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PHELLANDRIUM
AQUATICUM
(finocchio acquatico)
Pianta erbacea acquatica dai fiori
raccolti in
eleganti ombrelle, che cresce nelle paludi e
nei fossati del piano litorale dove fiorisce da
maggio a luglio. Allo stato fresco è da
considerare velenosa, mentre secca
è innocua.
La droga è contenuta nei frutti, dai quali vengono
estratte fra le altre sostanze:
un olio etereo, un alcool profumato, un olio
grasso e una resina. Questi frutti si trovano in
commercio sotto forma di corpiccioli di color bruno
chiaro a chiazze violacee.
L’olio etereo conferirebbe loro proprietà sedative
ed espettoranti, tanto che l’infuso e la tintura di
fellandrio possono essere impiegate in alcune
affezioni catarrali delle vie respiratorie.
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STRYCHNOS
NUX
VOMICA
(Nore
Vomien)
Si
tratta di un albero della famiglia delle Loganiacee
che cresce in India, in Indocina a Giava, nel Siam e
nell'Australia del Nord.
Nei semi maturi e secchi, che hanno forma di discoidi,
sono contenuti i principi attivi, Il più importante dei
quali è rappresentato dalla stricnina; oltre a questa sono
presenti la brucina (dimetossisticnina) ed altri alcaloidi
meno importanti.
Le proprietà farmacologiche della noce vomica sono
dovute soprattutto alla stricnina, avendo la brucina
un'azione simile ma molto meno intensa.
La noce vomica trova impiego terapeutico
principalmente come eupeptico e tonico nervino.
Ben note e largamente sfruttate sono infine le
proprietà della stricnina, energico eccitante delle radici
sensitive del midollo spinale, dei centri bulbari e
sensoriali.
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SCILLA
IVIARITIMA
E’
una pianta perenne che cresce abbondantemente
nelle regioni mediterranee ed anche in Italia sui
terreni costieri; la raccolta dei bulbi, che possono
raggiungere il peso di qualche chilogrammo, si fa in
autunno quando essi sono più ricchi in principi attivi.
Una volta sezionato, il bulbo emana una sostanza
volatile che ha azione irritante per le congiuntive;
il suo sapore è amaro. Complessi ed importanti dal
punto di vista farmacologico sono i principi attivi della
scilla: essa contiene soprattutto degli eterosidi
cardioattivi (scillarene A e scillarene B) e relativi
prodotti di scissione. Sono ben conosciute le
proprietà cardiotoniche a tipo digitalico di questi due
glucosidi i quali, a differenza della digitale, hanno
un’azione più rapida, non danno fenomeni di accumulo
e possiedono una più intensa attività diuretica.
Quest'ultima sembra anche dovuta ad uno zucchero
(la sinistrina) ad azione stimolante e diretta sull'epitelio
renale.
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ATROPA
BELLADONNA
(HeIIadonrm)
L'Atropa
Belladonna è una pianta erbacea e perenne alta un
metro o più; essa cresce nelle regioni
centro‑meridionali
dell'Europa,nella penisola, balcanica e, nel nostro Paese,
sugli altipiani alpini ed appeninici. Essa fiorisce in estate,
stagione al principio della quale vanno raccolte le foglie,
le quali - assieme alle radici - contengono
josciamina ed atropina, oltre ad alcune basi volatili.
Solo piccole quantità di atropina sono presenti nella droga
fresca,
mentre allo stato secco il tenore in tale alcaloide
aumenta notevolmente.
La Belladonna, come è noto, è un farmaco basilare ed ha
molteplici
indicazioni terapeutiche correlate alle azioni sul sistema
nervoso centrale e su quello vegetativo della josciamina
e dell’atropina.
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HELLEBORUS
NIGER
L.
(Elleboro,
rosa di Natale)
Pianta
velenosa perenne che fiorisce da dicembre
a marzo nelle zone boscose delle regioni montane
e submontane.
Farmacologicamente ha soprattutto importanza il
suo rizoma - grosso, tozzo e ramonoso – che viene
estratto dal suolo in primavera, mondato dalle radici
e messo a seccare.
In esso sono contenuti due
glucosidi: l'elleboreina,
affine ai digitalici, e l'elleborina che appartiene alle
saponine. A piccole dosi, questi glucosidi agiscono
rallentando il ritmo cardiaco, laddove, ad alte dosi,
lo accelerano. L'elleborina ha pure potere
starnutatorio e narcotico mentre l'elleboreina è stata
sperimentata come anestetico corneale. In pratica
però, essendo poco maneggevole, all’elleboro
vengono preferite sostanze meno tossiche ed
altrettanto efficaci.
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