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home > odontoiatria > sintomatologia auricolare e disordini cranio mandibolari

del Dr. Andrea Gizdulich

Sintomatologia auricolare e DCM: studio retrospettivo


INTRODUZIONE

Acufeni, vertigini e otalgie sono sintomi spesso associati a Disordini cranio-mandibolari (DCM). Già da dalcuni anni sono state descritte le manifestazioni auricolari concomitanti a patologie delle articolazioni temporo-mandibolari (Wright WH, Decker CJ, Costen JB) introducendo così il concetto di sindrome oggi associato a DCM.

Diversi studi clinici dimostrano l’esistenza di un rapporto di correlazione significativo (Bevilacqua-Grossi D, Bernhardt O, Tuz HH) e sono numerosi tentativi per spiegare questa associazione (Ash CM, Casale M). Vi sono Autori che dimostrano la correlazione tra la severità del danno temporo-mandibolare con disturbi auricolari, in particolare con l’ipoacusia, suggerendo di prestare ulteriore attenzione ai rapporti di connessione con i fenomeni artritici innescati da flogosi (Ciancaglini R).

L’ampia considerazione in letteratura riguardo ad una maggiore incidenza di sintomi auricolari in pazienti affetti da DCM non trova tuttavia un’altrettanto valida prova scientifica che dimostri il nesso patogenetico (Turp JC). In tal senso i principi più ampiamente riconosciuti sono quelli che prevedono la possibilità di 1) una trasmissione meccanica di forze attraverso il legamento disco-malleolare tra articolazione TM e cavità timpanica, sensibile alle deformazioni della capsula articolare (Rowicki T); 2) un coinvolgimento del nervo auricolo-temporale, irritato dalla retroposizione del condilo mandibolare conseguente alla malocclusione dentale (Johansson AS); 3) un coinvolgimento della muscolatura trigeminale conseguente al quadro di DCM con interessamento anche del muscolo tensore del timpano e tensore del velo palatino, anch’essi innervati dal V nero cranico (Cooper BC). Il cattivo funzionamento della tuba di Eustachio, dovuto all’ipertono del muscolo tensore del velo palatino, provoca una minore aerazione dell’orecchio medio causando fenomeni di otocongestione e predisponendo il terreno a otiti medie (Jeon YD).
L’esistenza di un rapporto di connessione neuroriflesso oltre che anatomico è suggerito anche da studi epidemiologici (Kuttila S), eseguiti su soggetti con sintomatologia dolorosa miogena e cefalea tensiva, che identificano una correlazione significativa tra acufene e dolorabilità muscolare evocata alla palpazione di uno o più muscoli masticatori (Bernhardt O).
Le prove sulla reversibilità delle manifestazioni auricolari, derivanti da riabilitazioni o manovre odontoiatriche (Wright EF), sono tuttavia labili, anche se possono indicare un’influenza che l’occlusione dentale svolge sull’apparato oto-vestibolare.
Pertanto scopo del presente studio è quello di investigare, in via preliminare, sulla distribuzione dei sintomi auricolari in un gruppo di pazienti con DCM e valutare il decorso clinico durante la terapia ortopedica di recupero dell’occlusione dentale fisiologica.

MATERIALI E METODI
Questo studio retrospettivo è stato condotto su 70 soggetti affetti da DCM (48 donne e 22 uomini), di età media 37  17 con dentatura completa (con l’eccezione per i terzi molari) o completata protesicamente. I criteri di selezione sono stati la presenza di storia clinica di DCM e di segni e sintomi di alterazione dell’occlusione dentale, e positivi per almeno un sintomo auricolare (Bergamini M). Criterio di esclusione è stata l’evidenza di patologia otorinolaringoiatria in atto. I soggetti sono stati distinti tra quelli affetti da quadri clinici propri della patologia miofasciale (MPS) e quelli con pronunciata artropatia temporo-mandibolare (JD).
I soggetti sono stati analizzati seguendo una scheda di valutazione clinica rivolta alla presenza dei sintomi auricolari più comuni quali ipoacusia monolaterale o bilaterale, con o senza oto-congestione; otalgia di intensità e intermittenza variabile, riferita genericamente alla regione auricolare; acufeni e disturbi dell’equilibrio compresi tra la semplice instabilità posturale e la sensazione vertiginosa propriamente detta.
Ogni soggetto è stato invitato ad indicare l’intensità o il grado di disagio su una scala soggettiva (S1). Gli stessi criteri di valutazione sono stati applicati nel corso delle successive manovre terapeutiche odontoiatriche; dopo 3 mesi (S2), dopo 6 mesi (S3) e alla fine della rieducazione ortopedica, a circa 12 mesi (S4).
La terapia per il recupero dell’occlusione dentale fisiologica, durata circa un anno, è stata seguita secondo il protocollo in uso presso il Servizio di diagnosi e terapia dei DCM della SOD di Odontostomatologia di Firenze (Chan CA, Pierleoni F) che prevede l’impiego coordinato dell’elettromiografia di superficie (sEMG) dei muscoli masticatori e cervicali, della kinesiografia mandibolare (K7 diagnostic system, Myotronics Seattle WA) e della stimolazione TENS a bassa frequenza (J4 Myotronics Seattle WA). La realizzazione del dispositivo ortopedico individuale – mantenuto per tutto il giorno, con la sola esclusione dei pasti – ha permesso di correggere accuratamente il difetto occlusale e di attuare tutte le correzioni e verifiche che si sono rese necessarie durante i controlli periodici.
I dati raccolti e i confronti tra i due gruppi sono stati studiati con test di Fischer a due varianti per determinare il valore di significatività delle differenze sia tra il gruppo MPS e quello JD, sia dei quadri clinici testati nei trimestri. Sono riportati i soli valori p-level dei risultati dell’analisi della varianza.

