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VACCINAZIONI

La politica vaccinale in Italia si basa essenzialmente su quattro vaccinazioni obbligatorie per tutti i nuovi nati (poliomielite, epatite B, difterite e tetano), e su due (tubercolosi ed tifo) obbligatorie soltante ad alcune categorie di soggetti. Altre vaccinazioni sono fa­coltative: la loro effettuazione è lasciata alla discrezione dei medici e pediatri cu­ranti. Alcune (antipertosse, antiemofilo, antimorbillo, antirosolia, antiparotite) sono pressoché esenti da complicazioni e sono da me vivamente consigliate. Altre vaccinazioni, che rivestono una grossa importanza in particolari gruppi di persone, sono invece raccomandate in modo selettivo (es.: vaccinazione antinfluenzale, vaccinazione antipneumococcica etc.).
Prima di parlare in modo più esten­sivo di alcuni vaccini, vorrei qui elen­care alcune informazioni di carattere generale che spesso i genitori  mi chiedono:


1)Non bisogna vaccinare bambini con malattie acute in atto o con affezioni croniche in fase evolutiva. Possono essere vaccinati i bimbi con "affezioni minori" delle prime vie aeree non feb­brili. La diarrea controindica la vacci­nazione antipolio orale che, tra l'altro, è vietata nei mesi estivi nei paesi con clima torrido; una concomitante terapia antibiotica non controindica la vaccinazione.
2)Un ritardo di sommini­strazione tra dosi di vaccinazione antipolio non prevede di ricominciare il ciclo. Per la vaccinazione antidifterica ed antitetanica, dopo la somministrazione di tre dosi, il ciclo non va ripreso dall'inizio qualunque sia il tempo trascorso mentre, se l'intervallo dopo la prima supera un anno e se dopo due dosi supera i cinque anni, è necessaria una ripresa ex novo.
3)I prematuri vanno vaccinati se­­condo l'età anagrafica.
4)I bambini con sindrome di Down vanno vaccinati come tutti gli altri bam­bini.
5)Le malattie cardio-polmonari, ad eccezioni di quelle associate a malattie del timo, non costituiscono controindi­cazione all'esecuzione delle vacci­nazioni, che anzi sono da raccomandare e rispettare alle loro usuali scadenze;
6) le immunodeficienze primi­tive e secondarie vanno consi­der­a­te con­troindicazioni assolute alle vaccinazioni con virus o batteri at­tenuati, che pos­sono dare gravi disseminazioni. I conviventi di pazienti immunocompromessi non dovrebbero essere vaccinati con l'antipolio tipo Sabin, ma con il Salk; invero, essi possono praticare la vaccinazione antimorbillosa, antiparotite ed antirosolia. Nei soggetti sotto­posti a terapie im­munosoppressive (es.: cortisone) i vac­cini con agenti vivi vanno somministrati almeno 3 mesi dopo la fine del tratta­mento. Se un paziente ha eseguito una terapia breve (inferiore a 2 settimane) con un dosaggio basso di cortisone può eseguire qualsiasi vaccinazione senza aspettare l’intervallo di 3 mesi.
7) La recente o contemporanea somministrazione di gammaglobuline non controindica la vaccinazione per epatite B, tetano, rabbia, poliomielite, difterite, pertosse. Invece la vaccinazione per morbillo, parotite e rosolia conviene postporla di 3-11 mesi a seconda della quantità e qualità di immunoglobuline somministrate: esistono apposite tabelle indicanti il giusto intervallo da aspettare
Tab. 1: Le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate

Età

Vaccino

3^ mese   HBV1-IPV1-HIB-D1T1Pa
5^ mese   HBV1-IPV1-HIB-D1T1Pa
10^-11^ mese   HBV1-OPV1-HIB-D1T1Pa
15^ mese Morbillo, Rosolia, Parotite
22^-23^ mese   DTPa-OPV1
4-6 anni DTPa-HBV2
7-8 anni Morbillo,Rosolia, Parotite
14-16 anni T2

D=difterite; T=tetano; Pa=pertosse
HBV=epatite B; HIB=emofilo tipo b; IPV=Poloio im; OPV=Polio orale.
1=Obbligatorie
2=ripetere ogni 10 anni

