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Pubblicazioni di Otorinolaringoiatria a cura del Dr Giorgio Cesareo.
Teniche come la cefalometria, la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica hanno evidenziato una serie di differenze strutturali dello scheletro e dei tessuti molli tra individui con e senza apnee ostruttive nel sonno. Caratteristiche come retrognazia, ipertrofia tonsillare, macroglossia, retroposizione mascellare e mandibolare possono restringere le dimensioni delle vie aeree superiori e promuovere la presenza di apnee durante il sonno.
L'osservazione del ciclo sonno-vegslia nella specie umana evidenzia che esso è legato all'età del soggetto. Le variazioni correlate all’età riguardano sia le caratteristiche del ciclo sonno/veglia, sia la distribuzione degli stadi del sonno. I neonati dormono dalle 16 alle 20 ore al giorno con un sonno distribuito irregolarmente nell’arco delle 24 ore e scandito principalmente dalle esigenze di nutrimento. In seguito, dal sesto mese di vita, si assiste a un graduale consolidamento del sonno in un lungo periodo notturno, con brevi sonnellini al mattino ed al pomeriggio.
Trattamento pre-operatorio. Il problema principale di cui l’anestesista deve tener conto è che la maggior parte dei pazienti con OSAS non sa di esserlo perché non è ancora stata posta una diagnosi corretta. Quando possibile, se la storia clinica del paziente è suggestiva di OSAS, è meglio rinviare l’intervento fino a dopo gli accertamenti opportuni. Attenzione particolare va posta ai pazienti che sono stati sottoposti in passato a terapia chirurgica per OSAS perché le recidive della sindrome sono possibili anche a distanza di anni dopo quel trattamento. I pazienti obesi presentano un più alto rischio di inalazione e sono quindi opportune determinate precauzioni: metoclopramide, H2 bloccanti; no sedativi (qualsiasi sedazione potrebbe determinare aggravamento della probabile ostruzione delle vie aeree).

Se i bambini con sindrome di Down sono a rischio di OSAS gli adulti con sindrome di Down hanno ancora più fattori predisponenti, in quanto hanno ancora le anomalie cranio-facciali ma più probabilità di essere obesi o ipotiroidei. I pazienti con sindrome di Down hanno una grande quantità di fattori di rischio per OSA (profilo cranio-faciale, lingua larga, basso tono muscolare, tendenza verso il sovrappeso e le malattie della tiroide).

Sono stati necessari anni prima che, sulla base di numerose evidenze cliniche e strumentali (polisonnografia), si consolidasse , nella mentalità medica e della gente comune, l’idea che il russamento non è soltanto un fastidioso e curioso rumore emesso da alcuni soggetti durante la respirazione nel sonno, bensì una condizione patologica. Il russamento è un rumore provocato dalle vibrazioni del palato molle al passaggio di aria durante l’inspirazione. Il russamento è cioè espressione di una subostruzione delle vie aeree in sonno (ostruzione ipnogenica) e occorre principalmente nella fase dell’addormentamento e nel sonno lento profondo.

Disfunzione erettile è l'incapacità ad ottenere e / o mantenere un'erezione sufficiente per un soddisfacente rapporto sessuale e a volte è in relazione con la sindrome delle apneee ostruttive nel sonno (OSAS). Questa sindrome, caratterizzata da episodi ricorrenti di ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, associata a forte russamento e sonnolenza diurna. è causa di frammentazione del sonno e di una marcata diminuzione del sonno REM.

Fino a non molto tempo fa il sonno era patrimonio quasi esclusivo della filosofia, della poesia e della psichiatria psicodinamica,e solo con l’avvento di tecniche neurofisiologiche derivate dall’impiego dell’elettroencefalogramma durante la notte, esso è divenuto gradualmente un ambito che continua a rivelare fenomeni di estremo interesse anche per la fisiologia e la patologia. La considerazione che almeno un terzo della vita umana è spesa dormendo e l’osservazione di una variabile incidenza di eventi cardiovascolari nella notte, costituiscono ragioni del crescente interesse per gli effetti del sonno sul sistema cardiovascolare che hanno indotto a studiare e definire il profilo cardiaco, vascolare, umorale ed emodinamico notturno in rapporto con le fasi del sonno.

La qualità del sonno peggiora a causa del caldo e diventa pessima per i soggetti affetti dall' apnea ostruttiva. Adesso arriva anche la conferma di un' aumentata incidenza di accidenti cardiovascolari. Non è una novità, ma stavolta la ricerca pubblicata su Circulation (la rivista dell' American Heart Association) rivela che, nella fascia tra i 40 e i 70 anni, questo rischio è più elevato del 68% rispetto alla popolazione di controllo. L' anglosassone OSAS (acronimo di Obstructive Sleep Apnea Syndrome) coinvolge i muscoli respiratori della regione orofaringea dove si può determinare parziale o totale ostruzione al passaggio dell' aria, ed entra in relazione con varie condizioni, patologiche e non.

I progressi industriali e tecnologici hanno accelerato a dismisura il ritmo della vita quotidiana. Nelle “società avanzate” il sonno è spesso considerato un lusso, mentre i turni di lavoro, gli straordinari e stili di vita comportanti ritmi sonno-veglia irregolari sono sempre più comuni. Occorre, tuttavia, domandarsi in che misura la fisiologia umana sia in grado di adattarsi a ritmi biologici così rapidi ed innaturali, dovuti sia ad errate abitudini di sonno che al lavoro notturno. Queste condizioni comportano sia uno sfasamento fra le principali funzioni bio-periodiche circadiane e i sincronizzatori socio-ambientali esterni, che un elevato accumulo di fattori omeostatici, aumentando così il bisogno di dormire e di conseguenza l’eccessiva sonnolenza diurna (ESD).

La valutazione di un paziente che lamenta eccessiva sonnolenza diurna non può generalmente prescindere dall’esecuzione di esami strumentali, incluso lo studio polisonnografico notturno. Infatti è fondamentale evidenziare eventuali disturbi quantitativi e/o qualitativi del sono notturno, che possano spiegare la sonnolenza diurna: basti pensare alle apnee ostruttive morfeiche o al mioclono notturno, che causano una frammentazione del sonno. Eliminando la frammentazione del sonno, viene risolta l’ipersonnia diurna. Ma molto spesso alla base di questo disturbo c’è una condizione di privazione cronica di sonno.