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La sensibilità al glutine emerge come un problema globale

inserito da: Redazionepubblicato il: 07/02/2012 17:55
La sensibilità al glutine, una patologia che causa problemi gastrointestinali e altri sintomatologie, è stata riconosciuta e classificata da un pool di esperti internazionali, tra cui spicca un nutrito gruppo di italiani, come un’entità a sé stante rispetto ai disturbi glutine correlati, quali l’allergia al frumento e la celiachia. Con una stima del 6% di prevalenza nella popolazione mondiale, la sensibilità al glutine potrebbe essere una delle più comuni patologie al giorno d’oggi. “Con la sensibilità al glutine, siamo allo stesso punto di svolta, affrontato con la celiachia più di 20 anni fa.” dichiara il Professor Alessio Fasano, direttore del University of Maryland Center for Celiac Research (CFCR) di Baltimora (USA) e membro del Comitato Scientifico del Dr. Schär Institute. “Stiamo iniziando – continua Fasano – a comprendere come la sensibilità al glutine agisca sugli individui ed anche se dobbiamo ancora indagare i suoi meccanismi molecolari, sappiamo con certezza che la sensibilità al glutine è una condizione diversa alla celiachia.
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La sensibilità al glutine è una reazione alla gliadina, una proteina presente nel frumento, e ad altre proteine simili che si trovano nella segale e nell’orzo. Questa condizione, che non sembra comportare una risposta autoimmune o il danno corrispondente al piccolo intestino come nel caso della celiachia, è ora riconosciuta come una patologia distinta nello spettro dei disordini glutine correlati. 15 esperti provenienti da 7 paesi hanno partecipato alla prima Consensus Conference che si è svolta Londra l’11 ed il 12 Febbraio 2011 con l’obiettivo di definire una nuova nomenclatura ed una nuova classificazione per questa condizione. Dopo un lungo dibattito e l’analisi della letteratura scientifica sul tema, gli esperti hanno pubblicato le loro considerazioni e conclusioni, incluso il primo algoritmo diagnostico per la diagnosi della sensibilità al glutine, sulla rivista scientifica internazionale BMC Medicine.
La Consensus Conference è stata moderata dal Prof. Alessio Fasano, da Carlo Catassi, condirettore del CFCR, professore di pediatria presso l’Università Politecnica delle Marche di Ancona, e dalla Dr.ssa Anna Sapone della Seconda Università di Napoli, anch’essi membri del Dr. Schär Institute. “Per la prima volta – afferma il Professor Carlo Catassi – abbiamo individuato un’accurata procedura diagnostica per la sensibilità al glutine. Per una corretta diagnosi della sensibilità al glutine, è necessario escludere la celiachia e l’allergia al frumento con test appropriati. Per quanto riguarda i sintomi – continua Catassi – il raggio è molto ampio, i più comuni possono andare da dolore addominale, a mal di testa, spossatezza, dolori muscolari, formicolio delle estremità fino alla depressione. Infine a differenza della celiachia, la sensibilità al glutine non segue un percorso prefissato: i sintomi possono essere più pronunciati o scomparire nel tempo.” “Fino a poco tempo fa – afferma la Dr.ssa Anna Sapone – avevamo a che fare con pazienti i cui sintomi non combaciavano con nessun indicatore preciso. Questo portava i nostri colleghi a pensare che i pazienti migliorati grazie alla dieta senza glutine, stavano semplicemente beneficiando di un effetto placebo. Ora sappiamo al contrario che i pazienti sensibili al glutine possono essere 'curati’ con la dieta gluten-free.” Nella celiachia, le proteine complesse del frumento, segale ed orzo inducono il sistema immunitario ad attaccare l’intestino tenue; se la patologia non viene diagnosticata e trattata, può portare al diffondersi di altri disturbi, come osteoporosi, infertilità, condizioni neurologiche particolari e, in rari casi, al cancro. A differenza della celiachia, la sensibilità al glutine non è associata a queste patologie e sembra innescare una risposta immunitaria differente. Una recente ricerca pubblicata a marzo 2011 dal team di Fasano ha svelato le differenze nei livelli di permeabilità intestinali e l’espressione dei geni che regolano la risposta della mucosa intestinale, nella celiachia e nella sensibilità al glutine. “Celiachia e allergia al frumento generano risposte dal sistema immunitario adattivo – conclude Fasano – mentre riteniamo che le reazioni nella sensibilità al glutine siano correlate al sistema immunitario innato, generando in questo modo una risposta più immediata.” Nel 2003, il CFCR ha pubblicato uno studio secondo il quale il numero di celiaci negli Stati Uniti era di 1 ogni 133 abitanti. “A dispetto di un certo scetticismo scientifico, il CFCR ha giocato un ruolo unico nel dimostrare che la celiachia esiste negli Stati Uniti.” dichiarano E. Albert Reece, M.D., Ph.D., M.B.A, Vice Presidente for Medical Affairs, University of Maryland, e John Z. e Akiko K. Bowers Distinguished Professor and Preside, University of Maryland School of Medicine. “Ora, con le conclusioni sulla sensibilità al glutine tratte dalla Consensus Conference di Londra, il CFCR conduce gli sforzi a livello globale per condividere le sue conoscenze su questa condizione emergente.”
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