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CEFALEA - Vivere con il mal di testa

Non c' è persona che non abbia mai sofferto il mal di testa. Sappiamo tutti che cosa vuol dire avere dolori alla testa, dolori che possono diventare insopportabili, che ci costringono a sospendere la nostra attività e cercare un posto tranquillo, al buio, per chiudere gli occhi e riposare. Il gran numero e la varietà di pillola contro il mal di testa, prova che tanta gente soffre di questo disturbo e usa analgesici per ovviare al dolore. Purtroppo molti di questi farmaci non curano la malattia ma sopprimono solo i dolori. Sarebbe però importante scoprire in ogni caso le cause esatte del malessere, non solo per prevenire nuovi attacchi, ma per diagnosticare in tempo eventuali condizioni che potrebbero svilupparsi in patologie irreversibili ed impedire una guarigione.

Molti  attribuiscono il mal di testa a cause d'ogni genere. «Non avrei dovuto leggere o guardare la televisione fino a tardi ieri sera.» Oppure « Perché ho mangiato al ristorante cinese quella roba cosi pesante? » 0 ancora: « Perché ho dormito così a lungo di pomeriggio? » Queste ragioni sembrano logiche a chi soffre.

Farmaci vasodilatatori, iniettati a soggetti offertisi volontariamente, provocarono cefalee dove prima non erano state mai avvertite. Molti mal di testa sono provocati nello stesso modo: cioè con la dilatazione dei vasi, quale appare negli occhi iniettati di sangue, nelle cavità nasali gonfie, nelle arterie dilatate che sporgono sulle tempie.

Sulla base di estese ricerche si sa che dal punto di vista statistico, i tumori, le infezioni e le anomalie anatomiche del cranio, degli occhi e delle vie respiratorie sono solo una piccola parte delle cause dei mal di testa: addirittura meno del tre per cento. Tutti gli altri sono casi di cefalea vascolare o dovuti a contrazioni dei muscoli.

Mentre l'ipertensione arteriosa, l'arteriosclerosi cerebrale e altre turbe organiche sono causa di una piccola percentuale delle cefalee vascolari, oltre il 90 per cento di esse sono condizionate da uno stato di tensione emotiva. Si può provocare il dolore della cefalea e il quadro clinico di una vasodilatazione misurabile, parlando ai pazienti di argomenti sgradevoli e stressanti, che agiscono come una specie di "esca emotiva".

Ciò significa che probabilmente siamo noi stessi a causarci il mal di testa, ovviamente senza volerlo.

La più fastidiosa tra le cefalee è l'emicrania (che significa, dal greco, mezza testa), cosi chiamata appunto perché il dolore si manifesta soltanto da un lato, irradiandosi abitualmente dall'occhio. Il dolore è continuo e può durare da qualche ora a qualche giorno.

Alcune ricerche hanno indicato che l'emicrania predilige le persone colte e intelligenti. Coloro che ne soffrono  spesso sono dei "perfezionisti": cioè persone le quali vogliono che ogni cosa sia fatta nel modo dovuto e con perfetta puntualità. Alcuni pensano che la tendenza all'emicrania sia ereditaria, spesso rafforzata dall'ambiente e dalla tendenza a pretendere inflessibilmente risultati d'alto livello.

I mali di testa derivanti da tensione nervosa, cominciano di solito alla nuca o alla base del cranio, per poi diffondersi e localizzarsi in un punto qualsiasi dei capo o anche in un cerchio che stringe la testa come in una morsa. Spesso la contrazione muscolare derivante da una determinata posizione dà l'avvio a questo tipo di cefalea. Possono soffrirne, per esempio, coloro che rimangono a lungo chini sui libri o davanti al computer tenendo i muscoli cervicali contratti. Infatti l'individuo non se ne accorge, ed i muscoli della testa e del collo s'irrigidiscono, subendo contratture prolungate. Tale contrazione provoca una costrizione dei vasi sanguigni e della loro rete nervosa; la circolazione impoverita aumenta il dolore dello spasmo muscolare. La contrattura dei muscoli cervicali e dorsali è simile a quella che molti gli animali mammiferi mettono in essere nei momenti di lotta e di aggressività, per sembrare più “grandi” ed essere pronti ad attaccare. Gli essere umani, nei momenti di stress e di tensione, anch’essi, istintivamente, contraggono prolungatamente questi muscoli.

