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Medicina delle Dipendenze: informarsi per prevenire. Sinossi divulgativa

inserito da: Redazionepubblicato il: 26/08/2010 16:46
La necessaria premessa ad ogni prevenzione è l’informazione. Il primo passo per affrontare il mondo della la droga è saperne di più. Spesso i ragazzi fanno uso di droghe per due o tre anni prima che i genitori si accorgano di quanto sta avvenendo. Gli insegnanti non sanno di avere in classe degli scolari che usano e, magari, spacciano droghe. Per affrontare un problema, magari, per risolverlo è importante conoscerlo esattamente. Per aiutare una persona a non divenire facile preda delle droghe, è essenziale che chi le è più vicino capisca al più presto quando questa inizia a farne uso. L'abuso di droga inizia quasi sempre in età adolescenziale e giovanile. Interessa gli adolescenti ed i giovani di tutto il mondo. La migliore prevenzione contro la droga consiste nell'educare i ragazzi ad avere fiducia in se stessi e nelle proprie capacità di affrontare le difficoltà, piccole e grandi, della vita, dando loro attenzione e affetto costanti.
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Questi appunti cercano di comunicare un’informazione di base corretta che aiuti i giovani, le famiglie, gli educatori, ma anche gli stessi operatori dei servizi socio-sanitari, pubblici e/o privati, a vario titolo coinvolti nella prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, delle patologie più frequenti nelle fascie di popolazione giovanile, ad approfondire alcune conoscenze sul fenomeno "droga", per affrontare con serenità, non da sprovveduti, un problema che è fra tutti noi.

Cosa sono le droghe?
Con il termine droga s’indicano tutte le sostanze psicoattive, che hanno un effetto sul sistema nervoso e alterano l'equilibrio psicofisico dell'organismo. Esistono moltissime sostanze di questo tipo, alcune sono usate liberamente, senza alcun controllo da parte delle autorità sanitarie o giudiziarie, come la nicotina, contenuta nel tabacco, l'alcool e la caffeina. Altre sono incluse in speciali tabelle e possono essere usate a scopo curativo sotto stretto controllo medico, come gli psicofarmaci. Quando si parla di consumo di droga, in realtà, ci si riferisce, solitamente, all'abuso, cioè ad un uso voluttuario e non terapeutico delle sostanze psicoattive. Queste sostanze, come molti altri farmaci, se vengono assunte più volte e per un periodo di tempo sufficiente, producono tolleranza ed assuefazione. Così, per ottenere lo stesso effetto provato la prima volta occorre assumere dosi sempre più abbondanti. Per questo si assumono droghe in quantità crescenti e sempre più spesso, fino a superare una soglia oltre la quale non si è più in grado di vivere senza la sostanza: è la dipendenza. Schematicamente esiste una distinzione tra dipendenza fisica e quella psichica, anche se i sintomi dell'una e dell'altra s’intrecciano in un quadro di insieme, di penosa malattia.

Per dipendenza fisica s’intende l'incapacità dell'organismo a funzionare senza una sostanza esterna alla quale si è adattato modificandosi. Se questa gli viene a mancare si scatena una vera e propria malattia acuta (la sindrome di astinenza) che si manifesta con sintomi grossolanamente opposti agli effetti della droga. Per esempio l'astinenza da droghe eccitanti produce una sorta di depressione. La dipendenza psichica, molto più subdola ed insidiosa, resta anche quando il fisico è stato disintossicato ed è il desiderio spasmodico della droga, la convinzione di non poter andare avanti senza di essa. A volte, quando il problema droga sembra superato, di fronte alla più piccola difficoltà o contrarietà od anche in una situazione sociale di tentazione (un amico che offre una dose) non si resiste ed il ciclo dell'abuso ricomincia.

