obesità, una “globesità” come la definisce il WHO, che si sta diffondendo in molti paesi e che può causare, in assenza di una azione immediata, problemi sanitari molto gravi per milioni di persone nei prossimi anni (WHO).


Nel nostro Paese i dati sono preoccupanti: 4 milioni di persone adulte sono obese e circa 16 milioni sono in sovrappeso. Nel 2005, rispetto al 1983, l’incremento del sovrappeso è stato pari a 9,8 punti percentuali negli uomini e di 4,9 punti percentuali nelle donne; l’obesità è aumentata rispettivamente di 3,1 punti percentuali negli uomini e di 2,1 punti percentuali nelle donne. Questo è il quadro che emerge dagli ultimi dati raccolti dall’Istituto Nazionale di Statistica eseguite sistematicamente, con intervalli di tempo non costanti, su un vasto campione rappresentativo della popolazione italiana. Si tratta di dati di peso e di statura dichiarati dagli adulti (18 anni e più) durante un’intervista frontale (face to face) condotta da un osservatore.

Il criterio di classificazione per il sovrappeso e l’obesità adottato dall’ISTAT è basato sul Body Mass Index (BMI) utilizzando le ormai ben note classi indicate dal WHO (WHO): sottopeso BMI<18,5, normopeso BMI>18,5 e < di 25, sovrappeso BMI>25 e obesità BMI>30.

Rispetto al 2000, sia negli uomini che nelle donne, il tasso di obesità è salito nel 2005 dello 1% negli uomini e dello 0,9% nelle donne. Anche il tasso del sovrappeso mostra un aumento dello 1,5% negli uomini, mentre nelle donne è solo dello 0,2%, aumento questo ultimo del tutto non significativo.
Guardando i tassi di prevalenza di sottopeso, normopeso, sovrappeso e obesità, riscontrati nel 2005 nella popolazione adulta italiana - nell’indagine sullo stato di salute dell’ISTAT - è importante notare che i tassi relativi al sovrappeso e all’obesità quasi si triplicano nelle classi di età sopra i 45 anni, il fenomeno è più evidente negli uomini. La classe di età che mostra i valori più elevati è quella dei 65-74 anni che raggiunge circa il 70% negli uomini quando si cumulano i tassi di sovrappeso e di obesità. Un valore questo molto preoccupante considerate le patologie che spesso si presentano in questa fase della vita.

Da segnalare anche l’alto tasso di sottopeso che si riscontra nelle donne di età tra i 18-24 anni che da solo (14,8%) supera i tassi cumulati di sovrappeso e obesità (9,8%) della stessa classe di età. A tutt’oggi, in Italia, il sovrappeso e l’obesità rappresentano un problema grave per la popolazione oltre i 35-40 anni di età, mentre per la popolazione giovane la situazione non sembra ancora allarmante.

In Italia, inoltre, è ben chiara l’esistenza di differenze geografiche nella distribuzione del sovrappeso e dell’obesità: al Sud e nelle Isole si riscontrano i tassi totali più elevati (35,1-39,0% di sovrappeso e 11,3-11,6% di obesi), mentre nel Nord Ovest si osservano le percentuali più basse (30,6% di sovrappeso e 8,5% di obesi). Continua però a persistere l’alto tasso di obesità negli uomini del Nord Est, riscontrato anche nelle precedenti indagini.

L’obesità non risparmia neanche le fasce dell’infanzia. Gli studi su bambini e adolescenti sono più numerosi, rispetto a quelli sugli adulti. Secondo i dati forniti dall’ISTAT, relativi al peso e alla statura dichiarati dai genitori, e utilizzando gli standard internazionali proposti dall’IOTF (International Obesity Task Force), nel 1999-2000 in Italia la quota di bambini e adolescenti in sovrappeso è pari a circa il 20%, mentre è del 4% circa la quota di obesi.

Il fenomeno è prevalente tra i 6 e i 13 anni dove la percentuale dei soggetti in sovrappeso sale al 25% mentre gli obesi superano il 5%. Tra gli adolescenti il fenomeno complessivamente si dimezza: il 13% circa degli adolescenti, infatti, è in sovrappeso e l’1% obeso. Il fenomeno è generalmente più diffuso tra i maschi.
Questi dati sono parzialmente confermati dagli studi in cui il peso e la statura sono rilevati con tecniche precise. È sorprendente notare che già in età prescolare (2-6 anni) i tassi sono molto elevati, con una differenza tra il Nord del paese e il Sud, dove i tassi di sovrappeso e di obesità sono più alti (16,6% e 8,0% rispettivamente per il sovrappeso e obesità nel Nord, 20% e 11% rispettivamente nel Sud). Questi tassi di prevalenza dei bambini italiani sono molto vicini a quelli riscontrati per i bambini negli USA (rispettivamente 32% vs 32,7%).

Leggi anche:

Pierangelo Garzia
Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione
IRCCS Istituto Auxologico Italiano
Via Spagnoletto, 3 - 20149 Milano
tel. 02/61911.2896
www.auxologico.it


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