RISULTATI
34 soggetti (48%) hanno riferito otalgia di grado medio o severo, 20 soggetti (28%) hanno lamentato vertigini e fenomeni di instabilità posturale, 26 soggetti (37%) hanno avvertito acufeni di ogni tipo (soggettivi e oggettivi) in forma di ronzii e fischi monolaterali o bilaterali, e 17 soggetti (24%) hanno riferito ipoacusia prevalentemente monolaterale con oto-congestione.
I quadri clinici dettagliati sono riportati in Tabella 1 che mostra quanto segue.
Il gruppo MPS comprende 39 pazienti (25 femmine e 14 maschi) con un’età media di 32 anni. L’otalgia è stata accertata in 23 soggetti (59%), vertigini in 17 (43%), acufeni in 12 (31%) e ipoacusia in 9 pazienti(23%).
Il gruppo JD ha compreso 31 pazienti (18 femmine e 13 maschi) con un’età media di 26 anni. L’otalgia è stata riscontrata in 11 soggetti (35%), vertigini in 3 (1%), acufeni in 14 (45%) e ipoacusia in 8 soggetti (25%).
Il decorso della sintomatologia auricolare è stato differenziato per ogni sintomo studiato ed espresso separatamente nei grafici riportati (Grafico 1-4).
Al termine della terapia ortopedica l’otalgia è risultata persistente in soli 7 casi (riduzione del 38%); le manifestazioni vertiginose e di instabilità posturale sono diminuite in 11 soggetti (riduzione del 15%). Gli acufeni sono mantenuti costanti per intensità e/o frequenza in 20 soggetti (riduzione del 9%), mentre l’ipoacusia associata ad oto-congestione è risultata resistente alle manovre terapeutiche in 8 casi (riduzione del 11%).

DISCUSSIONE
È un dato di fatto che pazienti affetti da DCM presentano un’alta incidenza di sintomi dolorosi e disfunzionali all’apparato uditivo. Il sintomo auricolare più frequentemente associato a DCM è l’otalgia significativamente presente (48%) in entrambi i gruppi di osservazione considerati (MPS e JD). L’otalgia è riferita sia come irradiazione dolorosa, complicanza di manifestazioni artritiche temporo-mandibolari nel gruppo JD, sia come vero e proprio dolore riferito miogeno nel gruppo MPD. In quest’ultimo caso appare più chiara l’interconnessione esistente dopo aver confermato la contemporanea presenza di ipertono muscolare con dolorabilità palpatoria dei muscoli competenti (Bergamini M, Pierleoni F). Dei sintomi disfunzionali il disturbo dell’equilibrio (28%), manifestato prevalentemente dai soggetti del gruppo MPD, è stato giudicato secondo l’interpretazione di Travell, indicativo di sofferenze della muscolatura del collo (Simons DG).
Dall’esame dell’evoluzione della sintomatologia a sede auricolare nei soggetti con DCM sottoposti a terapia ortopedica è risultato come dato più significativo l’alta percentuale di attenuazione dei sintomi uditivi (80%) con l’uso dei dispositivi intraorali di riposizionamento mandibolare.
In particolare è dimostrata la notevole remissione del dolore auricolare già dal primo trimestre di terapia ortopedica (riduzione del 38%, p=0,05), senza una differenza significativa tra i due gruppi (p=0,07).
È apparso opinabile invece un rapporto funzionale tra la sintomatologia disfunzionale auricolare e i DCM in quanto i rapporti eziopatogenetici sono più labili e incerte le conferme cliniche. Si deve notare, infatti, che gli acufeni spesso intermittenti o remittenti subiscono ulteriori caratterizzazioni di natura soggettiva e dunque difficilmente si riesce a documentarne il miglioramento clinico, comunque limitato ad una piccola percentuale di casi (6 soggetti). Questo dato in controtendenza rispetto alla letteratura (Edward F) dovrà essere rivalutato.
L’ipoacusia, più spesso monolaterale, si presume sia derivata dalla congestione dell’orecchio medio causata dello spasmo dei muscoli palatini che restringono la tuba di Eustachio, e pertanto facilmente si associa a quadri clinici di DCM con deglutizione atipica. I risultati debolmente positivi ma significativi (p=0,04) sono verosimilmente influenzati dal miglioramento della aerazione dell’orecchio medio oltre che dal riequilibrio del tono muscolare dei muscoli intrauricolari che ripristinano la corretta trasmissione sensoriale.
Una discussione a parte invece deve essere fatta per la manifestazione vertiginosa più propriamente descritta come una sensazione di sbandamento o incertezza posturale (Simons DG), accentuata dai movimenti, piuttosto che di crisi dell’equilibrio intese come turbe sensoriali. Tali eventi sono, infatti, facilmente riconducibili allo stato di ipertono dei muscoli cervicali laterali primariamente coinvolti nella regolazione posturale della testa e pertanto poco avrebbero in comune con le altre manifestazioni auricolari. Questo sintomo, difatti, domina i casi di spiccata sofferenza miofasciale (MPS) ed è quasi completamente assente nel gruppo JD (p=0,006).
La terapia condotta con dispositivi intraorali di riposizionamento mandibolare si è dimostrata efficace già nel primo trimestre dove si sono raccolti i risultati più evidenti, a conferma che il sistema neuromuscolare turbato possiede ricche e pronte capacità di recupero.
Ad oggi la certezza diagnostica, in tema di disturbi auricolari, deriva dalla constatazione della scomparsa del sintomo dopo aver intrapreso la migliore terapia odontoiatrica possibile. La terapia ortopedica di riequilibrio mandibolare condotta con dispositivi removibili è risultata essere efficace e capace di mantenere stabili i risultati nel periodo breve-medio di osservazione (Pierleoni F).
La presenza di otalgia o di sintomatologia disfunzionale in completa assenza di patologia auricolare dovrebbe pertanto sempre essere interpretata come un possibile sintomo di DCM e deve essere indagata nella valutazione clinica del paziente odontoiatrico (Cooper BC). Le implicazioni nella vita di relazione, che derivano da tali affezioni, dovrebbero spingere a considerare le terapie odontoiatriche dei DCM come cure per il recupero della qualità della vita (Segu M).

