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home > psichiatria > Sintomi fisici inspiegabili e Sindromi Somatiche Funzionali

“Sintomi fisici inspiegabili” e Sindromi Somatiche Funzionali: quali le relazioni con i Disturbi d’Ansia e dell’Umore?

a cura di Giuseppe Ruffolo
 

Negli ultimi anni è stato introdotto il concetto di “sintomi fisici non spiegabili” dal punto di vista medico (Unexplained Medical Symptoms) per indicare quell’insieme di disturbi fisici che si manifestano in assenza di una base organica che ne possa giustificare la presenza; nella letteratura internistica, inoltre, vengono descritte diverse Sindromi Somatiche Funzionali, per le quali viene riconosciuta un’origine simile a quella dei quadri “da somatizzazione” e praticamente ogni branca della medicina sembra possederne almeno una.

Ogni specialità medica ha almeno una sindrome funzionale

Specialità Sindrome Somatica Funzionale
Gastroenterologia Sindrome del colon irritabile
Reumatologia Fibromialgia
Neurologia Cefalea di tipo tensivo
Cardiologia Dolore toracico non cardiaco
Ginecologia Dolore pelvico cronico
Malattie infettive Sindrome da fatica cronica
Pneumologia Sindrome da iperventilazione
Odontoiatria Disfunzione temporo-mandibolare
Otorinolaringoiatria Acufeni
Allergologia Sensibilità chimica multipla
Tratto da: Wessely et al., 1999

I disturbi sopra citati rappresentano un’evenienza di frequente riscontro sia nella pratica della medicina generale che di quella specialistica e, spesso, sono causa d’inabilità al lavoro.

Dal punto di vista epidemiologico, le Sindromi Somatiche Funzionali presentano caratteristiche comuni: interessano inizialmente un gruppo ristretto di soggetti appartenenti a gruppi sociali omogenei (ad esempio, comunità rurali, membri di uno stesso ufficio o di una comunità militare) per poi diffondersi, con modalità simil-epidemiche, ad altri individui “vulnerabili” attraverso lo scambio d’informazioni che si concretizza mediante i rapporti interpersonali oppure attraverso i mezzi di comunicazione di massa.


Per quanto riguarda la genesi ed il successivo mantenimento dei disturbi, si ipotizza il concorso di meccanismi complessi, solo in parte noti, i quali potrebbero mettere in moto processi che interferirebbero con la corretta interpretazione dei sintomi fisici, favorendone l’amplificazione. Ad esempio, il venire a conoscenza attraverso i mass-media dell’esistenza di una patologia “nuova”, può avviare un processo di attribuzione dei sintomi avvertiti precedentemente alla “nuova” malattia, con la conseguenza che questi ultimi potranno divenire più intensi e fastidiosi; inoltre, la maggior tendenza all’“ascolto” del proprio corpo potrà condurre alla interpetrazione non corretta ed all’amplificazione di altre sensazioni fisiche “ambigue” che normalmente sarebbero passate inosservate.

Diversi studi hanno dimostrato la notevole influenza che l’assetto cognitivo ha sulle percezioni somatiche. La percezione del nostro corpo è un processo attivo e complesso in cui il cervello “filtra” costantemente una quantità enorme di afferenze somatiche e viscerali; in condizioni di normalità solo una piccola parte, fra queste, raggiunge il livello di coscienza tuttavia, l’esistenza di un sospetto sulla reale natura (fisiologica o patologica) di alcune sensazioni fisiche può, nello stesso momento, aumentarne l’intensità ed amplificarne progressivamente il numero; in tal modo si genererebbe un circolo vizioso che da un lato peggiorerebbe la sintomatologia fisica e dall’altro, con meccanismo a cascata, aumenterebbe progressivamente l’ansia e la preoccupazione.

I dati relativi alla sovrapposizione reciproca di Sindromi Somatiche Funzionali sono numerosi e riguardano, ad esempio, l’associazione fra “sensibilità chimica multipla” e “lesioni ripetute da stress”, “fibromialgia” e “sindrome da fatica cronica”, “fibromialgia” e “sindrome del colon irritabile”, “sindrome del colon irritabile” e “sindrome della guerra del Golfo”. E’ stato inoltre rilevato che nel tempo, lo stesso soggetto, può presentare sindromi funzionali differenti.

