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Medicina delle Dipendenze aggiungi ai preferiti

Medicina delle Dipendenze. Sezione a cura del Dr. Vincenzo Manna.
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Norme sociali, razza, etnia, cultura e loro effetti sull'uso di sostanze: appunti per un approccio transculturale alla prevenzione delle dipendenze

inserito da: Redazionepubblicato il: 02/02/2012 18:00
I fenomeni migratori sono sempre stati presenti nella storia dell’umanità. Un intenso e duraturo flusso migratorio negli ultimi decenni, dopo aver interessato soprattutto gli Stati Uniti d'America, si è intensificato verso tutti i paesi del mondo a più alto reddito. La globalizzazione ha notevolmente contribuito al fenomeno migratorio, ma ha anche indotto maggiore attenzione verso i migranti, che si declinano, nelle società occidentali, in numerosi e diversi gruppi etnici e razziali. Le società moderne sono diventate sempre più complesse. Il mondo intero evolve in un villaggio globale. Il rapido movimento della popolazione intorno al mondo, solitamente volontario, ma a volte indotto da altre e gravi motivazioni ed esigenze, porta sempre più a dover stabilire un trattamento per persone che provengono da culture, delle quali si hanno scarse conoscenze.

Scoperto un nuovo meccanismo di induzione della dipendenza da nicotina

inserito da: Redazionepubblicato il: 01/02/2011 19:50
Scoperto un nuovo meccanismo di induzione della dipendenza da nicotinaIl fumo è una delle principali cause di morte in tutto il mondo, con oltre 5 milioni di persone che ogni anno perdono la vita. Nelle morti per cancro al polmone, il fumo è considerato la causa principale in oltre il 90% dei casi. In uno studio di Paul Kenny e collaboratori dello Scripps Research Institute (Florida), pubblicato sulla rivista Nature on line il 30 gennaio 2011, è stato individuato un nuovo  meccanismo chiave che innesca la dipendenza da nicotina.

Il consumo moderato di alcol può aumentare il rischio di abuso di amfetamine

inserito da: Redazionepubblicato il: 22/12/2010 11:34
alcol, anfetamineUna ricerca pubblicata online il 14 dicembre 2010 fornisce evidenti prove che il bere alcol in quantità moderate può aumentare la vulnerabilità di un individuo all’abuso di amfetamine. Lo studio verrà stampato sul numero di marzo 2011 della rivista scientifica Alcohol Clinical & Experimental Research ed è stato finanziato dal National Institute on Drug Abuse. La ricerca ha dimostrato che i bevitori moderati sono più sensibili agli effetti soggettivi di rinforzo anche di una singola dose d’amfetamina, rispetto ai bevitori leggeri. Il team di ricercatori coordinati dal Craig R. Rush, del Dipartimento di Scienza del Comportamento della Università del Kentucky di Lexington sostiene, quindi, che bisogna educare gli adolescenti e i giovani adulti sulle potenziali conseguenze anche del bere con moderazione.

Medicina delle Dipendenze

inserito da: Redazionepubblicato il: 26/08/2010 18:31
In un’epoca in cui i concetti di prevenzione e di riabilitazione sottendono sempre più una filosofia operativa fondata sul metodo scientifico, sulla obiettiva e diretta conoscenza dei fenomeni, e, soprattutto, su valori etici di rispetto della persona umana, la corretta informazione ed il continuo aggiornamento rappresentano strategie di intervento di grande importanza, in rapporto al mondo degli adolescenti e dei giovani. I fenomeni di uso, abuso e dipendenza da sostanze non solo risultano essere in sensibile crescita tra i giovani, ma sono, per propria natura, multiformi, complessi ed in continua e rapida evoluzione. Nella genesi del problema fattori biologici, psicologici e sociali possono essere evidenziati ed enucleati.

Medicina delle dipendenze: prefazione

inserito da: Redazionepubblicato il: 26/08/2010 18:30
… cercherete la verità e la verità vi renderà liberi. (Giov. 8,32)
I fenomeni d’abuso e di dipendenza da sostanze psicoattive, quali tossicodipendenza, alcolismo, tabagismo, uso non terapeutico di farmaci psicotropi ed altri comportamenti compulsivi analoghi, costituiscono un importante problema socio-sanitario, per le conseguenze cui espongono, tanto sul piano medico, quanto sul piano psico-sociale. Interessando tutti gli strati sociali ed ogni fascia d’età, questi fenomeni costituiscono un grave fattore di rischio per l'intera popolazione, ma soprattutto per quella in età evolutiva, perché possono essere all'origine, non solo di gravi danni psicofisici all'individuo, ma anche d’ampie sacche d’illegalità, devianza ed emarginazione. Il loro costo è alto in termini socio-economici, ma, spesso, elevatissimo, se non insostenibile, in termini umani.