 

8) A volte mi viene chiesto se posso assicurare che il vaccino non determini complicazioni al bambino. Purtroppo nessuno può as­sicurare una tal cosa. Ogni scelta nella vita comporta dei rischi. Chi può assi­cu­rarci che nel fare una passeggiata o nell'intraprendere un viag­gio in automobile non capiti un inci­dente? L'importante, di certo, è che i rischi siano calcolati e siano di molto in­feriori ai benefici derivanti dalla vaccinazione. E’ altrettanto importante che la vaccinazione sia eseguita in bambini in buona salute, dopo un’attenta anamnesi ed una scrupolosa visita che escludano malattie che controindicano l’esecuzione della vaccinazione. Se, nonostante tutto, il bambino dovesse presentare una reazione al vaccino di tipo allergico (le più temibili dopo pochi minuti dalla somministrazione) niente paura: il pediatra assisterà il bimbo nel modo più opportuno.
Nella Tabella 2 troverete elencate le complicazioni di alcune vaccinazioni e malattie infettive denunciate in Europa nel 1990.
9) I vaccini devono essere conservati in fri­gorifero (non congelati) a 2°-8° se l'intervallo che separa l'acquisto alla somministrazione del farmaco è relati­vamente lungo. La perfetta conservazione dei vaccini è fondamentale per ottenere una buona immunizzazione.
10) Sì, esiste un problema Thimerosal, anche se probabilmente nel passato è stato amplificato oltre misura dai media. Il thimerosal (o tiomersale) è un antisettico topico che entra nella preparazione di germicidi, cosmetici, ombretti, preparati per gli odontoiatri, colliri e gocce nasali, pomate lubrificanti e umettanti oculari, liquidi per la pulizia di lenti a contatto, etc, come conservante in preparazioni farmaceutiche, tra cui vaccini e sieri. Esso provoca orticaria da contatto o, anche, allergie più importanti, per cui dovrebbe essere bandito dai vaccini. Negli U.S.A., ad esempio, i prodotti contenenti thimerosal non sono più in commercio; in Italia, invece, ciò non è ancora avvenuto (la presenza di thimerosal in molti dei nostri vaccini ci dice in quale considerazione venga tenuto il nostro Paese dai responsabili delle multinazionali che producono i vaccini!) per cui dei vaccini presenti in commercio ancora contengono questa sostanza potenzialmente pericolosa. I vaccini lo contengono in quantità pari a 12,5 a 50 microg/fiala, di cui circa la metà è mercurio. Le immunoglobuline specifiche (per tetano, rosolia, ecc.) per impiego i.m. possono contenerne anche 100 microg/ml (le fiale sono da 1, 2, 5 ml). Tali quantità sono importanti soprattutto per bambini di basso peso, in quanto, in questi bambini, la somministrazione per kilo risulta più elevata. Naturalmente, l’intossicazione da mercurio è tanto meno importante quanto maggiore è il peso del bambino che riceve la vaccinazione.
Tab. 2: Complicazioni delle Malattie Infettive e delle Vaccinazioni relative

Complicanza

Malattia Vaccino
Poliomielite (paralisi) 112 42(?)
Morbillo

Encefalite
Panencefalite
Convulsioni
Broncopolmonite
Morti

12
1
12
0
1

Parotite

Encefalite
Meningite
Sordità
Orchite
Ooforite

350
210,000
60,000
28,000
12,000

 

 

0
12
0
0
0

 

 

Rosolia

Rosolia congenita
Encefalite
Trombocitopenia
Artrite

40,000

160
240
360,000

 

 

0

0
0
12,000

 

 