BIBLIOGRAFIA

1.Ash CM, Pinto OF (1991). The TMJ and the middle ear: structural and functional correlates for aural symptoms associated with temporo-mandibular joint dysfunction. Int J Prosthodont 4:51-6.
2.Bergamini M., Prayer-Galletti S., Tonelli P. (1990). A classification of muscoloskeletal disorders of the stomatognatic apparatus, in Front Oral Physiol. Basel, Karger,;7.
3.Bernhardt O, Gesh D, Schwahn C, Bitter K, Mundt T, Mack F, Kocher T, Meyer G. (2004). Signs of temporomandibular disorders in tinnitus patients and in a population-based group of volunteers: results of the study of health in Pomerania. J Oral Rehabil. 31(4):311-9.
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5.Casale M, Rinaldi V. (2004). Evaluation of aural manifestation on temporo-mandibular joint dysfunction. Clinical Otolaringlogy.; 30:475-486.
6.Chan CA. (2004). Power of neuromuscular occlusion-neuromuscnlar dentistry = physiologic dentistry. Paper presented at the American Academy of Craniofacial Pain 12th Annual Mid-Winter Symposium, Scottsdale, AZ,Jan. 30.
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8.Cooper BC, Cooper DL. (1993). Recognizing otolaryngologic symptoms in patients with temporomandibular disorders. Cranio. 11: 260-7.
9.Costen JB. (1934). A syndrome of ear and sinus symptoms dependent upon disturbed function of the temporomandibular joint. Am Otol Rhinol Larygol. 43:1.
10.Decker CJ. (1925). Traumatic deafness as a result of retrusion of the condyles of the mandible. Ann Otol Rhinol Laryngol. 34: 519-27.
11.Edward F, Wrightdds M.S., Sandal Bifano. PHD Tinnitus improvement trought tmd therapy (1997). JADA 128: 1424-32.
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Tabella 1.
Gruppo Otalgia Vertigini Acufeni Ipoacusia
MPS (n = 39) 23 (59%) 17 (43%) 12 (31%) 9 (23%)
JD (n = 31) 11 (35%) 3 (1%) 14 (45%) 8 (25%)

LEGENDA
Tabella 1. Sintomi auricolari: distribuzione di pazienti con DCM – S1.
Grafico 1. Andamento dell’otalgia dalla prima visita (S1) al controllo dopo 3 mesi (S2), dopo 6 mesi (S3) e dopo 12 mesi (S4) di terapia ortopedica.
Grafico 2. Andamento della sintomatologia vertiginosa dalla prima visita (S1) al controllo dopo 3 mesi (S2), dopo 6 mesi (S3) e dopo 12 mesi (S4) di terapia ortopedica.
Grafico 3. Andamento degli acufeni dalla prima visita (S1) al controllo dopo 3 mesi (S2), dopo 6 mesi (S3) e dopo 12 mesi (S4) di terapia ortopedica.
Grafico 4. Andamento dell’ipoacusia dalla prima visita (S1) al controllo dopo 3 mesi (S2), dopo 6 mesi (S3) e dopo 12 mesi (S4) di terapia ortopedica.

A cura del Dott. Andrea Gizdulich
Odontoiatra
Via Duccio di Buoninsegna, 48-50143 Firenze
Tel 055716906 Fax 0557134661
www.dccm.it
www.studio-gizdulich.it

 

 

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