Tipi di droghe

1. Cannabis
Cannabis Indica è il nome botanico della canapa indiana. Sul mercato illecito si trovano tre tipi di droghe che derivano dalla cannabis: marijuana, hashish e olio di hashish. Il modo più comune d’usarla è fumarla come una sigaretta (lo spinello) o in una pipa. Lo spinello è per molti ragazzi l'ingresso nel mondo della droga e l'incitamento dei coetanei (fratelli, nuove o vecchie conoscenze, amici), è la causa più diffusa per la quale si comincia a fumarlo. Molti ragazzi, senza pensare ai rischi per la mente ed il corpo, accettano volentieri uno spinello, per entrare a far parte del gruppo e, secondo molte inchieste, i ragazzi che iniziano in età precoce a fumare sigarette ed a bere alcool rischiano di cedere più facilmente alla tentazione di provare la marijuana e gli altri derivati della cannabis: hashish ed olio di hashish. Il fumatore di cannabis di solito, parla a voce alta e scoppia a ridere senza motivo apparente, in una prima fase. Segue un periodo di sonnolenza e di semi-letargo in cui vengono smaltiti gli effetti. Gli occhi si arrossano e, in qualche caso, le pupille sono dilatate. Il battito cardiaco e il polso si accelerano e la bocca e la gola si seccano. Anche i sensi si possono alterare. Per esempio, vista, udito, odorato, tatto e gusto diventano più acuti. L'atteggiamento mentale del fumatore è cruciale: uno si sente più rilassato, un altro diventa loquace, un terzo disorientato, colmo di rapide sensazioni fluttuanti e pensieri spiacevoli. Un quarto può diventare come uno "zombie", "fatto" come si dice, o "sballato". Dosi forti possono provocare distorsioni delle immagini, perdite di identità, deliri e allucinazioni. Sono spesso causa di incidenti d'auto, dovuti a scarsa percezione della profondità e cattivo coordinamento motorio, che ritarda le reazioni di fronte al pericolo. Diventa maggiormente pericoloso se questo è abbinato all'uso di alcolici. L'uso cronico della cannabis può avere infine un effetto che gli specialisti chiamano "sindrome amotivazionale". La persona diventa "opaca", distratta, lenta nei movimenti. A volte, è disorientata nel tempo e nello spazio, non sa dove si trova e neanche risponde quando gli si parla, spesso, non si accorge di avere un problema.

2. Narcotici
Con il nome di narcotici s’indicano sia gli oppiacei, cioè i derivati naturali dell'oppio, che deriva dal papaver somniferum album, sia gli oppioidi sia sono sostanze sintetiche. Tutte sostanze che agiscono sul sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e periferico, provocano alterazioni che possono, in tempi più o meno brevi, condurre alla dipendenza. L'eroina è una delle droghe più diffuse nel mercato dell'abuso. Potenti organizzazioni criminali la immettono nelle città e cittadine d'Europa e d'America e di tutto il mondo. L'eroina di strada non è mai pura, ma mischiata, tagliata con vari additivi o diluenti, come lattosio, chinino, amido, talco, cacao, stricnina, zucchero. La potente euforia che produce un'iniezione di eroina, l'ha resa la droga più popolare fra i tossicodipendenti. Quest’effetto, il "flash" come viene chiamato, dura solo pochi minuti ed è seguito da uno stato di rilassamento e benessere nel quale svaniscono ansie e dolori. Queste sensazioni inducono il consumatore a ripetere l'esperienza, ma, a poco a poco, l'organismo si adatta, intervengono alterazioni nel sistema nervoso e per ottenere lo stesso effetto è necessaria una dose sempre più forte. Con il prolungarsi dell'abuso, l'eroina diviene una necessità imprescindibile ed il consumatore è costretto a prenderla non più perché gli crea piacere, ma per evitare la sofferenza fisica e psicologica, che patisce quando gli manca. Se si supera questa soglia si è diventati eroino-dipendenti. L'abuso di eroina porta ad avere occhi arrossati ed acquosi con le pupille ristrette, naso che cola, talora, colpi di tosse che appaiono negli intervalli fra due dosi. Chi ne fa uso va soggetto a cicli alterni di sonno e di veglia. Se prende una dose troppo forte il consumatore non riesce più a svegliarsi, le pupille diventano piccole, come punte di spillo, la pelle è fredda, sudaticcia e bluastra, il respiro si rallenta, sopravviene il coma e, a volte, la morte. E' l'overdose di cui tanto spesso si legge. La persona ha assunto una quantità di sostanza pura superiore a quella che il suo organismo può tollerare. Vittime di overdose sono, spesso, i tossicodipendenti che hanno cercato di curarsi e non hanno consumato eroina per un certo periodo. Il giorno che ricominciano a “bucarsi” spesso s’iniettano una dose pari a quella cui erano abituati e alla quale l'organismo disintossicato non è più abituato. Tutti i consumatori di eroina, corrono il rischio di contrarre l'AIDS se usano aghi non sterili, scambiati tra diverse persone. Per la stessa ragione possono avere infezioni del cuore e del sangue, epatiti e ascessi del fegato, cervello e polmoni. Le sostanze da taglio possono causare malattie molto gravi, come cecità nel caso della stricnina o emboli nel caso di uso di talco e di altre sostanze analoghe.