Da OMS Regione Europea, 1990
 

-Vaccinazione antidifterica. Va praticata, per via in­tra­mu­scolare, asso­ciata alla vacci­nazione antite­tanica ed even­tualmente alla vac­cinazione antiper­tossica (che è fa­coltativa). Per legge è obbligatorio effettuarne 4 dosi che, nel primo anno di vita, vengono praticate al terzo, al quinto ed al decimo mese di vita. Poiché una sufficiente protezione contro la difterite, tetano e pertosse si raggiunge solo dopo la terza dose di vaccino, usualmente propongo ai genitori di praticare le prime tre dosi rapidamente, a partire dal compimento del secondo mese di vita, distanziando le somministrazioni ogni 6 – 8 settimane. In tal modo il bambino è protetto proprio in quella fascia d’età in cui la pertosse è più temibile: troppo spesso ho visto bambini ammalarsi di pertosse perché non ancora protetti da vaccini somministrati ad intervalli troppo lunghi! Una immunizzazione così rapida necessita però anche di un richiamo verso il 12° - 14° mese. Per tutte queste ragioni io consiglio di praticare 5 dosi (a 2, 4, 6, 12 mesi e a 4-6 anni) di vaccino DTPa (difterite-tetano-pertosse) invece delle 4 dosi consigliate dalla schedula vaccinale del Ministero della Sanità. La quinta dose va praticata, come già detto, poco prima dell'età scolare, intorno ai 4-6 anni di vita. Se essa è praticata dopo i sette anni di vita è necessario somministrare una dose di vaccino antidifterico dimezzata (il tipo Td), poiché il bambino è esposto a maggior rischio di complicazione.
-Vaccinazione antitetanica. Come abbiamo detto essa va effet­tuata contemporaneamente  alla vaccinazione an­tidifterica e, se si vuole, a quella an­tipertossica per via intramuscolare. Dopo un ciclo vaccinale completo (5 dosi), per mantenere una protezione adeguata contro il tetano, è racco­mandato eseguire una dose di richiamo intorno agli 11-12 anni di vita (almeno 5 anni dopo l’ultima dose) e, successi­vamente, ogni 10 anni.
-Vaccinazione antiper­tosse. La morbilità e la mortalità da pertosse hanno ricevuto una drastica diminuzione negli Stati Uniti ed in Inghilterra a par­tire dal 1940, dopo che la vaccinazione è stata effettuata su larga scala. Quando esisteva in commercio solo il vaccino costituito da batteri uccisi, essa era sicuramente la più discussa fra le vaccinazioni, a causa della relativa neurotossicità che alcuni volevano associarle. Qualche anno fa, però, è stato introdotto un vaccino acellulare che ha dimostrato di possedere un minor rischio di effetti collaterali e complicazioni. La vaccinazione va effet­tuata per via intramuscolare insieme all'antitetanica ed antidifterica. Una valida immunogenicità è garantita soprattutto dal vaccino a 3 antigeni, invece di quello a 2 antigeni che pure è in commercio. E’ opportuno praticare la prima dose, assieme alla vaccinazione anti – emofilo, fra il 45° ed il 60° giorno di vita, seguita da altre 2 dosi a distanza di 6 – 8 settimane l’una dall’altra, per creare una protezione in questo periodo della vita, quando la pertosse e le malattie da emofilo sono più gravi e pericolose. Un richiamo va fatto, poi, a 12 – 14 mesi di vita. Tale calendario, è stato dimostrato, è più efficace di quello usualmente praticato. 
-Vaccinazione antipolio. L’utilizzo del vaccino “Sabin”, composto da virus vivi ed attenuati, ha praticamente fatto scomparire tale malat­tia in Italia e nei paesi occidentali dopo circa 40 anni dalla sua introduzione. Gli effetti collaterali erano molto rari (1 caso di paralisi post-vaccinale ogni 18 milioni di dosi) e quasi sempre legati alla prima dose del vaccino. Il costo di tali complicazioni in termini di salute collettiva era comprensibilmente basso in tempi in cui nuovi episodi di poliomielite erano quotidiani. Ma i tempi sono cambiati. Adesso che non si osservano più casi di poliomielite, il rischio di complicanze vaccinali è insostenibile, per cui la possibilità di avere una paralisi da vaccino è pari o maggiore di quella relativa alla malattia stessa. Per tale motivo da pochi anni si utilizza il vaccino “Salk” (con virus uccisi, non vivi!) per le prime 2 dosi; solo la terza e la quarta dose sono effettuate con il più potente vaccino “Sabin” (con virus vivi e attenuati), quando l’organismo già possiede una (pur debole) protezione contro il virus per le precedenti immunizzazioni con il “Salk”. In tal modo, con questa nuova schedula (somministrazione di 2 dosi con vaccini uccisi a 3 e 5 mesi, seguite da 2 dosi con vaccini vivi a 11 e 24 mesi) i rischi legati alla vaccinazione sono diventati pressocché nulli.
La vaccinazione tipo Sabin produce, altresì, un'immuniz­zazione spontanea anche nei soggetti non vaccinati ed un richiamo nei soggetti precedentemente immunizzati, a causa della moltiplicazione dei virus nell'apparato gastroen­terico e la loro eliminazione con le feci. Per tale motivo essa non va mai effettuata in soggetti conviventi con pazienti immunode­pressi, perché potrebbe scatenare in loro una vera po­liomielite. In tali casi si utilizza sempre il vaccino con virus uccisi "Salk".
