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home > pediatria > alimentazione
L'ALIMENTAZIONE DEL BAMBINO

La nutrizione oggi non è più solo una risposta a dei fabbisogni istintivi, ma è anche, soprattutto, metodo per conservare a lungo un buon stato di salute ed allontanare il più possibile la vecchiaia. Sappiamo quanto sia arduo per noi adulti perseguire una corretta alimen­tazione; spesso sembra impossibile persino attuare una sana dieta per pochi giorni, poiché le cattive abi­tu­dini della tavola fanno ormai parte di noi e della nostra cultura.

Per questi motivi, più precocemente si im­postano corrette abitudini ali­mentari, migliore e più profondo è il livello di prevenzione che ne può derivare, e più naturale sarà la scelta del bam­bino, adulto in erba, di un'alimentazione salutare. Queste ragioni hanno spinto la puericultura ad avvicinarsi allo studio dell'alimentazione, facendolo pro­prio ed applicandolo al bambino fin dal primo giorno di vita, se non ad­dirittura dalla stessa gravidanza. Oggi la nutrizione  del neonato e del lattante è studiata con attenzione, e i vantaggi di ogni alimento o formula sono valutati attentamente con ri­gore scientifico. Naturalmente di­verse possono essere le diete formulate per la nutrizione di un lattante, in risposta a differenti gusti ed esi­genze, anche se costanti devono essere i principi scientifici che guidano la quotidiana for­mulazione dei pasti.

Molto è cambiato negli ultimi anni: antiche abitudini (quale l' allat­tamento al seno) hanno avuto riconoscimenti scientifici ufficiali, e sono andate ad affiancarsi a quei prodotti che l'industria, in sintonia con le raccomandazioni dettate da organizzazioni pediatriche inter­nazionali, prepara per assicurare il miglior equilibrio nutrizionale e la più completa utilizzazione dei nu­trienti da parte del piccolo.

Questa lettura vuole essere un'occasione per informarvi dei principi da seguire per affrontare un periodo delicato della vita del vostro piccolo: lo svezzamento.

  ALIMENTAZIONE: FABBISOGNI E PREVENZIONE

L'organismo del vostro bimbo ha bisogno di assumere dall'esterno quei componenti che gli permettono di crescere, muoversi, riprodursi e vivere. Essenzialmente questi com­ponenti sono 5: proteine, lipidi, glu­cidi, sali minerali e vitamine. A questi componenti bisogna ag­giungere l'acqua, che costituisce il mezzo nel quale avvengono tutte le reazioni chimiche dell'organismo. L'acqua, in particolare, ha un'importanza di gran lunga supe­riore nel piccolo bambino che nell'adulto: essa costituisce ben l'80% del peso totale del neonato, mentre rappresenta solo il 50% del peso dell'adulto. L'energia ed i ma­teriali della crescita sono offerti dalle proteine, lipidi (detti anche grassi) e dai glicidi (detti anche zuccheri). I sali minerali e le vitamine, pur non fornendo calorie, garantiscono che tutte le reazioni chimiche che avvengono nell'organismo si ef­fet­tuino con la giusta velocità ed effi­cacia.  
UNA ALIMENTAZIONE CORRETTA FIN DAI PRIMI ANNI DI VITA... 

...nel BAMBINO può modificare l'espressione clinica di:
-manifestazioni allergiche transitorie (eczema, asma)
-malattie gastro-enteriche (celiachia)
-patologie infettive acute

...nell'ADOLESCENTE può prevenire lo sviluppo di:
-manifestazioni allergiche persistenti
-colite
-obesità
-ipertensione arteriosa
-scarsa tolleranza al glucosio
-iperlipidemie (aumento colesterolo e trigliceridi plasmatici)

...nell'ADULTO può prevenire la comparsa di:
-diabete
-aterosclerosi (infarto cardiaco, ictus cerebrale)
-diverticolosi del colon
-ulcere gastroduodenali
-malattie del fegato
-osteoporosi
-errori del sistema immunitario all'origine di malattie debilitanti (es artrite reumatoide)
-tumori
-patologie infettive recidivanti
-invecchiamento precoce