Farmaci, tossici, droghe: tra normalità e devianza. Dipendenza dalle droghe e aspetti sociali

inserito da: Redazionepubblicato il: 26/08/2010 18:27
Tutte le sostanze sono veleni e nessuna è innocua: la mancanza d’effetti tossici dipende sempre dalla dose. Paracelsus, 1493-1541
Sin dagli albori dell'umanità, la ricerca di prodotti della natura in grado di soddisfare i bisogni fondamentali per la sopravvivenza, dell'individuo e della specie, hanno portato l'uomo a sperimentare l'effetto di sostanze in grado di modificare, in maniera significativa, varie funzioni vitali. E' ipotizzabile che tali modificazioni, il più delle volte nocive ed indesiderate, se non letali (veleni), hanno insegnato solo ad evitare il contatto e l'assunzione di determinati prodotti presenti in natura.

I nuovi volti del disagio adolescenziale e giovanile

inserito da: Redazionepubblicato il: 26/08/2010 18:19
La responsabilità della storia, e, dunque, del futuro è radicata nella nostra presente idiozia. La storia rimane una catena di tragedie, che non si spezza mai.  Ma  noi  siamo  capaci di dimenticarcene. Questa dimenticanza genera una specie di felicità. E, invece, è la causa delle nostre future tragedie. OKAZAKI KENJIRO, TSUDA YOSHINORI
Il disagio adolescenziale ed il malessere diffuso tra i giovani, a livelli ormai preoccupanti, impongono a tutti, in primo luogo alle istituzioni, il dovere di attuare concreti provvedimenti per cercare di ridurne e, se possibile, di eliminarne le cause. L'obiettivo che dobbiamo prefiggerci è di favorire la formazione di un giovane, che da adulto troverà in se' la forza per non essere sconfitto dalla vita, per non fondare la ragione del proprio vivere sull'avere ma sull'essere se stesso, per non cercare fuori di sé, nella droga e nel rifiuto della vita, la risoluzione dei propri problemi.

Diamo un calcio alla droga

inserito da: Redazionepubblicato il: 26/08/2010 18:15
Prevenzione: impariamo a conoscerla.
Tradizionalmente, il medico, mediante farmaci o interventi d’altro tipo, cerca di interferire sui meccanismi della malattia, già in atto, a livello individuale, con l'intento di arrestarne l'evoluzione ed ottenere una completa guarigione. Per curare è necessario conoscere la patogenesi della malattia più che la sua eziologia. Al contrario, in ambito preventivo, quello che risulta essere più importante è avere conoscenza dell'eziologia del fenomeno, che si vuole affrontare. Per prevenire l'insorgere di un determinato evento patologico, in individui sani, infatti, è indispensabile intervenire sulle cause che possono produrlo, rimuovendole e proteggendo da loro la popolazione a rischio. Le capacità d’intervento, sia terapeutico, sia preventivo, derivano, fondamentalmente, dalle conoscenze che si possiedono, circa il processo patologico, e dai mezzi utilizzabili per perseguire questi fini. (1)

Aspetti diagnostici delle sindromi e dei disturbi associatti alle dipendenze patologiche da sostanze

inserito da: Redazionepubblicato il: 26/08/2010 18:12
Nei riguardi di questa realtà, non nata e non estinta, la visione del conoscibile è parte della nostra stessa mente e non di altro, in ragione del fatto che la nostra mente separa da sé il conoscibile, solo apparentemente  esterno. Naropa. Kalachakratantra.
Il termine “dipendenza patologica da sostanze” descrive in maniera relativamente precisa la condizione di subordinazione del  benessere psicofisico di un individuo all'assunzione più o meno regolare di una sostanza esogena, con specifici effetti farmacologici, prevalentemente psicotropi, talora dannosi per il sistema nervoso o l’organismo nel suo insieme. In questa prospettiva, tutte le problematiche cliniche proprie delle dipendenze da sostanze possono essere ricondotte a tre fattori: la sostanza d’abuso, l’organismo assuntore, l’interazione complessa tra sostanza ed organismo, in un determinato contesto socio-ambientale e storico.

Correlati neuro-biologici delle dipendenze patologiche da sostanze

inserito da: Redazionepubblicato il: 26/08/2010 18:10
Un essere umano è parte di un intero chiamato universo. Egli sperimenta i suoi pensieri ed i suoi sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di  prigione. Il nostro compito deve essere  quello  di  liberare noi stessi da questa prigione, attraverso l'allargamento del nostro circolo di conoscenza  e di  comprensione, sino ad includere tutte le creature viventi e l'interezza della natura nella sua bellezza. Albert Einstein
Gli stimoli ambientali assumono valore motivazionale in rapporto alla loro capacità di indurre risposte specifiche, orientate omeostaticamente, nei sistemi biologici. Gli stimoli essenziali alla sopravvivenza dell’individuo innescano una complessa sequenza di risposte comportamentali dirette ad approcciare e prolungare il contatto con lo stimolo stesso, con caratteristiche gratificanti (stimoli appetitivi) oppure allontanare ed evitare lo stimolo, con caratteristiche spiacevoli o dolorose (stimoli avversivi). L’associazione temporale ripetuta (appaiamento) di uno stimolo neutro ad uno stimolo espressivo, sul piano motivazionale (appetitivo o avversivo) può indurre il trasferimento sullo stimolo neutro (condizionato) delle caratteristiche risposte comportamentali, elicitate dallo stimolo incondizionato (apprendimento). (1-2).
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