-Vaccinazione antimorbil­losa. Chi dubitasse della oppor­tunità di tale vaccinazione sottova­luterebbe i rischi, molto grossi, della patologia post-mor­billosa. Tutti, prima o poi, contraggono il morbillo nella loro vita. Uno su mille casi di morbillo evolve in encefalite, la più temibili delle complicazioni. Dei casi di ence­falite morbillosa il 25% muore, il 25% guarisce senza esiti, il 50% so­pravvive con deficit mentali e neuro­logici. Tra l'altro si è visto che uno su due casi di morbillo mostra alterazioni elettroencefalografiche anche se clinica­mente non evi­denzia alcun segno di malattia neurologica.
Anche il vaccino può dare, purtroppo, encefalite. Ciò capita però raramente, solo in un caso su un milione di dosi: la stessa probabilità che ha un passeg­gero di un aereo di morire per incidente in volo.
Il vaccino (costituito da virus vivi, ma attenuati) va somministrato per via sottocutanea, all'età di 15 mesi per evitare l'interferenza con gli anticorpi materni trasmessi passivamente all'epoca della ge­stazione. Per la stessa ragione, se un soggetto ha ricevuto plasma, gammaglobuline o sangue non deve effettuare la vaccinazione prima di 6 settimane o più. La vacci­nazione viene effet­tuata per via sottocutanea e può dare febbre dal sesto al quattordicesimo giorno dopo la somministrazione. Il vaccino "coltivato" su embrioni di pollo non va effettuato in soggetti che hanno mostrato gravi reazioni aller­giche all'uovo o al pollo.
Poiché non è ancora certa la durata dell'immunizzazione, è opportuno che si effettui una nuova dose di vaccino verso i 7 – 8 anni. In tal modo si re­cluteranno anche soggetti che non hanno risposto alla prima dose.
La vaccinazione può essere effettuata contempo­raneamente a quella an­tiparotite ed antirosolia.
Vaccinazione antiepatite B. In risposta alle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha consigliato la vacci­nazione nazionale giovanile a tutti quei paesi con endemia superiore al 2%, l'Italia ha anch'essa introdotto l'obbligatorietà della vaccinazione per l'epatite B. L'uscita sul mer­cato di vac­cini sintetici, con effetti collaterali pres­socché nulli, danno una tranquillità asso­luta sulla sicurezza di questa pratica vaccinale. Essa viene effettuata per via intramuscolare in sole 3 dosi, in asso­ciazione alle altre vaccinazioni obbliga­torie dei 3-5-10 mesi. Conviene praticare un richiamo ai 4-6 anni e, successivamente, ogni 10 anni.
Il calendario delle vaccinazioni è di­verso se la mamma è portatrice dell'Antigene Australia (HBsAg posi­tiva). Ogni nato da donna HBsAg posi­tiva deve essere sottoposto a profilassi contro l'epatite B attraverso l'immediata somministrazione di gammaglobuline iperimmuni anti-HBs e della prima dose di vaccino. Successivamente altre tre dosi, praticate a 1, 2, 14 mesi completano il ciclo vaccinale.
Vaccinazione antiemofilo. Questa è l'ultima vaccinazione, in ordine di tempo, comparsa sul mercato. Il batterio Haemophilus influentae tipo b è il principale responsabile delle meningiti nel lattante e, inoltre, è causa di malattie temibili come l'epiglottite o altre affezioni quali le otiti o broncopolmioniti nel bambino. I vantaggi sono quindi notevoli nel vaccinare il nostro bambino e, in più, non sono contrastati da effetti collaterali molto frequenti. La vaccinazione va praticata per via intramuscolare o sottocutanea a 2, 4, 10 mesi di vita. Una quarta dose è consigliabile intorno ai 18 mesi di vita.
Vaccinazione antinfluenzale. I vaccini antinfluenzali attualmente in commercio sono immunogeni, sicuri, ed associati ad effetti collaterali minimi. Per i bambini è meglio preferire i vaccini tipo “split”, perché più sicuri.
Alcune considerazioni pertinenti al vaccino:
a] La risposta immune e la sicurezza del vaccino antinfluenzale nei bambini con malattie cardiovascolari emodinamicamente instabili (un gruppo di pazienti a cui la vaccinazione antinflenzale è fortemente raccomandata) sono comparabili a quelle che si osservano nel bambino sano.
b] Una terapia con cortisonici non controindica la vaccinazione. Ciò è soprattutto importante per i pazienti asmatici cortico-dipendenti. Naturalmente, è meglio effettuare la somministrazione, se possibile, in un intervallo libero da terapia steroidea.
c] Non c’è esperienza a somministrazione di vaccini in bambini al di sotto dei 6 mesi, per cui, se necessario, vanno vaccinati tutti i conviventi per garantire immunità al lattante.
Attualmente la vaccinazione antinfluenzale è consigliata solo a particolari categorie di bambini (vedi tabella 3), sebbene una recente ricerca sulla severità della malattia in bambini al di sotto dei 5 anni di vita ha spinto alcuni ricercatori a richiedere una maggiore estensione di tale vaccinazione