Queste osservazioni, unitamente ad altre, hanno indotto alcuni autori ad ipotizzare che la descrizione di Sindromi Somatiche Funzionali differenti possa essere ricondotto ad un artefatto legato alla specializzazione del medico che prende in cura il paziente piuttosto che all’esistenza di disturbi differenti; in altre parole esse potrebbero riflettere la tendenza dello specialista a mettere a fuoco soltanto quei sintomi che sono pertinenti alla propria disciplina.

Quali rapporti intercorrono tra Sindromi Somatiche Funzionali e Disturbi Affettivi e d’Ansia?
Alcuni Autori hanno avuto modo di sottolineare che i soggetti affetti da Sindromi Somatiche Funzionali, al pari di quelli con Disturbi Somatoformi, presentano un’incidenza elevata di disturbi di tipo depressivo e/o ansioso.

Kroenke ed i suoi collaboratori (1994) hanno selezionati 1000 pazienti fra quelli che affluivano in quattro cliniche di medicina generale ed hanno valutato le caratteristiche relative alla sintomatologia fisica, psichiatrica ed alla compromissione funzionale mediante strumenti di valutazione specifici.
Dall’analisi dei risultati è emerso che i sintomi fisici lamentati dai pazienti erano spesso di natura somatoforme (range dal 16 al 33%) e che la presenza di almeno un sintomo fisico aumentava di 2-3 volte la probabilità di una diagnosi di depressione e/o d’ansia. Tale probabilità cresceva in maniera significativa all’aumentare del numero dei sintomi fisici lamentati dal paziente, infatti, la prevalenza per disturbi dell’umore in pazienti con sintomi fisici in numero variabile da 0-1, da 2-3, da 4-5, da 6-8 e con 9 o più, risultava essere, rispettivamente, del 2%, 12%, 23%, 44% e del 60% mentre, quella per disturbi d’ansia, era dell’ 1%, 7%, 13%, 30% e 48% rispettivamente.
Gli autori hanno dunque concluso che il numero di sintomi funzionali rappresenta un fattore predittivo sia della comorbidità con disturbi psichiatrici, che dell’entità della compromissione funzionale del paziente.

Più recentemente, Henningsen e collaboratori (2003) hanno condotto una meta-analisi su più di 2500 studi osservazionali pubblicati fra il 1980 ed il 2001 con lo scopo di contribuire al chiarimento delle complesse relazioni esistenti fra Sindromi Somatiche Funzionali e disturbi psichiatrici. L’attenzione degli Autori si è focalizzata sulle sindromi funzionali più frequenti e per le quali i criteri diagnostici adottati apparivano più omogenei (sindrome da fatica cronica, fibromialgia, sindrome del colon irritabile, dispesia funzionale). Anche questo studio ha confermato quanto emerso dalle osservazioni riportate precedentemente e cioè la maggior tendenza delle sindromi funzionali ad associarsi a disturbi di tipo depressivo e/o ansioso.

In conclusione, le relazioni intercorrenti fra disturbi ansioso-depressivi, Sintomi Fisici Inspiegabili e Sindromi Somatiche Funzionali appaiono complesse e necessitano di approfondimenti ulteriori che, da un lato, ne precisino meglio le caratteristiche etiopatogenetiche, cliniche e di decorso, dall’altro, invece, forniscano maggiori indicazioni in merito alle migliori opzioni per il trattamento.


Bibliografia
Kroenke K, Spitzer RL, Williams JB, Linzer M, Hahn SR, deGruy FV, Brody D.
Physical symptoms in primary care. Predictors of psychiatric disorders and functional impairment. Arch Fam Med 1994 Sep;3(9):774-779

Henningsen P, Zimmermann T, Sattel H.
Medically unexplained physical symptoms, anxiety, and depression: a meta-analytic review. Psychosom Med 2003 Jul-Aug;65(4):528-533.
 


home > psichiatria > Sintomi fisici inspiegabili e Sindromi Somatiche Funzionali

 

 

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