I mal di testa più comuni sembrano potersi attribuire a cause fisiche: fame, stanchezza, occhi affaticati, luce abbagliante, scarsa aerazione, postumi di eccessi alimentari; ma molto più spesso derivano dalla combinazione di disagio fisico e di tensione emotiva. Ci sono infatti persone che, esposte a una luce troppo viva, reagiscono con il mal di testa; altre invece vi si adattano senza accorgersene. C'è chi dopo aver bevuto troppo soffre di mal di testa, ma c'è anche chi, la mattina seguente, se ne va al lavoro con occhi e mente limpide. Spesso, la differenza sta nel carattere individuale e nel relativo stato emotivo dei vari soggetti o in un differente metabolismo individuale.

Per il medico, la moderna terapia delle cefalee ha uno scopo immediato e uno a lunga scadenza: il primo è quello di curare i singoli attacchi; quello a lungo termine è di diminuirne la frequenza e la gravità.

A volte un risultato notevole ottenuto con lo studio approfondito delle cefalee sta nella cura dei paziente stesso.

Mentre i farmaci possono far cessare o tenere a freno l'attacco, lo scopo fondamentale dei medici è quello d'aiutare il paziente a scoprire "che cosa può fargli male e scatenare il dolore”.

Migliaia di sofferenti hanno trovato sollievo al loro male dopo aver riconosciuto nella cefalea un ordine perentorio di cambiare il loro modo di vivere. Questo significa che a volte dobbiamo limitare lo spreco di energie fisiche e mentali e vivere la vita sanamente.

Alcune regole di condotta su come migliorare il mal di testa sono:

  1. Imparare a essere meno esigenti sui particolari secondari del lavoro quotidiano.
  2. Tutti hanno dei giorni in cui si sentono stanchi e irritabili. Se in quei giorni, ci sforziamo di fare quel che facciamo nelle giornate in cui siamo "pieni d'energia", finiamo con lo stancarci, con il sentirci tesi e procurarci il mai di testa.
  3. Evitate, per quanto è possibile, le preoccupazioni non necessarie.
  4. Se siete spesso risentiti, ansiosi, amareggiati, delusi, provate a limitare le vostre aspirazioni. E’ essenziale essere soddisfatti di ciò che si "può" avere, di ciò che si "può " fare.

L' anamnesi o il racconto preciso del sofferente di mal di testa può già condurre all'eziologia del disturbo ed alla diagnosi giusta. Le seguenti domande sistematiche devono trovare risposta: ci sono sofferenti di mal di testa in famiglia o casi di epilessia localizzazione esatta del dolore inizio e durata del mal di testa qualità, intensità, inizio e fine degli attacchi fattori aggravanti e alleggerenti disturbi concomitanti: sintomi oculari, disturbi della sensibilità cutanea, depigmentazioni e pigmentazioni, lacrimazione, pallore, nausea, vomito, poliuria sintomi generali anche dissociati dagli attacchi di mal di testa: perdita di memoria, disfunzioni neurologiche, perdita di peso, affaticamento, disturbi cardiovascolari o renali abitudini, carattere, stress, conflitti psicologici, alimentazione, abuso di medicamenti, droghe, caffè, tabacco terapie finora intraprese, medicamenti usati invalidità lavorativa. Anche nausea, vomito, mancanza di coscienza o disfunzioni neurologiche possono essere segni importanti.

