Odontoiatria 
Articoli informativi su Odontoiatria, Carie, Prevenzione dentaria, denti, mal di denti, glottologia, igiene orale

(IAMM) La paura del dentista è sicuramente tra le fobie più diffuse. Per alcuni studiosi la colpa è del rumore del trapano. Proprio per questo il professor Brian Millar ed i suoi colleghi del London’s King’s College, della Brunel University and della South Bank University hanno pensato ad un sistema per annullare l'effetto del fastidioso rumore del trapano.

L’istituto di ricerca fiorentino, Microdentistry, da sempre impegnato nella prevenzione e trattamento delle forme più aggressive di malattia parodontale, promuove in collaborazione con Excellence Dental Network, un’iniziativa a livello internazionale che ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione della parodontite e soprattutto sulle importanti correlazioni di questa malattia con importantissime patologie sistemiche.

La necessità di fare delle diagnosi precise in odontoiatria trova supporto nelle nuove tecnologie. Fino a qualche anno fa le immagini radiografiche pur sé qualitativamente valide erano in 2D. La bidimensionalità era considerata comunque un limite importante visto che la struttura da esaminare è ovviamente tridimensionale. Con la Tac con Dental Scan si è fatto un grande passo avanti in termini di vantaggi per il medico e il paziente.
Il primo vantaggio per l'odontoiatra è la possibilità in poco tempo di poter avere una tac volumetrica in 3D precisa e dettagliata: la risoluzione delle immagini è submillimetrica e pertanto si può con precisione assoluta individuare il dettaglio in campo diagnostico, condizione esseziale per una prognosi precisa e accurata. E il software dentalscan permette l'elaborazione della TAC in modo dettagliato e preciso proprio in 3D.
La tecnica transmucosa è una tecnica minimamente invasiva che non prevede ne il taglio della gengiva ne i punti di sutura, con questa particolare tecnica è possibile risolvere molti casi tuttavia in alcuni casi quando ad esempio vi è una quantità minima di osso questa tecnica non è utilizzabile, solo durante una visita con gli opportuni esami radiografici si potrà valutare il caso.
Spieghiamo in breve la tenica transmucosa.
Oggi in Italia viviamo una realtà alquanto contraddittoria per quanto riguarda l'attenzione che la gente rivolge verso la propria salute orale; in particolare, in questi ultimi tempi, ho notato un sempre maggior interesse verso l'aspetto estetico mentre non mi pare di osservare la stessa cura verso discorsi e programmi di prevenzione.
Insomma: “Devo avere i denti bianchi! Come fanno quelli in Tv ad averli così bianchi?” Però accade abbastanza di rado di sentire “ Ci tengo a venire a controllo ogni sei mesi e a seguire un corretto programma di igiene e di profilassi che il mio dentista mi consiglia”. Risultato: mi trovo spesso di fronte a persone che mostrano denti ultra-bianchi ma chiedono di sbiancarli (!) e che, contemporaneamente, all'apertura della bocca, espongono una quantità di tartaro da guinness dei primati. A parte gli scherzi (sia consentito per una volta anche al dentista che cura e conserva i sorrisi di sorridere... ) trovo che in Italia c'è ancora troppo poca attenzione rivolta alla Prevenzione quasi che si avesse il timore di sentirsi trovare qualche malanno e quindi si sceglie la strada di non cercarlo proprio attendendo al massimo lo sfociare di qualche atroce dolore. Il concetto di Prevenzione è logicamente legato alla Comunicazione.
Il riscontro sempre più frequente di cefalee abituali e persistenti in pazienti portatori di problematiche anatomiche e/o funzionali a carico dell’apparato Stomatognatico, spiega la necessità di includere le cefalee tensive tra le patologia odontoiatriche. Non deve inoltre essere sottovalutato il fatto che la presa di coscienza di un nesso fra queste due patologie si è diffusa anche fra i mass-media, influenzando l’opinione pubblica.
La comprensione dei rapporti causali esistenti fra l’apparato masticatorio e le cefalee secondarie richiede una profonda conoscenza della fisiopatologia dell’apparato stomatognatico, tratto iniziale dell’apparato digerente ma anche parte del Sistema Locomotore.

I moderni sviluppi delle tecnologie informatiche hanno permesso di avviare studi funzionali dell’apparato masticatorio prima impossibili. Le applicazioni odontoiatriche delle tecniche di scansione computerizzate permettono, infatti, di analizzare la complessa dinamica dei movimenti mandibolari caratteristici di ogni paziente. Il sistema di analisi si basa sulla possibilità di misura di un campo magnetico creato da un magnete permanente di piccolissime dimensioni e di pochi grammi di peso fissato al fornice dell’arcata dentale inferiore. La calamita viene fermata mediante un adesivo in corrispondenza della linea mediana.
Acufeni, vertigini e otalgie sono sintomi spesso associati a Disordini cranio-mandibolari (DCM). Già da dalcuni anni sono state descritte le manifestazioni auricolari concomitanti a patologie delle articolazioni temporo-mandibolari (Wright WH, Decker CJ, Costen JB) introducendo così il concetto di sindrome oggi associato a DCM.
Diversi studi clinici dimostrano l’esistenza di un rapporto di correlazione significativo (Bevilacqua-Grossi D, Bernhardt O, Tuz HH) e sono numerosi tentativi per spiegare questa associazione (Ash CM, Casale M). Vi sono Autori che dimostrano la correlazione tra la severità del danno temporo-mandibolare con disturbi auricolari, in particolare con l’ipoacusia, suggerendo di prestare ulteriore attenzione ai rapporti di connessione con i fenomeni artritici innescati da flogosi (Ciancaglini R).
Le più recenti conoscenze di fisiopatologia neuromuscolare hanno mostrato che le artropatie temporo-mandibolari sono l’espressione di un quadro di disordine più generalizzato che investe l’intero apparato stomatognatico e può coinvolgere anche altri apparati. L’alterazione più comunemente riscontrata è la patologia intracapsulare che clinicamente esordisce con una piccola vibrazione o rumore, netto, più facilmente apprezzabile in fase di apertura orale ma presente anche in chiusura che è definito, con un termine onomatopeico “clic”.
La genesi di tali incoordinazioni disco-condilari è da ritrovarsi nell’anomalo combaciamento dentale che innesca e sostiene la patologica postura mandibolare costringendo il sistema muscolo-articolare nel migliore equilibrio possibile. La perdita di questo precario equilibrio in sede articolare e dunque la comparsa della patologia conclamata, avverrà per l’esaurimento delle capacità di adattamento personali e di conseguenza per il cedimento delle strutture di sostegno.

Quanti di voi soffrono di cefalea di cui non si riesce ad attribuire un’origine? Quante volte ci si lamenta di fastidiosi dolori cervicali che insorgono senza un valido motivo?
Probabilmente dovete sottoporvi ad un’indagine maxillo-facciale specialistica per controllare la vostra occlusione. Può sembrare strano ma la posizione che assume la mandibola è essenziale per la postura del nostro corpo. Lo gnatologo studio la fisiopatologia della nostra occlusione e le terapie del caso. Postura: questo termine sempre più spesso è messo in ballo nelle diagnosi di pazienti portatori di sindromi dolorose a carico della colonna vertebrale o ad alcune articolazioni; in pratica la postura è la posizione del nostro corpo nello spazio. Una volta esclusa una genesi organica per le cefalee o per le cervicalgie, è senz’altro importante studiare l’occlusione delle arcate dentarie per evidenziare alterazioni che ne pregiudichino la funzione.