Tabella 3. La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata ai bambini (di età superiore a 6 mesi) con i seguenti fattori di rischio:

a-      asma o malattie polmonari croniche;

b-     malattie cardiopolmonari emodinamicamente significative;

c-      trattamento prolungato con cortisonici;

d-     emoglobinopatie;

e-      diabete;

f-       malattie renali croniche;

g-      malattie metaboliche croniche;
trattamento prolungato con aspirina: m. di Kawasaki, artrite reumatoide

 

La somministrazione avviene con vaccino “split” alla dose di 0.25 ml prima dei 35 mesi e di 0.5 ml dopo tale età, in 1 o 2 somministrazioni a seconda se il paziente ha già avuto un precedente contatto con il virus. Una volta vaccinato la somministrazione va ripetuta ogni anno prima dell’epidemia influenzale, che da noi comincia verso la fine di dicembre. Nella tabella 4 è descritta la schedula vaccinale che in genere pratico sui pazienti da me seguiti (sec. American Academy of Pediatrics, mod.).

 

Tab. 4: Schedula Vaccinale

sec. American Academy of Pediatrics, mod.

Età

Vaccino

2 – 3 mesi

IPV-HBV-HIB-DTPa

4 – 5 mesi

IPV-HBV-HIB-DTPa

6 - 7 mesi

HIB- DTPa

11 - 12 mesi

DTPa–HBV-OPV

15 mesi

Morbillo, Rosolia, Parotite

18 mesi

HIB

22 mesi

OPV

5-6 anni

DTPa-HBV1

7-8 anni

Morbillo, Rosolia, Parotite

14-16 anni

T1

D=difterite; T=tetano; Pa=pertosse

HBV=epatite B; HIB=emofilo tipo b; OPV=Sabin; IPV=Salk

1=ripetere ogni 10 anni

E' sicuramente preferibile vaccinare i nostri figli, anche se si corrono piccolissime dosi di rischio. La vaccinazione è l'unico modo per difenderci con efficacia da molte malattie infettive e, se praticata su larga scala per tutte le malattie possibili, potrà nel futuro portare alla scomparsa di molte di esse, così come è accaduto per il vaiolo e come potrà accadere nel breve futuro per la poliomielite.

Dott. Renato Vitiello
Pediatra

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