Pubblicità

Pubblicità

Vai alla home page

  Home | Invia le tue pubblicazioni | Invia i tuoi comunicati stampa | Pubblicità | Privacy Policy | Gerenza

 

sezioni medicina

Alimentazione
Allergologia
Analgesia
Anestesia
Cardiologia
Chirurgia
Chirurgia Estetica
Chirurgia Laser
Dermatologia
Diabetologia
Gastroenterologia
Ginecologia
Immunologia
Medicina delle dipendenze
Neurologia
Odontoiatria
Oncologia
Oculistica
Ortopedia
Otorino
Psichiatria
Psicologia
Pediatria
Riabilitazione
Sessuologia
Urologia

informarsi su 

Ospedali
Allergie
Balbuzie
Droghe
Infertilità
Lavoro e Salute
Malattie Rare
Russamento e apnee
Terza Età

links medicina 

Codice deontologico
Associazioni e Federazioni
Link di medicina in rete
Indirizzi Utili
Editorial Board e Consulenti
   

pubblicità 

 

 

Last Page Update 13/10/2009 18.54.21
home > pediatria > infiammazioni renali
 
Reflusso vescico-ureterale (RVU) nel bambino: la profilassi antibiotica non serve a scongiurare le complicazioni


Uno studio multicentrico guidato dal Burlo Garofolo di Trieste conferma, per la prima volta, che le infiammazioni renali in bambini con RVU si trattano
con diagnosi precoce e intervento mirato

Trieste - La somministrazione continua di antibiotici per il trattamento pediatrico del reflusso vescicoureterale (RVU), effettuata con l’obiettivo di prevenire complicazioni più gravi come pielonefrite (l’infiammazione del rene e della pelvi renale) e cicatrici renali, non è efficace. Lo dimostra uno studio multicentrico guidato dall’IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste durato 6 anni (due di trial effettivo e quattro di follow-up), che pone fine a un’annosa diatriba sull’opportunità di ricorrere alla profilassi antibiotica per evitare le recidive di infezione urinaria. La ricerca, cui hanno partecipato altri sei ospedali pediatrici del nord Italia (Pordenone, Monfalcone, San Daniele, Tolmezzo, Cesena e Bologna), è stata pubblicata sulla rivista Pediatrics.


Il reflusso vescico-ureterale è un’anomalia congenita relativamente frequente nell’infanzia, causata da un ritardo nella maturazione della giunzione tra vescica e uretere che provoca la risalita dell’urina in direzione del rene. Ciò può facilitare l’insorgenza di infezioni urinarie e, se il quadro si complica, causare pielonefrite, una grave infiammazione renale, spesso ricorrente. In genere il disturbo si risolve con la crescita (i casi più severi intorno ai 10-12 anni, gli altri prima). Nel frattempo, però, episodi ripetuti di pielonefrite possono danneggiare in modo grave la funzionalità dei reni fino a causare insufficienza renale.

L’approccio clinico tradizionale al reflusso vescico-ureterale - nonostante l’assenza di prove a conferma di un rapporto di causa-effetto fra RVU e pielonefrite ricorrente – si basava sulla somministrazione di antibiotici per periodi prolungati (anni), anche in assenza di sintomi. Era opinione comune che, così facendo, si potesse evitare il coinvolgimento renale.

Lo studio multicentrico coordinato dal Burlo Garofolo di Trieste comprova l’inutilità di tale strategia, e conferma che l’opzione migliore per trattare le pielonefriti in bambini con RVU consiste in una diagnosi precoce seguita, solo in caso di reale necessità, dalla somministrazione mirata e temporanea di antibiotici.

“Lo studio appena concluso - spiega Marco Pennesi, responsabile del Servizio di nefrologia della clinica pediatrica dell'IRCCS Burlo Garofolo – pone due punti fermi nel trattamento delle pielonefriti in bambini con RVU. Innanzitutto, indica che l’antibiotico-profilassi non aiuta a prevenire le infiammazioni renali acute ricorrenti; in secondo luogo, conferma che l’approccio finora usato (la profilassi antibiotica) non modifica neppure il corso naturale della malattia, poiché non riduce significativamente l’incidenza di danno renale, indicato dalla presenza di cicatrici. Inoltre, rispetto a indagini precedenti che hanno raggruppato nello stesso studio popolazioni molto eterogenee di soggetti (da bambini di sei mesi a ragazzi di 18 anni), la presente ricerca individua con chiarezza la classe più a rischio di complicanze, quella, cioè, su cui bisogna intervenire tempestivamente: i bambini di età compresa o inferiore ai 30 mesi”.

L’indagine ha reclutato cento bambini di età uguale o inferiore ai due anni e mezzo, con accertata presenza di RVU, i quali sono stati trattati, e non, con antibiotico-profilassi. Al termine dello studio i ricercatori non hanno rilevato differenze significative fra i due gruppi quanto al rischio di pielonefrite, né nella presenza di un maggior numero di cicatrici renali.

“I dati che abbiamo raccolto nel corso di questi sei anni di indagine – precisa Alessandro Ventura, Direttore della Clinica Pediatrica IRCCS Burlo Garofolo-Università di Trieste – suggeriscono che il RVU non rappresenta un fattore di rischio per la pielonefrite ricorrente, come invece si pensava. L’importante, ora, sarà inserire questa scoperta nelle linee guida pediatriche, diffondendola anche tra i pediatri di libera scelta”.

Trieste, 19 maggio 2008

Per ulteriori informazioni:
Cristina Serra
Servizio Divulgazione Scientifica
Direzione Scientifica
IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo
Ospedale di alta specializzazione e di rilievo nazionale
per la salute della donna e del bambino
cristina.serra@burlo.trieste.it

home > pediatria > infiammazioni renali

 

Google


pubblicità

Tools

Stampa questa pagina
Salus.it nei tuoi preferiti

Viaggiare Sicuri

Africa
America del nord
America centrale
America del sud
Asia
Europa
Oceania.

BMI Calculator

Calcola con noi il tuo BMI.

Fertility Calculator

Calcola con noi i tuoi giorni di fertilità.

Test

Misura il tuo rapporto con il cibo..
Test di autodiagnosi.
Test di Laboratorio.

Guida agli Ospedali

Una lista di tutti gli ospedali divisi per categorie.

AZ Salute

AZ salute

Glossari di termini medici

DANISH
DUTCH
ENGLISH
FRENCH
GERMAN
ITALIAN
PORTUGUESE
SPANISH

FID

Forum Italiano sul Dolore.

Diritto e Salute

Leggi e norme
I Diritti del Paziente
 
 

Per diventare sponsor clicca qui

Gerenza

Salus.it è uno strumento assolutamente gratuito per i medici che scrivono. L'unica forma di finanziamento di salus.it è data dall'esposizione di banner in apposite caselle contrassegnate dal titolo "pubblicità"

Le pagine per i pazienti hanno solo finalità divulgative ed educative, non costituiscono motivo di autodiagnosi o di automedicazione, non sostituiscono la consulenza e non rappresentano messaggi pubblicitari.

© Salus.it - Medicina in Rete, 2001-2010
Diritti di proprietà letteraria e artistica riservati.
Registro della Stampa
Aut. Trib. Nocera Inferiore (SA) n.04/07 del 28/02/2007

Gli autori ed il direttore non si assumono responsabilità per danni a terzi derivanti da uso improprio o illegale delle informazioni riportate o da errori relativi al loro contenuto.

This website is certified by Health On the Net Foundation. Click to verify. This site complies to the HONcode standard for trustworthy health information: verify here.

Web Marketing