3. Psico- stimolanti
Gli stimolanti sono delle sostanze psicoattive che accelerano l'attività del sistema nervoso vegetativo e centrale, dando la sensazione di una maggiore prontezza e resistenza fisica, cui segue, terminati gli effetti, una fase depressiva. I due stimolanti più diffusi accettati socialmente, sono la nicotina, contenuta nel tabacco e la caffeina, presente nel caffè e nel tè. Ma altri stimolanti più forti e, per questo, sottoposti a controllo, sono: le amfetamine, e, la più forte di tutte, la cocaina. La cocaina produce degli effetti molto particolari. Quando questa sostanza entra in circolo e raggiunge il cervello, il consumatore prova una breve e intensa sensazione di piacere, seguita da un periodo, nel quale si cancella ogni dubbio e aumentano stima e fiducia in se stessi. Ci si sente più creativi, competenti, produttivi e forti. Di solito il consumatore ha un comportamento eccitato e chiacchiera molto, è spinto ad un’attività frenetica e può fare a meno di dormire per lunghi periodi. Sfortunatamente questa piacevole esperienza è per lo più seguita da una sensazione di irritabilità, depressione, impazienza e pessimismo. Siccome un'altra dose fa scomparire questo stato di depressione, si tende ad entrare in un circolo vizioso di continuo consumo, in cui è sempre più difficile smettere. I consumatori "pesanti" possono ricorrere a dosi sempre più massicce assunte ad intervalli sempre più ravvicinati, fino a che il loro unico interesse nella vita diventa la prossima dose. Un vistoso sintomo visibile dell'uso di cocaina è la dilatazione delle pupille, che a volte diventano fisse. Aumenta la pressione sanguigna e si accelera il ritmo cardiaco. Si registrano anche danni fisici come mal di gola, tosse cronica e, talvolta, espettorato nerastro. Si ha di solito perdita di peso. I soggetti intossicati provano ansietà e allucinazioni. A volte credono di sentire il suono di passi che si avvicinano o degli insetti che strisciano sotto la pelle. I cocainomani sono facile preda di manie di persecuzione e, siccome non hanno il controllo dei propri impulsi, possono commettere azioni violente. Il pericolo maggiore è dato dalla cocaina fumata i cui effetto è particolarmente violento, tanto che fra i consumatori di crack (cocaina base fumata) si sono registrate numerose morti dovute a blocco respiratorio, convulsioni e arresto cardiaco. La dipendenza da cocaina può indurre, inoltre, a vere psicosi, sentimenti suicidi e paranoia. Le amfetamine fanno sentire svegli e vivaci. Automobilisti che vogliono guidare di notte, studenti che si preparano per un esame, atleti che vogliono primeggiare in una gara, persone che vogliono dimagrire sono tentate di prenderne senza che esista una necessità medica. Molti lo fanno solo per tirarsi su. Appena ingerita la sostanza dà una sensazione di maggiore lucidità e benessere. Il soggetto sembra poter affrontare ogni sfida e risolvere ogni difficoltà. Ma lo studente che voleva superare l'esame e l'atleta che voleva vincere, possono scoprire che quest’abuso porta con sé problemi veri. Lo provano i casi di morte di atleti sotto amfetamine durante una gara. Un uso prolungato di amfetamine produce aumento della pressione arteriosa, aumento della frequenza cardiaca, malnutrizione, malessere, brividi, ansietà e stati confusionali, disturbi deliranti del pensiero, allucinazioni, comportamenti violenti ed aggressivi. Tali sostanze possono condurre sino al collasso ed alla morte. Le amfetamine provocano una rapida tolleranza e producono una dipendenza molto forte. Quando manca la droga ci si sente terribilmente depressi e letargici, ma, spesso, non si riesce a dormire.