L'assunzione  equilibrata  di tutti i principi nutritivi permet­terà al bambino, nel corso del primo anno, di triplicare il peso, aumentare del 50% la lunghezza e del 25% la circonferenza cranica della nascita; durante il secondo anno, invece, di accrescere ulteriormente del 20% il peso, del 15% la lunghezza e del 4% la circonferenza cranica. Ma i vantaggi di una buona alimen­tazione di certo non si fermano qui. Oggi sappiamo che attraverso l'alimentazione possiamo prevenire alcune malattie dell'apparato di­ge­rente (ad esempio malattie legate a stati di allergia, oggi in rapido au­mento) ma, cosa più importante, si può arrivare a condizionare l'organismo a mantenere a lungo uno stato di buona salute, preve­nendo la comparsa di ipertensione arteriosa, obesità, iperlipidemie, dia­bete e della loro più grave con­seguenza, l'aterosclerosi delle ar­terie del cuore e del cervello. “L’uomo ha l’età delle arterie” diceva un mio vecchio professore; se riusciremo –quindi- a rallentare il fisiologico processo di invecchiamento delle arterie, più lieve e lontana apparirà la vecchiaia. Il ri­schio maggiore è rappresentato da un'alimentazione errata in quantità o qualità. Basta lo squilibrio di un componente dietetico per costrin­gere l'organismo ad effettuare un superlavoro di adattamento che può manifestare conseguenze anche a distanza di parecchi anni. Tale squilibrio, ancora, non solo si tra­duce in una maggiore facilità a con­trarre malattie direttamente le­gate alla scorretta alimentazione, ma anche a determinare una minore resistenza ad agenti offensivi esterni (batteri o virus) o interni (cellule neoplastiche). Ben venga, quindi, una corretta educazione alimentare che permetta all'organismo dei no­stri bimbi di attuare tutte le potenzia­lità nascoste e vivere una vita da protagonisti.

 

LO SVEZZAMENTO

Per svezzamento (o divezza­mento) si intende il periodo in cui il latte (sia materno che artificiale) cessa di essere l'alimento esclusivo del lattante, per essere gradual­mente sostituito da cibi diversi. In genere l'inizio dello svezzamento viene a porsi fra il quarto ed il sesto mese di vita, quando il latte può non essere più sufficiente a coprire il fabbisogno di proteine, ferro ed altri nutrienti. Occorre introdurre nuovi alimenti che compensino le carenze del latte: carne, cereali, frutta, ver­dure ed olio rispondono a tale scopo. In sostanza lo svezzamento rappresenta un periodo di tran­sizione che porterà il bambino a modificare radicalmente le sue abi­tudini alimentari e ad avvicinarsi lentamente alla dieta dell'adulto. Il divezzamento, però, non rappre­senta solo una tappa fondamentale nell'evoluzione alimentare del lat­tante, ma anche un momento im­portante dello sviluppo psi­chico e sensoriale. Ciò è par­tico­larmente sentito quando il bambino è stato alimentato al seno, perchè più "traumatico" può essere avvertito il distacco dalle vecchie abitudini. In effetti il piccolo lattante può per­cepire il nuovo tipo di ali­mentazione come un mezzo che lo porti al di­stacco completo dalla pro­pria madre, fonte della propria si­curezza e be­nessere. In tali casi, perciò, le diffi­coltà del passaggio all'uso del cuc­chiaino possono essere legate ad un rifiuto inconscio di abbandonare un certo tipo di rap­porto con la madre. Per tale ragione le racco­mandazioni per una corretta con­dotta dello svezzamento sono delle linee guida da seguire con una certa flessibilità, perché di­verse sono le risposte del bambino alla nuova alimentazione. Tutto ciò che si fa per lo svezza­mento deve essere in effetti pro­posto al bam­bino e mai imposto. Ciò che per al­cuni bambini può essere facile e naturale (il passaggio alla nutrizione con cibi solidi da assumere con il cucchiaino) per altri può essere un problema insor­montabile. Solo la comprensione, il tatto, la fermezza e l'amore della madre potranno aiutare il bambino a superare questa fase di transizione.

