Roma - Attualmente in Italia ci sono più di 200.000 malati di Parkinson, con circa dagli 8.000 ai 12.000 nuovi casi l'anno. I primi sintomi possono comparire a qualsiasi età anche se un esordio prima dei 40 anni é insolito e prima dei 20 é estremamente raro. Nella maggioranza dei casi i primi sintomi si notano intorno ai 60 anni. In ogni caso è un disturbo caratterizzato dalla degenerazione e dalla morte dei neuroni produttori di dopamina; quando questi neuroni scendono sotto il 30% compaiono i primi segni clinici tipici della malattia: tremore, rigidità, instabilità e perdita di equilibrio.
(IAMM) L'assunzione di ibuprofene sarebbe associata ad un minore rischio di sviluppare la malattia di Parkinson. Il morbo di Parkinson, che si manifesta in genere dopo i 60 anni, è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale che causa la riduzione dei livelli di dopamina, un neurotrasmettitore. Lentezza nel movimento, rigidità e tremore sono i sintomi classici della malattia. La scoperta sul ruolo protettivo dell'ibuprofene è stata fatta nell'ambito di una ricerca dell'Università di Harvard, pubblicata su 'Neurology' e condotta da Alberto Ascherio sui dati di circa 140mila partecipanti volontari allo studio 'Nurses' Health Study' della Brigham and Women's Hospital di Boston sull'uso di antidolorifici.
(IAMM) Il consumo di frutti di bosco potrebbe essere la chiave giusta per prevenire il morbo di Parkinson, malattia degenerativa del sistema nervoso centrale che provoca l'abbassamento dei livelli di dopamina, un neurotrasmettitore, e si manifesta generalmente dopo i 60 anni. Il segreto dei frutti di bosco è, secondo una ricerca condotta da Xiang Gao della Harvard School of Public Health di Boston, nei flavonoidi, sostanze antiossidanti presenti nelle piante e nei frutti.
Presentazione in PowerPoint su "Il trattamento ambulatoriale della depressione tra neurologia e psichiatria" - AINAT Roma 8-9 Giugno 2010.
(IAMM) Arriva dal Dipartimento di Neuroscienze dell’istituto Nazionale Regina Elena una nuova speranza per i pazienti affetti dalla malattia di Parkinson, in particolare per quelli che non rispondono più alle terapie farmacologiche: la Stimolazione Cerebrale Profonda. Riconoscere i sintomi della malattia di Parkinson non è facile. Si tratta di una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale che causa l'abbassamento dei livelli di dopamina, un neurotrasmettitore.
L’I.R.C.C.S. San Raffaele Pisana di Roma si conferma polo d’eccellenza per il Lazio nel trattamento dei disturbi del movimento, tra cui la Malattia di Parkinson. Presso il Centro per lo studio e la cura del Morbo di Parkinson e disturbi del movimento, diretto dal Professor Fabrizio Stocchi, vengono visitati ogni anno oltre 850 pazienti che, grazie ai continui progressi delle terapie farmacologiche e chirurgiche, possono contare su diverse soluzioni terapeutiche in grado di contrastare anche per lunghi periodi il peggioramento del quadro clinico.
Lo si immaginava da tempo ma ora c’è un riscontro scientifico preciso: per tenere in forma e in salute la mente bisogna allenarla, soprattutto mirando a migliorare il proprio livello di istruzione e culturale. Una ricerca svolta presso l’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma ha infatti documentato l'effetto positivo dello studio sull'integrità del cervello, sia dal punto di vista strutturale che funzionale, in particolare dell'ippocampo, con vantaggio della memoria. Al grado di istruzione scolastico vanno aggiunte le attività svolte durante l'arco della vita, come il tipo di occupazione lavorativa, l'impegno mentale quotidiano, le attività ricreative: l’insieme ha un effetto protettivo del nostro cervello.
(IAMM) Arriva da New York una nuova speranza nella lotta al morbo di Alzheimer. E' stato condotto dalla ricercatrice italiana Cristina Alberini, docente di Neuroscienze alla Mount Sinai School of Medicine, lo studio che ha individuato una terapia per migliorare la memoria ed impedire la perdita della memoria a lungo termine. Il team di ricerca ha scoperto il ruolo fondamentale, nella formazione della memoria, di una proteina chiamata IGF-II (insulin-like growth factor II).
Il Centro per la diagnosi e cura della Malattia di Parkinson e dei Disordini del Movimento, che afferisce all’UOC di Neurologia Universitaria “Amaducci” dell’ Azienda Ospedaliero - Universitaria Policlinico di Bari, rappresenta un polo d’eccellenza per la Puglia e le regioni limitrofe nel trattamento dei disturbi del movimento, tra cui la Malattia di Parkinson. Il Centro, esistente da quasi 30 anni, si avvale di ambulatori e di un Day Hospital con specialisti dedicati, il Professore Paolo Lamberti, il Professor Giovanni De Fazio, il Dr. Giovanni Iliceto e il Dr. Davide Martino: ogni anno vengono visitati circa 800-1000 pazienti, che grazie ai continui progressi delle terapie farmacologiche e chirurgiche possono contare su diverse soluzioni terapeutiche in grado di contrastare anche per lunghi periodi il peggioramento del quadro clinico.