4. Allucinogeni
Gli psichedelici o allucinogeni sono sostanze psicoattive, che agiscono sul sistema nervoso centrale, causando scoordinamento del pensiero, stravolgimento dell'io, cambiamenti emotivi repentini ed immotivati, alterazioni allucinatorie delle percezioni, visive ed uditive. Conosciuta come "acido" la dietilamide dell'acido lisergico LSD è l'allucinogeno più diffuso in Italia e nel mondo. E' di solito spacciata in francobolli colorati e pilloline, di cui non si sa mai con certezza il contenuto. Una dose di LSD, sufficiente a coprire appena una punta di "spillo", da cinquanta a duecento microtraumi, basta ad indurre effetti allucinatori per otto - sedici ore, il cosiddetto viaggio (trip).Gli effetti del LSD sono totalmente imprevedibili. Alcuni consumatori in preda a visioni allucinatorie di angoscia e terrore sono giunti al suicidio. In fase allucinatoria, talora, si pensa di poter spiccare il volo e ci si lancia nel vuoto senza accorgersi di andare incontro alla morte. La più impressionante caratteristica del LSD è il flash-back. A distanza di giorni, settimane, mesi o anni, senza aver assunto altre dosi di droga, il consumatore è trascinato improvvisamente in un nuovo viaggio allucinatorio, che non aveva scelto di fare. Tale condizione è fonte di gravi depressioni e di una profonda e forte paura di impazzire.

5. Ecstasy e droghe sintetiche analoghe
Spesso sono vendute come ecstasy diverse sostanze prodotte in laboratorio. L'ecstasy, propriamente detto, cioè il MDMA, è un derivato dell'amfetamina. Di solito viene spacciato sotto forma di pasticche colorate, di cui non si può mai sapere l'esatto contenuto. Chi usa ecstasy cerca una via veloce per migliorare le sue capacità di fare amicizia, soprattutto con l'altro sesso. L'ecstasy fa battere il cuore più forte, rende la bocca secca, le mascelle tese, le pupille dilatate. La pressione arteriosa aumenta creando pericoli per chi soffre di problemi cardiaci o renali. Presa in discoteca, durante il ballo sfrenato, contribuisce ad aumentare la temperatura del corpo conducendo al colpo di calore con pericolo di vita, in alcuni casi. Gli effetti e i sintomi dell'ecstasy sono simili a quelli di cocaina e amfetamina, con in aggiunta effetti empatogeni, di soggettivo migliorato rapporto empatico con gli altri ed il mondo. Contrariamente a quanti molti credono l'ecstasy è particolarmente pericolosa, perché sembra possa indurre danni cerebrali, a volte, irreversibili. Quando l'effetto finisce ci si sente storditi, irritabili e depressi. Chi esagera, ma anche chi ne consuma ripetutamente può avere crisi di ansia, panico, paranoia. Col tempo può insorgere una vera sindrome depressiva con insonnia ed anoressia. L'assunzione di droghe sintetiche espone a rischi particolari, perché la loro sintesi avviene illegalmente in laboratori di fortuna. La produzione casuale di MPTP, per esempio, invece di MDMA, nome chimico dell'ecstasy, ha indotto in alcuni consumatori un morbo di Parkinson irreversibile. Un piccolo errore nel riscaldare una sostanza o nell'aggiungere un acido può avere conseguenze disastrose per chi le usa.