GUIDA PRATICA ALLO SVEZZAMENTO

Il secondo pasto di latte viene sostituito dalla seguente pappa:
"Due cucchiai di crema di riso in 150-200 cc. di brodo vegetale (senza sale) + 50 g. di carne (petto di pollo o tacchino, oppure manzo o vitello) omogeneizzata + 1 cucchiaino di olio di mais + 1 cucchiaino di olio di oliva extra-vergine + 1-2 cucchiaini di parmigiano reggiano grattugiato.
Si ricordi che:
1)alla pappa su descritta bisogna giungere con gradualità, perché bisogna introdurre 1 alimento per volta e in quantità scalari. In effetti è come se ogni alimento stesse sotto esame per 2-3 giorni prima di consi­derarlo definitivamente acquisito nella dieta del piccolo.
2)Lo svezzamento va iniziato quando il bambino è in buona salute.
3)E' opportuno non incominciare lo svezzamento se è stata prati­cata la vaccinazione antipolio da meno di una settimana.
4)E' importante utilizzare alimenti sicuri e digeribili e preparare la pappa in condizioni di igiene perfetta.
5)I nuovi alimenti vanno sempre proposti e mai imposti. Se una pappa viene rifiutata con decisione è meglio non insistere, ma sospenderla e riprovare dopo qualche giorno.
6)E' possibile, ma non necessario, utilizzare, per la preparazione delle pappe, gli omogeneizzati del commercio. Questi prodotti dell'industria sono certamente garanzia di qualità e igiene e possono ri­tornare utili quando non si è certi della bontà degli alimenti freschi oppure quando non si ha molto tempo disponibile per preparare la pappa.
7)Dopo l'introduzione di tutti gli alimenti della pappa, è possibile in­trodurre la frutta, magari preparando, al pomeriggio, una pappa dolce con latte e farine.

Ecco elencate alcune regole da seguire per un corretto svezza­mento:
1) introdurre un solo nuovo alimento per volta;
2) ogni nuovo cibo va in­trodotto con gradualità, cominciando da piccoli quantitativi;
3) non aggiungere sale agli alimenti nel primo anno di vita. Sembra che abituando il piccolo ai cibi sapidi possa condizionare le scelte alimentari future, favorendo così l'insorgenza di ipertensione ar­teriosa;
4) anche per lo zucchero è utile usare prudenza per non abitua­re il bambino a sapori dolci;
5) i cibi contenenti glutine (proteina presente nel frumento, orzo, avena, segale) vanno introdotti dopo il sesto mese di vita;
6) è consigliabile ritardare l'introduzione di bietole e spinaci per l'elevata presenza di nitrati in queste verdure
7) deve essere evitata anche la somministrazione  di  coloranti  ed additivi perché il lattante non è an­cora provvisto di poteri disintossi­canti come nell'adulto, ed anche per la potenziale comparsa di fenomeni allergici;
8) una particolare attenzione deve essere rivolta a quei lattanti con familiarità positiva per malattie allergiche, per i quali va ritardata e controllata la somministrazione di alimenti potenzialmente allergiz­zanti.

COME PREPARARE PRATICAMENTE LA PAPPA

1)Preparare il brodo vegetale: far bollire in mezzo litro d'acqua una patata tagliata in grossi pezzi ed una carota gialla fino a che l'acqua di­venti circa la metà. Non aggiungere sale. Colare il brodo così ottenuto che potrà essere conservato in frigo per un paio di giorni circa. Dopo i primi tempi si potranno aggiungere 1 cucchiaio di lenticchie, le verdure verdi di stagione (lattuga, fagiolini ed altre erbe non amare) e mai le verdure dall'aroma molto intenso, come cavoli, verze e cipolle; nella stagione adatta si potrà aggiungere anche un pomodoro tagliato a pezzi. Dopo il nono mese potranno essere aggiunti anche spinaci e bietole.

2)Cuocere a bagnomaria la carne prescelta ed omogeneizzarla.  Non aggiungere sale.

3)Stemperare l'omogeneizzato di carne nel brodo ancora caldo.

4)Aggiungere, mescolando, la crema di riso precotta.

5)Aggiungere l'olio ed il parmigiano.

Spero che le informazioni contenute in questa lettura siano state semplici e, so­prattutto, abbiano accresciuto le vostre conoscenze in tema di nutrizione. Naturalmente ciò che si è detto non vuole esaurire tutta la proble­matica dell'alimen­tazione infantile, ma vuole dare solo un contributo alla vostro impegno di mamme.

Cordialmente, 

                Dott. Renato Vitiello  
 

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