(IAMM) Nuove speranze per le persone non vedenti arrivano da una ricerca condotta in Giappone, presso il Riken Centre for Developmental Biology, da Yoshiki Sasai e pubblicata sulla rivista 'Nature'. Gli scienziati hanno infatti dato vita al primo occhio in provetta. Si tratta di un occhio di topo e di una conquista 'sorprendente', dicono gli esperti, realizzata a partire da cellule staminali embrionali cresciute in una soluzione di coltura con sostanze adatte a nutrirle. Le cellule si sono organizzate autonomamente nella struttura denominata 'calice ottico' che genera poi la retina.
Sono 50 i medici - direttori di ospedali e di dipartimenti di diagnostica - provenienti da oltre 30 province cinesi, che hanno partecipato alla tre giorni pisana sulle nuove tecnologie mini-invasive per il trattamento delle patologie tumorali. L’importante delegazione ha partecipato al IV Forum Italo-Cinese di Ultrasonologia, svoltosi a Pisa presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria e organizzato in collaborazione con Esaote, azienda italiana leader nella diagnostica medica ad immagini (in particolare, ultrasuoni, risonanza magnetica dedicata e software di gestione del processo diagnostico).
I farmaci biotecnologici biosimilari si stanno diffondendo sempre di più in Europa: in Germania, 4 pazienti su 10 assumono l’epoetina biosimilare, quasi 1 su 3 viene trattato con il biosimilare di filgrastim. Questi farmaci, a parità di efficacia, qualità e sicurezza, costano anche il 30% in meno rispetto agli originatori, garantendo un risparmio significativo per i Sistemi Sanitari. In Italia, però, a tre anni dall’introduzione in commercio dei primi farmaci a brevetto scaduto di questo tipo, ancora permangono riserve al loro utilizzo: nel nostro Paese solo 1 paziente su 1.000 viene curato con epoetina biosimilare, e solo 5 su 100 con filgrastim biosimilare.
In Europa, il carcinoma della vescica colpisce oltre 100.000 persone ogni anno ed è responsabile di circa 40.000 decessi. In Italia, in base ai dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRT), il cancro della vescica risulta al 4° posto in termini di frequenza fra i maschi, con il 9% del totale delle diagnosi tumorali, mentre nelle donne è all’11° posto con il 2,7%. In termini di mortalità rappresenta il 4,5% del totale dei decessi causati da neoplasie negli uomini e l’1,7% nelle donne. Le stime per il nostro Paese indicano un totale di 16.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno tra i maschi e di circa 3.500 tra le femmine, con una mortalità complessiva di oltre 5.000 persone.
L’acceleratore lineare TrueBeam STx rappresenta l’avanguardia tecnologica nella cura non invasiva dei tumori, l’ultima frontiera della IGRT (radioterapia guidata dalle immagini). Da qualche settimana presso la Casa di Cura San Rossore è stata completata l’ installazione e la messa a punto per uso clinico di uno dei pochi esemplari di TrueBeam presenti in Europa, e, per adesso, l’unico in Italia dotato di collimatore ad alta risoluzione (HD) di 2,5 millimetri.
In virtù del suo centro per lo studio e la cura della sclerosi multipla, l’IRCCS Policlinico San Donato è stato scelto dal Ministero della Salute, per attuare il trial clinico randomizzato del Metodo Zamboni, con l’obiettivo di validare scientificamente la teoria che ipotizza una corrispondenza delle alterazioni riscontrate con ecocolor doppler del sistema venoso cerebrale con la sclerosi multipla. Con altri 15 ospedali in Italia, San Donato parteciperà a questo trial, della durata di un anno, che prevede un campione di 650 pazienti, scelti con una rigorosa metodologia.
L’FDA concede la procedura accelerata per l’inibitore di proteasi BI 201335 in associazione con la terapia standard e per BI 201335 in associazione con l’inibitore di polimerasi BI207127 in regimi terapeutici privi di interferone. Boehringer Ingelheim ha presentato lo scorso 2 aprile il suo programma di studi clinici di Fase III per studiare BI 201335, il suo inibitore di proteasi orale in monosomministrazione giornaliera, nell’Epatite C cronica di genotipo 1, la più difficile da trattare, sia in pazienti naïve, che in pazienti già trattati.
(IAMM) Sarà avviata entro 2-3 mesi la sperimentazione nell'ambito del primo studio clinico sull'utilizzo di cellule staminali in pazienti affetti da malattie neurodegenerative come la Paralisi sopranucleare progressiva (Psp), una forma di parkinsonismo. I soggetti coinvolti nella sperimentazione saranno una ventina ed in tutti i casi si tratta di pazienti che non rispondono al trattamento farmacologico.