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Last Page Update 08/10/2009 18.42.24

home > dermatologia > melanoma maligno > fattori di rischio e melanoma

FATTORI DI RISCHIO E MELANOMA

di G. Chicone

Negli anni recenti, studi epidemiologici hanno identificato i cosiddetti fattori di rischio che possono essere ricondotti a due elementi: abitudini di vita e fattori genetici.

I fattori di rischio, legati al comportamento personale, comprendono l'eccessiva esposizione solare e l'uso di lampade abbronzanti, ma soprattutto le gravi scottature da raggi solari prima dei 15 anni. In effetti, tre eventi di questo genere, verificatesi nei primi anni di vita, sono sufficienti a produrre un aumentato rischio di sviluppo di un melanoma. Anche l'attività lavorativa ha la sua importanza: coloro che lavorano all'aperto appaiono esposti ad un rischio minore, forse per l'effetto protettivo dell'abbronzatura prodotta dalla cronica esposizione alla luce del sole; gli individui che lavorano al coperto e che si sottopongono a brevi ed intense esposizioni solari sembrano presentare un aumentata incidenza di melanomi. Sembra quindi che il danno dipenda dalle forti esposizioni alla luce solare con relative "scottature" riportate soprattutto nei primi anni di vita, aggravate poi dal ben noto "buco" dell'ozono dell'atmosfera, con aumento della quantità della radiazione ultravioletta B (UVB) che raggiunge la superficie terrestre.

I fattori genetici considerano i cosiddetti "fototipi".Con ciò si intende precisare il tipo di risposta della cute quando viene esposta ai raggi del sole. E’ noto, infatti, che il melanoma colpisce più di frequente individui di origine caucasica, di pelle chiara, con capelli chiari, spesso rossi, con tendenza all’eritema solare per una bassa capacità ad abbronzare e con un numero elevato di nevi. Vengono normalmente riconosciuti sei fototipi secondo la classificazione di Fitzpatrik:

 

Fototipo

Comportamento in occasione delle esposizioni solari

 

I                     

  si scotta sempre con facilità, non si abbronza mai  

 

II  

                                                si scotta sempre con facilità, si abbronza poco

 

III    

 si scotta moderatamente, si abbronza gradualmente

 

IV    

   si scotta minimamente, si abbronza sempre e con rapidità

 

V   

  raramente si scotta, si abbronza intensamente e con rapidità

 

VI

 Non si scotta mai, sempre intensamente pigmentato

 

 

Quindi ai due estremi di questa graduatoria ci sono gli albini e i negri: i primi incapaci di sintetizzare pigmento e pertanto sprovvisti di ogni protezione all'infuori dello spessore dello strato corneo dell'epidermide, i secondi in possesso di una protezione integrale fornita dall'abbondante quantità di melanina che blocca le radiazioni solari. Una recente classificazione più completa, aggiunge altri due parametri: il colore dei capelli e il colore degli occhi. Quindi un soggetto di carnagione chiara con capigliatura bionda o rossa ed occhi azzurri o verdi, con una pelle difficilmente abbronzabile e lentigginosa può vedere aumentato il rischio di sviluppare un melanoma del doppio o del triplo rispetto alla popolazione con un fototipo più alto. Sono proprio le esposizioni intense e intermittenti alla luce del sole, su cute non abituata, che aumentano il rischio di tumore, mentre un’esposizione costante e moderata non è altrettanto rischiosa.

Alla luce delle considerazioni precedenti per sfruttare le proprietà benefiche dei raggi del sole senza che questi risultino potenzialmente dannosi, bisogna tener presenti delle norme.

Senza entrare troppo nello specialistico, è intuitivamente ovvio che quanto più la cute si dimostra in partenza sensibile ai raggi del sole, tanto più lo schermo utilizzato dovrà offrire un adeguato indice di protezione. Gli schermi solari si caratterizzano per la capacità di filtrare o di riflettere la radiazione luminosa. Al di là delle caratteristiche degli schermi è necessario, per poter contare su un’efficace protezione, rinnovare continuamente la loro applicazione. Infatti, la sudorazione, i bagni, la sabbia favoriscono la scomparsa del filtro.

Una volta considerato il fototipo, ed aver scelto correttamente lo schermo solare, occorre in ogni caso esporsi al sole tenendo in considerazione alcuni fattori climatici ed ambientali:

   la neve fresca riflette più dell’80% dei raggi UV;

   la maggiore quantità di raggi UV che arrivano sulla terra è tra le ore 11 e le ore 16;

   più del 90% dei raggi UV può attraversare le nubi;

                      all'ombra si riceve il 50% dei raggi UV;

 

Bisogna quindi scegliere il momento migliore della giornata per iniziare l'esposizione. In ogni caso è sconsigliabile esporsi tra le 11 e le 16 senza adeguata protezione. I criteri per una corretta esposizione solare non dovrebbero cambiare sostanzialmente anche in condizioni di tempo nuvoloso. Infatti, anche mancando l'effetto termico legato agli infrarossi, ci si può scottare con tempo nuvoloso. Poi è necessario sottolineare il ruolo svolto dalla sabbia nella riflessione della radiazione in arrivo: più del 25% della radiazione viene riflesso dalla sabbia, quindi ripararsi sotto gli ombrelloni non offre sicuro riparo.

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