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Last Page Update 13/10/2009 17.49.08

home > cardiologia > ipertensione essenziale

L'IPERTENSIONE ESSENZIALE (di Tullio Ferrante)


Quando si parla di ipertensione s'intende l'ipertensione arteriosa, in quanto esistono varie ipertensioni: polmonare, portale, endocranica, oculare ecc...
Mentre in questi vari tipi è sempre necessario specificare l'organo interessato, per quanto riguarda l'apparato cardiocircolatorio è consuetudine denominarla semplicemente ipertensione.
Nell'ambito dell' ipertensione arteriosa dobbiamo innanzitutto distinguere due forme: una primitiva o idiopatica o essenziale, e una secondaria.
Quest'ultima, come dice stesso il termine, è secondaria, cioè conseguente a molteplici patologie che possono interessare vari organi; l'essenziale, invece, è cosiddetta in quanto non è riconducibile ad una causa ben precisa.

Fisiopatologia

L'ipertensione può essere considerata come una situazione in cui si crea uno squilibrio tra i vari meccanismi di regolazione.
Dalla emodinamica sappiamo che P3D F per R , cioè la pressione è il risultato di una forza che agisce su una data superficie; trasponendo tale formula all'apparato circolatorio abbiamo che P, cioè la pressione di perfusione è uguale al prodotto di F, cioè del flusso ematico, per R, cioe' delle resistenze vascolari periferiche.

Ora se per un qualsiasi motivo, le resistenze periferiche aumentano, affinchè il rapporto sia costante, anche la pressione deve aumentare, altrimenti si assisterebbe ad una riduzione del flusso ematico.
L'organismo umano reagisce appunto in questo modo: il cuore, di fronte ad un graduale aumento delle resistenze periferiche risponde con una maggiore energia di contrazione e col tempo si adatta strutturalmente, mediante ipertrofia, cioè ingrossamento, al maggior lavoro che deve eseguire .
Da quanto enunciato possiamo senz'altro affermare che il momento fisiopatologico fondamentale è rappresentato dall'aumento delle resistenze vascolari periferiche.
Resistenze che non sono affatto uniformi nei vari distretti del nostro corpo. Esse per esempio sono particolarmente elevate nella cute, nel distretto epatosplancnico e nel rene, mentre nel cuore e nel cervello l'aumento è proporzionale a quello della pressione sistemica.Tali differenze, senza entrare in dettagli troppo tecnici, sono dovute a diversi meccanismi di regolazione locali, cioè, in ultima analisi, ad una diversa sensibilità dei vasi dei singoli organi ai vari fattori di regolazione.
Un'evidente alterazione di tali meccanismi è però presente soltanto in circa il 15 percento dei casi di ipertensione ed appartengono alle forme di ipertensione secondaria. Per quanto riguarda il gruppo ben più numeroso dell'ipertensione essenziale esiste purtroppo un'ignoranza pressocchè assoluta circa i motivi di tale aumento.

Clinica

Quando è giustificato parlare di ipertensione? Quando un individuo è iperteso? La risposta ovvia è quando la pressione è superiore al "normale".
Senza perderci in disquisizioni filosofiche diciamo subito che è necessario dal punto di vista pratico, definire un limite tra "normale" ed "elevata" se non altro per decidere quali soggetti sottoporre a terapia. Tale limite non può che essere artificioso, e l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito di porlo a 160 e/o 95 mm Hg, indipendentemente dall'età e dal sesso, se al di sopra dei trent'anni.
I due valori riportati si riferiscono alla pressione massima o sistolica e alla minima o diastolica, cosiddette in quanto si col tempo a fenomeni di scompenso ventricolare sx, all'insufficienza coronarica manifestantesi dall'angina all'infarto; -le lesioni della retina sono particolarmente frequenti e vanno dallo spasmo vascolare alla sclerosi alle emorragie;-i grossi vasi arteriosi possono andare incontro a dilatazioni fino alla formazione di aneurismi soprattutto nel tratto addominale.
Dal pur sintetico elenco delle alterazioni proprie della malattia ipertensiva, ne appare evidente l'estrema gravità, trattandosi di lesioni che compromettono organi vitali, minacciando seriamente la vita del paziente o perlomeno riducendo seriamente la sua validità.
Ecco perchè tutti i pazienti ipertesi essenziali vanno trattati farmacologicamente .

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi al primo contatto con un paziente iperteso sono da risolvere due problemi:

  1. definire l'entità del danno provocato dall'elevata pressione a livello dei vari organi;
  2. individuare l'eventuale presenza di malattie che hanno causato l'ipertensione, in quanto non possiamo sapere a priori se trattasi di forma primitiva o secondaria.

Per cui occorre predisporre secondo una certa logica l'esecuzione di una serie di esami più o meno complessi, estendendo in un secondo tempo le indagini, qualora dai primi accertamenti clinici e di laboratorio emergano sospetti fondati circa la presenza di una qualche malattia responsabile dell'ipertensione.

Tralasciando le indagini atte ad evidenziare forme di ipertensione secondaria, un iter diagnostico completo circa la definizione dell'entità del danno è il seguente:

  1. indagini di laboratorio: urine, azotemia, elettroliti, creatinina emocromo
  2. radiografia del torace
  3. elettrocardiogramma
  4. esame del fondo dell'occhio
  5. visita neurologica

 Terapia

Si è cercato di dimostrare come la terapia farmacologica dell'ipertensione essenziale sia necessaria. Si potrebbero menzionare numerosi studi su come questa è senz'altro utile: vi basti sapere che tali studi dimostrano inequivocabilmente che la correzione dell'ipertensione diminuisce notevolmente la morbilità e la mortalità causate da tale affezione, in maniera tanto più evidente quanto più sono elevati i valori della pressione all'inizio del trattamento.
Ciò è vero in modo particolare per le lesioni cerebrovascolari e renali, un pò meno per quanto riguarda le affezioni coronariche.
Una spiegazione plausibile della minore efficacia terapeutica in caso di coronaropatia potrebbe essere che nella malattia coronarica l'ipertensione non rappresenta il principale fattore causale, essendo l'aterosclerosi patogeneticamente dominante. In altri distretti invece come il cervello e il rene l'ipertensione come tale ha un ruolo preminente nell'induzione di lesioni vascolari.
Pertanto, indipendentemente dalla disponibilità di numerosi farmaci efficaci, si dovrebbe risolvere prioritariamente il problema di mettere tutti i soggetti ipertesi nella condizione di essere curati adeguatamente.


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