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Last Update 19/11/2007 17.40.37

 

home > ortopedia > osteoporosi

Dr. Stefano Guidotti - Firenze (clicca per vedere la scheda)

OSTEOPOROSI
Definizione
E’ una malattia caratterizzata dalla perdita progressiva di massa ossea, con assottigliamento e riduzione di numero delle trabecole dell’osso spongioso ed assottigliamento dell’osso corticale; ne consegue un aumentato rischio di fratture ossee. La malattia può instaurarsi lentamente, decorrendo asintomatica e rendendosi manifesta con il realizzarsi della frattura, anche spontanea. Determina la riduzione d’altezza del soggetto e l’aggravamento delle normali curve del rachide. 

Chi deve sottoporsi ad accertamenti per questa malattia?
Secondo dati recenti negli Stati Uniti venti milioni di donne e otto milioni di uomini soffrono di osteoporosi, ma si stima che meno del 20% di queste donne sappiano di esserne affette e si stiano curando per questa malattia. A distanza i danni personali e sociali saranno gravissimi, in termini di sofferenza, di limitazione della propria autonomia, di costi assistenziali che ricadranno sulla comunità.
Per questo si è cercato di stabilire dei criteri generali che definiscano chi e quando sottoporsi ad accertamenti diagnostici per rilevare in tempo il rischio di andare incontro ad osteoporosi e successivamente alle fratture a questa conseguenti. Le tipiche fratture secondarie ad osteoporosi colpiscono i corpi vertebrali, il collo femorale ed il polso.

Una ridotta “densità minerale ossea” (in inglese indicata con la sigla “BMD”: bone mineral density) è altamente predittiva di fratture della colonna e dell’anca sia nella donne sia negli uomini.
Pertanto nei soggetti a rischio di osteoporosi il primo passo per accertare la presenza della malattia è quello di sottoporsi ad un esame che indichi il BMD di quel soggetto; nel caso venga confermata la ridotta densità ossea, sarà eventualmente necessario fare ulteriori accertamenti per spiegarne le cause e conseguentemente adottare i provvedimenti terapeutici conseguenti.

Secondo la National Osteoporosis Foundation americana dovrebbero sottoporsi alla valutazione della BMD i seguenti soggetti:

· tutte le donne al di sotto dei 65 anni che abbiano oltre alla menopausa almeno un fattore di rischio noto (esempio abitudine al fumo o avere già avuto una frattura)
· tutte le donne dopo i 65 anni a prescindere dai fattori di rischio
· donne in menopausa che abbiano già avuto fratture per il controllo dell’efficacia della terapia
· donne che sicuramente necessitano della terapia, ma che esitano a curarsi, con l’intento che l’esame possa responsabilizzarle
· donne che hanno effettuato per lunghi periodi terapia ormonale sostitutiva 

I fattori di rischio per osteoporosi, oltre a quelli sopra menzionati, sono l’insufficienza renale, l’ipertiroidismo, il trattamento prolungato con cortisonici, eparina ed alcuni diuretici, il malassorbimento intestinale, l’artrite reumatoide. Una condizione particolare che potrebbe favorire la diminuzione della BMD nelle giovani donne è rappresentata dalla anoressia mentale, con la conseguente amenorrea e deficienza cronica degli effetti positivi degli estrogeni sull’osso. 


Metodi di misurazione della BMD

I metodi utilizzati su larga scala per misurare la densità minerale ossea (BMD) sono principalmente due e si basano su metodiche diverse:

1. Il primo, indicato dalla sigla DEXA (Dual Energy X-ray Absorptiometry), si fonda sulla misurazione dell’assorbimento di raggi X da parte dell’osso, in funzione appunto della sua diversa densità; può essere effettuato in diverse sedi dello scheletro, sia periferiche (esempio polso) sia centrali (rachide e collo femorale), quest’ultime con maggiore correlazione al reale rischio di frattura. L’esame espone ovviamente il soggetto all’esposizione di radiazioni ionizzanti, anche se a dosi basse. E’ ritenuto un metodo sensibile e specifico per la diagnosi di osteoporosi.

2. Il secondo si chiama Densitometria ad ultrasuoni e come indica il nome si fonda sulla rilevazione degli effetti delle caratteristiche strutturali dell'osso sulle modalità di attraversamento degli ultrasuoni. Questa tecnica può essere effettuata solo in sede periferica (falangi, polso, rotula, calcagno), con bassi costi di esecuzione, senza esporre il soggetto ad alcuna radiazione dannosa; purtroppo ha rispetto alla DEXA un maggior numero di falsi positivi e non sempre è sufficientemente sensibile a verificare l’efficacia della terapia. E’ perciò da ritenersi più utile in screening allargati, in soggetti in cui non è possibile eseguire una Dexa, in donne ancora giovani che desiderano controllarsi preventivamente ed in pediatria.

Entrambi gli esami vengono spesso comunemente indicati con la sigla M.O.C. (Mineralometria Ossea Computerizzata) anche se come abbiamo visto si differenziano l’uno dall’altro sotto diversi aspetti.


Interpretazione dei risultati 
I valori della BMD vengono attualmente interpretati in tutto il mondo secondo i criteri fissati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.
La BMD di quel soggetto, in quella determinata sede dello scheletro, viene confrontata con valori di riferimento correlati e il risultato viene espresso in forma di “T score” e di “Z score”.
Quindi da un valore assoluto rilevato in quel paziente, espresso in grammi per centimetro quadrato di superficie di scansione, si passa ad un valore relativo ottenuto dal confronto di quel dato con quelli rilevati su campioni di popolazione scelti a riferimento (quindi con particolari caratteristiche razziali, di sesso, di età) e ritenuti normali. 
Il “T score” espresso in percentuale o in deviazione standard (SD) esprime il confronto di quel soggetto con una popolazione di ugual razza e sesso, al raggiungimento della massima densità ossea (“picco di massa ossea”) che si realizza attorno ai 35 anni.
Lo “z score” espresso anch’esso in percentuale o in deviazione standard (SD) esprime il confronto di quel soggetto con una popolazione di ugual razza, sesso ed età.
Secondo l’O.M.S. i valori di BMD si definiscono:

· NORMALI con T sc superiore a -1 deviazione standard (quindi sono normali valori espressi come T sc +1, 0, -0,5 fino a –1)
· POSITIVI per OSTEOPENIA con T sc compreso tra –1 e –2,5 deviazioni standard (quindi valori di T sc di –1,5 o –2 fino a –2,5 indicano una condizione di riduzione più o meno grave della densità ossea, definita osteopenia)
· POSITIVI per OSTEOPOROSI con T sc uguali o inferiore a –2,5 deviazioni standard (quindi valori di T sc uguali a –2,5 o inferiori come –3 indicano una osteoporosi conclamata, con aumentato rischio di frattura)

Questi valori vanno sempre valutati attentamente dal proprio medico, nello specifico caso, per adottare i provvedimenti diagnostici ulteriori e/o terapeutici più opportuni.

Come sostiene il Dr. Lynn Kohlmeier, endocrinologo, autorevole ricercatore in questo campo: “Non è mai troppo presto per prevenire l’osteoporosi e non è mai troppo tardi per iniziare il trattamento per prevenire le fratture”.

 


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