Perché l’alcalosi respiratoria non deve essere ignorata

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Perché l’alcalosi respiratoria non deve essere ignorata

L’iperventilazione è spesso considerata un disturbo minore che si risolve facilmente, ma può portare all’alcalosi respiratoria, uno dei quattro tipi di disturbi acido-base. Normalmente, il pH sierico dell’organismo è compreso tra 7,35 e 7,45, ma le persone affette da alcalosi respiratoria hanno livelli superiori a 7,45. Questo provoca una serie di problemi medici. Questo comporta una serie di problemi medici che, se non vengono affrontati rapidamente, possono causare varie crisi di salute.

Come la respirazione provoca l’alcalosi

L’iperventilazione è sempre la causa principale dell’alcalosi respiratoria. L’ipossia è il risultato di un’alterazione della normale respirazione, che provoca una diminuzione dell’ossigeno nel sangue a causa del dolore, del panico, della febbre o di un altro fattore e che porta alla mancanza di respiro e a livelli anomali di bicarbonato. I polmoni utilizzano il bicarbonato per creare anidride carbonica e anche i reni svolgono un ruolo in questo processo, contribuendo a regolare il pH dell’organismo. Le condizioni di ipossia danno luogo a iperventilazione, con conseguente aumento del pH sierico e alcalosi respiratoria. Al contrario, anche la respirazione profonda può portare all’alcalosi respiratoria, aumentando eccessivamente i livelli di ossigeno.

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Gravidanza

Durante la gravidanza, il progesterone stimola il midollo allungato, il principale centro di controllo respiratorio. Questo ormone sensibilizza il midollo allungato all’anidride carbonica, mentre i polmoni e il diaframma della gestante si espandono e si spostano per aumentare la respirazione e il consumo di ossigeno. L’aumento del tasso di ventilazione delle donne in attesa aumenta la concentrazione di ioni idrogeno nell’organismo e rende il sangue più alcalino.

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Ictus

In uno studio condotto su pazienti colpiti da ictus emorragico, i ricercatori hanno scoperto che l’alcalosi respiratoria si è verificata in oltre un terzo dei casi a causa dell’abbassamento della CO2 arteriosa, che i medici utilizzano per diagnosticare le difficoltà respiratorie. Inoltre, hanno scoperto che le anomalie dei gas e del pH nel sangue nelle settimane successive all’ictus hanno molto a che fare con il recupero dei disturbi motori.

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Insufficienza cardiaca congestizia

Quando si tratta di condizioni cardiovascolari, soprattutto in caso di insufficienza cardiaca in fase terminale, possono verificarsi numerosi squilibri acido-base, tra cui l’alcalosi respiratoria. Poiché gli squilibri elettrolitici, come l’ipokaliemia, sono più probabili in questi soggetti, le persone affette da patologie cardiache spesso sperimentano iperventilazione e pH ematico elevato durante il sonno, l’esercizio fisico e il riposo. Inoltre, l’alcalosi respiratoria può causare ipomagnesiemia o basso livello di magnesio nel sangue, che può portare all’ipossia.

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Farmaci

Diversi tipi di farmaci da prescrizione e da banco possono causare alcalosi respiratoria a dosi elevate. I diuretici, i lassativi e gli antibiotici possono indurre i reni a espellere una quantità eccessiva di acido, rendendo il pH del siero troppo alcalino. I sedativi che deprimono la funzione respiratoria possono avere effetti simili. Anche la nicotina e l’epinefrina, un farmaco che ha ancora molti usi medici, inducono iperventilazione.

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Tetania

Talvolta i segni e i sintomi dell’alcalosi respiratoria aggravano la malattia. Tetania è il termine medico che indica contrazioni muscolari brusche e involontarie causate dall’azione rapida delle cellule o dei nervi di un muscolo. I bassi livelli di anidride carbonica causano questi crampi improvvisi, oltre a contrazioni muscolari e formicolii. Nel caso di persone che si trovano ad affrontare questa condizione dopo un intervento chirurgico, l’insorgenza di questo sintomo può provocare iperventilazione, innescando un’alcalosi respiratoria indotta dall’ansia.

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Palpitazioni cardiache

La sensazione di un cuore che salta un battito o che lampeggia è generalmente innocua e si risolve senza problemi. Tuttavia, a volte le palpitazioni cardiache indicano un’alcalosi respiratoria. Secondo alcuni studi, bassi livelli di anidride carbonica riducono la dilatazione dei vasi sanguigni, il che può influire sul flusso sanguigno del miocardio e causare ulteriori disturbi al petto.

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Convulsioni

Le convulsioni sono disturbi elettrici che causano movimenti automatici ripetitivi. La loro causa principale è l’ipocapnia arteriosa o il basso livello di CO2 nel sangue arterioso. Gli studi dimostrano che i livelli di pH del cervello sono particolarmente vulnerabili in caso di alcalosi respiratoria, che può ridurre il flusso sanguigno cerebrale e l’attività cerebrale. Respirare dalla bocca e dal petto, invece che dal diaframma, provoca bassi livelli di anidride carbonica nel cervello e altera il pH cerebrale.

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Gestione dell’alcalosi respiratoria

Per le persone affette da alcalosi respiratoria psicogena, l’iperventilazione può essere spaventosa. Il trattamento della condizione richiede presenza mentale e un piano per far risalire i livelli di CO2. Un modo per farlo è quello di espirare in un sacchetto di carta o di plastica e poi respirare nuovamente l’anidride carbonica nei polmoni per alcune volte. Un’altra tattica consiste nel ridurre la quantità di ossigeno che entra nei polmoni coprendo la bocca e chiudendo una narice mentre si respira dalla narice libera.

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Prevenzione

Il modo migliore per prevenire l’alcalosi respiratoria è affrontare la causa dell’iperventilazione. In alcuni casi, ciò significa rivolgersi a un consulente per individuare la radice dello stress e dell’ansia e trovare meccanismi di coping efficaci per affrontare i fattori scatenanti. L’esercizio fisico, la meditazione e la respirazione correttiva possono essere utili, ma chi ha provato tutti gli altri metodi senza successo può richiedere l’assunzione di farmaci.

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