Senza poter entrare in ogni particolarità, differenziamo diverse frequenti forme di mal di testa:

La cefalea vasomotoria

Si tratta del mal di testa cronico più comune, con dolori diffusi alla testa. Qualche volta troviamo anche dolori concentrati alla fronte, alle tempie o al vertice della testa. La cefalea vasomotoria, come dice il nome, dipende da disturbi vascolari nel cervello. I vasi sanguigni nel cervello si dilatano, su ordine neurogeno o in seguito a sostanze tossiche e premono sulle strutture sensitive del cervello o si restringono, privando parti cerebrali da irrogazione sanguigna e conseguentemente da nutrimento ed ossigeno. Pochi secondi di ipossia inflitte alle cellule cerebrali sono sufficienti a provocare annebbiamento della vista e la sincope, cioè la perdita dei sensi.

I dolori della cefalea vasomotoria sono costanti o pulsanti come il battito del cuore. Ipo- ed ipertensione sono sovente cause primarie di mal di testa. Troviamo lo stesso tipo di dolori anche dopo una commozione cerebrale, dopo un trauma cranico. Tipico in questi casi è l’accentuarsi dei sintomi a cause di vibrazioni, rumori, alcool o per esposizione al sole.

La cefalea vasomotoria viene inoltre può essere provocata da cambiamenti di tempo, da insonnia, da stress e tensioni psichiche e dall' abuso d'alcool. Anche la stitichezza può innescare dolori di testa. Disfunzioni ormonali e disturbi premestruali possono causare dolori di testa vasomotori.

Da tutte queste cause si capisce la necessità di una diagnosi differenziata esatta.

Una volta stabilite le cause dei dolori, le cure sussistono nel prendere le misure adatte contro di loro: sovente implicano il cambiamento del modo di vivere, il rilassamento, la distensione e l'eliminazione delle sostanze tossiche e dei conflitti psichici.

L' emicrania

Essa si manifesta solo su metà (emi-crania) della testa con attacchi dolorosi acuti e viene accompagnata da nausea, vomito e sintomi vegetativi come sudori, coliche intestinali, diarrea, tachicardia. Ci sono anche forme emicraniche che vengono precedute da sintomi visuali o accompagnate da disturbi oculomotori, da vertigini e parestesie (formicolii), da paresi della faccia o delle estremità superiori.

Il paziente con l'emicrania classica è pallido con l'arteria temporale dolente alla palpazione. Rumori e luce vengono possibilmente evitati, il cibo rifiutato. I sintomi vengono provocati da cambiamenti ambientali, in momenti di maggior stress o emozioni, durante le mestruazioni o in periodi di rilassamento, la domenica o in vacanza. Fattori esterni come vento forte, freddo, radiazioni elettrostatiche da televisione o da computer sono imputati probabilmente d’attacchi emicranici. Le più afflitte sono le donne che variano dai 10 ai 30 anni di età.

Anche per l'emicrania ci vuole la diagnosi differenziale e la cura adatta diretta verso le cause.

Le nevralgie facciali

Dalle nevralgie facciali quella del trigemino è la più frequente. Si manifesta quasi sempre nel secondo e terzo ramo delle tre ramificazioni (da quello il nome trigemino), cioè nella distribuzione della zona mascellare e mandibolare. Per i dolori forti in queste zona, qualche volta perfino con l'accentuazione dei dolori quando si preme su un dente o con il caldo o freddo nella bocca, sovente i pazienti scambiano una nevralgia facciale con un mal di denti, con un ascesso ad una radice dentaria e consultano il dentista. La sinusite o infiammazioni dell'orecchio possono causare dolori irradianti verso la faccia come pure disfunzioni dell' articolazione temporo-mandibolare (mascellare). Le crisi della nevralgie trigeminali sono generalmente di breve durata e si ripetono soventemente durante il giorno. Hanno una tale intensità dolorosa che possono spingere nei casi gravissimi al limite del suicidio. Con questi pazienti bisogna agire tempestivamente.

 

 

 

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