Terza età 
Pubblicazioni sulle patologie della terza età
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La guerra all’invecchiamento parte dalla tavola, da cosa si mangia, ma sorprendentemente non sono le donne le più attente all’alimentazione bensì gli uomini, che assumono mediamente più antiossidanti, come emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano. Gli esperti dell’Osservatorio hanno analizzato le abitudini alimentari di un campione di circa 4000 persone di età superiore ai 40 anni e hanno scoperto che sono gli uomini a introdurre più antiossidanti, agenti che potenziano i nostri meccanismi di difesa contro i dannosi radicali liberi.

Gli sviluppi demografici in atto in Europa rischiano di minacciare seriamente la sopravvivenza del welfare europeo qualora non siano rapidamente attuate delle riforme. Alla base del problema troviamo il manifestarsi simultaneo di una riduzione dei tassi di natalità e di un rapido innalzamento dell’aspettativa di vita. Se questa situazione si tradurrà in un maggior fabbisogno di impiego è incerto e dipende dallo sviluppo e dalla crescita economica europea degli anni a venire, ma nessuna previsione affidabile prevede una rapida crescita economica nell’Europa del prossimo futuro.

In occasione del Convegno Internazionale “Longevity: Modelli di Welfare a confronto. Milano, Francoforte, Madrid, Parigi” promosso dal Comune di Milano e dal Pio Albergo Trivulzio e conclusosi nella serata di oggi a Palazzo Marino, Milano afferma il proprio ruolo di capofila del welfare per gli anziani in Europa. Alla presenza di 200 rappresentanti di enti pubblici e amministrazioni locali italiani e degli Assessori al Welfare delle città di Madrid, Parigi e Francoforte - intervenuti per affrontare il problema dell’invecchiamento della popolazione e per confrontarsi sui nuovi modelli di assistenza agli anziani - il Sindaco di Milano Letizia Moratti ha lanciato un appello per la costituzione di un Tavolo Permanente Di Consultazione fra le principali aree metropolitane europee.
L’abitudine a bere caffè non deve perdersi con l’avanzare dell’età e, anzi, deve proseguire come prevenzione e mantenimento del benessere psico-fisico.“Effetti dei diversi costituenti del caffè sulla salute dell’anziano”, questo il titolo del simposio ospitato all’interno del Convegno SINU, dedicato a "Invecchiamento e longevità: evidenze in campo nutrizionale". Tre le aree toccate: quella cardiovascolare, la neurologica e la digestiva, il cui malfunzionamento decretano nell’anziano una vecchiaia per nulla piacevole.
“Oggi si è più longevi ma non per questo più sani – dice Giovannangelo Oriani (Presidente SINU) e aggiunge: “in pole position c’è sempre lo stile di vita che accorpa anche buone abitudini spesso abbandonate a causa di errati pregiudizi”. “E’ il caso del caffè – prosegue - il cui consumo, anche nella popolazione anziana, si è dimostrato viceversa non solo benefico ma anche preventivo rispetto alle patologie che si presentano in queste aree”.

I geriatri della SIGG riuniti a congresso a Firenze hanno evidenziato che le reazioni avverse da farmaci rappresentano fino al 15% di tutti i ricoveri. Bernabei propone un tavolo comune fra enti regolatori, industria farmaceutica, geriatri e farmacologi per studiare meglio i farmaci destinati agli anziani.
Gli anziani sono la categoria che rischia maggiormente di subire danni alla salute causati dall’assunzione impropria di farmaci. E’ stato infatti calcolato che circa il 60-80% degli ultrasessantacinquenni assume almeno un farmaco e addirittura il 10% ne riceve cinque o più. I farmaci più utilizzati sono i cardiovascolari e gli antipertensivi, seguiti dagli analgesici, dai sedativi e dai farmaci gastrointestinali come i lassativi e i gastroprotettori.

Mercoledì 14 maggio, dalle ore 13.30 alle 18.30, presso la Sala Cornaggia Medici della Fondazione Sacra Famiglia, a Cesano Boscone (Mi), piazza Monsignor Moneta 1, si è svolto il convegno dal titolo: “La stipsi nel soggetto istituzionalizzato: risultati di uno studio e nuove prospettive”. L’incontro formativo, per il quale sono stati erogati crediti ECM, è stato reso possibile grazie al contributo di Difass, Azienda Farmaceutica specializzata in Medical Food. La dottoressa Cinzia Rognoni, Direttore Medico della Fondazione, ha introdotto il convegno prendendo in esame la complessità della patologia nei soggetti istituzionalizzati e l’ingente spesa medica impiegata per la gestione della stipsi.
“La stipsi – ha spiegato la dottoressa Rognoni - rappresenta un’importante e cronica problematica tra i soggetti istituzionalizzati. La prevalenza della stipsi è molto elevata soprattutto nei soggetti con ritardo mentale grave e con associati deficit della motilità. Si riconoscono spesso più fattori responsabili dell’insorgenza di tale disturbo, si tratta di condizioni che non sono, nella maggior parte dei casi, modificabili. Le problematiche diagnostiche e la difficoltà di gestione in tali soggetti, rendono il quadro più complesso. La stipsi cronica costituisce un sintomo che se non affrontato in modo adeguato può essere fonte di temibili conseguenze, pertanto diventa importante cercare strategie adeguate d’intervento”.
Parte un ampio programma di teleassistenza per molti anziani di San Ferdinando in Puglia. Saranno dotati di telefoni particolari per richiedere assistenza al Centro Servizi di Telbios sia quando sono in casa sia quando si trovano al di fuori delle mura domestiche. Basterà premere un pulsante e si sarà subito collegati con un centro servizi qualificato, attivo 24 ore su 24, dove gli operatori forniranno immediata assistenza e supporto. Il nuovo progetto, appena attivato a San Ferdinando di Puglia, comune di 14.500 abitanti della provincia di BAT, vuole fornire un aiuto costante alle persone anziane e ai soggetti fragili, sempre e ovunque si trovino, attraverso una rete di teleassistenza che sfrutta nuove tecnologie informatiche. Saranno 54 gli anziani inizialmente dotati del nuovo servizio.
L’Osservatorio NFI – Centro Studi dell’Alimentazione Nutrition Foundation of Italy, che contribuisce allo sviluppo della ricerca scientifica e dello scambio di informazioni in campo alimentare – segnala i risultati di un recente studio secondo il quale il consumo di cibi ricchi di flavonoidi aiuterebbe a rallentare il declino cognitivo nella terza età. L’indagine ha coinvolto 1.640 soggetti con 65 anni o più che hanno riportato le proprie abitudini alimentari e si sono sottoposti a visita medica all’inizio dello studio e per altre 4 volte nel corso dei 10 anni di osservazione. Ad ogni visita, per valutare le facoltà cognitive, venivano effettuati 3 test specifici tra cui il Mini-Mental State Examination (MMSE)* per verificare la presenza, l’entità e la progressione del deterioramento cognitivo.

E' una malattia infiammatoria cronica che colpisce prevalentemente le articolazioni, ma che può coinvolgere anche il sistema nervoso, l'apparato respiratorio, l'apparato cardiocircolatorio e il sangue.Nonostante sia possibile la sua comparsa nell'età infantile (artrite giovanile), essa si manifesta soprattutto tra i 35 e i 50 anni di età, con frequenza quattro volte superiore nelle donne.
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