6. Alcool
Sempre più spesso le bevande alcoliche vengono assunte, anche da adolescenti e giovani, in quantità smodate da sole o in associazione con altre sostanze d'abuso, per potenziarne gli effetti di "sballo". Le bevande alcoliche riducono i tempi di reazione al pericolo. Alterano le capacità di percezione dello spazio. Potenziano gli effetti sedativi ed intossicanti delle altre sostanze d'abuso. Peggiorano le capacità di attenzione, di memorizzazione e di elaborazione cognitiva degli stimoli ambientali. Le morti del sabato sera, di tanti giovani alla guida delle auto, spesso all'uscita dalle discoteche, ne sono l'eloquente conseguenza. L'alcol, di per sé, risulta essere tra le sostanze psicoattive d'abuso quella più gravemente invalidante, producendo effetti patologici gravi, talora mortali, in un alto numero di soggetti dipendenti (alcolisti).    

A.I.D.S.: impariamo a conoscerlo.
Il virus che provoca l'A.I.D.S. si chiama H.I.V., che significa in inglese, Virus dell'Immunodeficienza Umana, può contagiare se: - si ha uno scambio di sangue con una persona siero-positiva (p.e. scambio di siringhe tra tossicodipendenti sieropositivi); - si hanno rapporti sessuali non protetti con persone sieropositive, donne o uomini. Il virus si può trasmettere anche da madre a figlio, durante la gravidanza, se la madre è infetta. In passato, anche le trasfusioni potevano essere rischiose, ma ora il sangue usato per le trasfusioni è tutto controllato. L'A.I.D.S. è una sigla inglese che significa Sindrome da immunodeficienza Acquisita. Il virus dell'A.I.D.S. attacca il sistema di difesa del nostro corpo contro le malattie (in particolare i linfociti T4) e indebolisce, nel tempo, il nostro sistema immunitario. Per una persona con un sistema immunitario, così indebolito, anche semplici infezioni possono condurre a morte. Una persona contagiata dal virus HIV si definisce siero-positiva e può trasmetterlo ad altri anche se non è ancora malata, attraverso il sangue o rapporti sessuali non protetti. I baci, gli abbracci, le strette di mano non trasmettono l'A.I.D.S. L'infezione da HIV non riguarda solo tossicodipendenti e/o omosessuali. La malattia può essere contagiata per via eterosessuale (da uomo sieropositivo a donna sana oppure da donna siero-positiva a uomo sano) se il rapporto è avvenuto senza protezione meccanica (profilattico). L'uso di droghe e/o alcol può disinibire i comportamenti sessuali, alterando le capacità di giudizio ed esponendo a rischi diversi e non sempre prevedibili. In alcuni casi, fare sesso senza preservativo può mettere a rischio la vita. Per conoscere la propria condizione di salute si può effettuare un test di siero positività. Tale semplice analisi del sangue può essere eseguita in ogni laboratorio di analisi attrezzato, in condizione di anonimato, e consente di svelare se una persona ha contratto l'infezione da HIV, quando siano trascorsi alcuni mesi dal contagio. I recenti progressi della medicina stanno rapidamente migliorando la qualità di vita e la durata di vita dei pazienti affetti da A.I.D.S. I soggetti siero-positivi possono rivolgersi ai centri ospedalieri di diagnosi e cura delle malattie infettive.

Droga e leggi
Drogarsi in Italia, oggi, non è un diritto. A norma delle vigenti Leggi (DPR 309/90 e seguenti) l'uso di stupefacenti, segnalato dalle forze dell'ordine, è punito con sanzioni amministrative, quali la sospensione della patente, (art. 75 DPR 309/90) oppure, in seguito ad azione giudiziaria penale, quando sussistano reati connessi, quali lo spaccio di stupefacenti, con la carcerazione.

Droga: tra prevenzione, cura e riabilitazione
L'assunzione di droga, in particolare l'uso di eroina, è una potenziale scelta di morte: morte per overdose, per AIDS, per violenza, per suicidio, per incidenti, per malattie. La droga è, soprattutto, morte della libertà e della dignità della persona. La droga è distruzione degli affetti, della famiglia, delle risorse economiche. La droga è perdita delle capacità di autonomia e lavoro. La droga è perdita della fiducia nel rapporto sociale. La droga è disagio nelle relazioni interpersonali. La droga è difficoltà a comunicare tra genitori e figli. La droga è miseria: - miseria materiale dei produttori, essendo la coltivazione delle piantagioni di droga, limitata alle zone economicamente più svantaggiate del pianeta; - miseria morale e materiale dei consumatori, molti dei quali sono costretti alla prostituzione ed al crimine per procurarsene quotidianamente. La droga è violenza: violenza di strada e violenza della criminalità organizzata internazionale. La droga nasce e si sviluppa nella violenza quotidiana dell’emarginazione giovanile, della sopraffazione, della criminalità diffusa. Uscirne è possibile, anche se difficile. Richiede l'impegno attivo di tutti. Non basta disintossicarsi, occorre migliorare la qualità delle relazioni con la famiglia, gli amici, le persone affettivamente significative. E' necessario migliorare la vita sociale, in ambito scolastico, lavorativo, familiare. Contro la droga è necessaria la solidarietà di tutti: la famiglia, la scuola, la società civile e le istituzioni. Non basta disintossicarsi è necessario ritornare a vivere ed amare la vita. C'è bisogno della partecipazione attiva di tutti e di ognuno, in ogni ambito sociale, istituzionale, lavorativo e educativo, nella prevenzione delle tossicodipendenze e nella lotta alla droga. L'uso di droghe inizia spesso come comportamento imitativo tra coetanei, in età adolescenziale. Come in ogni epidemia tale comportamento si traduce in una sorta di contagio. La prima vera prevenzione delle tossicodipendenze passa, quindi, necessariamente per la riduzione delle occasioni di incontro con le sostanze. Curare e riabilitare i tossicodipendenti significa ridurre il rischio che i loro comportamenti si diffondano tra gli altri giovani ed adolescenti. Curare e riabilitare i tossicodipendenti significa ridurre il rischio di far contrarre gravi patologie infettive, spesso mortali a molti giovani e a molti adolescenti. Curare e riabilitare i tossicodipendenti significa ridurre la necessità per essi di esibire comportamenti violenti e di alimentare la micro-criminalità, per procacciarsi la dose quotidiana. Curare e riabilitare i tossicodipendenti significa combattere la criminalità organizzata. Curare e riabilitare i tossicodipendenti significa ridurre i gravissimi costi umani e sociali legati a lutti, malattie, carcerazioni.

A chi rivolgersi
Il Servizio per le Tossicodipendenze, (Ser.T.) a norma delle vigenti leggi, svolge il compito di prevenire, diagnosticare, curare e riabilitare le tossicodipendenze e l'alcolismo. Il Ser.T. competente per territorio è un’articolazione dell’Azienda Sanitaria Locale. L'accesso ad ogni intervento medico, psicologico e socio-assistenziale, presso le sedi del Ser.T. è libero, diretto e gratuito. Perciò, non è necessario passare dal medico curante per accedere a qualsiasi tipo di prestazione, né è necessario pagare alcun ticket. Il Ser.T. assolve compiti di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle tossicodipendenze e l'alcolismo, con l'apporto professionale di medici, psicologi ed assistenti sociali. Superata la fase di disintossicazione da stupefacenti, e/o alcol il percorso riabilitativo può proseguire nell'ambito delle strutture di riabilitazione socio-lavorativa, come per esempio nelle Comunità Terapeutiche. L'invio in Comunità Terapeutica avviene sempre tramite il Ser.T. Ci si può rivolgere, in condizioni di assoluta riservatezza e/o anonimato, presso le sedi del Ser.T competenti territorialmente.

Telefono Verde per le Tossicodipendenze

Drogatel 800-016600
           
A cura del Dr Vincenzo Manna

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Qual'è la sostanza usata per drogare le ragazze in discoteca, e che si inserisce nel bicchiere?
11/02/2011 10:43 - Maryanaya