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Last Page Update 08/10/2009 18.14.28

home > chirurgia laser > Chirurgia laser

a cura del dott. Claudio Lambertoni

Chirurgia Laser


LASER CHIRURGIA IN OTORINOLARINGOIATRIA

CHIRURGIA RINOLOGICA (Chirurgia funzionale del naso)

La Laser Chirurgia si sta affermando sempre di più in molti settori della medicina per l’indubbio vantaggio per il Paziente di essere operato ambulatoriamente in modo indolore e in anestesia locale, senza  rischi di sanguinamento e necessità di fastidiose medicazioni. L'energia del fascio Laser è assorbita dai tessuti.

Il processo genera una distruzione del tessuto, ma le conseguenze sono sensibilmente inferiori a quelle provocate da altre manovre chirurgiche. Per questo motivo la cicatrizzazione avviene in tempi più brevi ed in modo del tutto affidabile; i minori danni al tessuto creano minor dolore e non esistono praticamente rischi di fenomeni emorragici. Il decorso post-operatorio è, pertanto, decisamente più agevole rispetto a quello di interventi eseguiti con altre metodologie.

La tecnica laser consente in particolare di trattare agevolmente:

-                      LE PATOLOGIE RINOLOGICHE CAUSATE DA TUTTI I TIPI DI RINITE;

-                      LE DEVIAZIONI DEL SETTO NASALE (Deviazioni anteriori cartilaginee)

-                      LA POLIPOSI NASALE

  

LE RINITI

 

Soffrite di "naso chiuso" e siete continuamente "raffreddati"?
Probabilmente non ve ne preoccupate perché non è un disturbo grave e pericoloso.
Ciò nonostante è una situazione decisamente fastidiosa!
Questa condizione è nota, nella terminologia medica, con il nome di RINITE.
Sebbene il raffreddore comune, la "febbre da fieno" ed altre riniti allergiche stagionali siano le forme più note di rinite, ve ne sono molti altri tipi:

 

   

Riniti allergiche (associate a reazioni allergiche o simil-allergiche)

Riniti idiopatiche non allergiche (rinite vaso-motoria)

Riniti infettive (virali e batteriche)

Altri tipi (iatrogene, ormonali, da cause meccaniche)

 

 

RINITE ALLERGICA

 

Rinite allergica stagionale o periodica (febbre da fieno)

E’ scatenata da allergie ai pollini di alcuni alberi in primavera, delle graminacee in estate, di diversi tipi di erbe in autunno. I sintomi più frequenti sono: prurito al naso, starnuti, idrorrea nasale (scolo di siero dal naso), naso "tappato" e bruciori. La diagnosi viene formulata solo sulla storia riferita dai pazienti (anamnesi). I test diagnostici (test cutanei e sierologici) confermano e dettagliano il tipo di allergia.

 

Rinite allergica perenne o aperiodica

E’ sostenuta da allergie ad allergeni "domestici": acari, polveri, insetti e derivati epidermici di animali (peli del cane e del gatto, piume). I sintomi sono simili a quelli delle forme stagionali ma durano per tutto l’anno. Anche in questo caso la diagnosi si formula in base all’anamnesi ed ai test allergologici.

 

Rinite perenne non legata ad allergie documentabili (eosinofila)

Questo tipo di rinite non è ben conosciuto. Sebbene non siano documentabili allergie, è legata ad una reazione simil-allergica con incremento di eosinofili (un tipo speciale di cellule del sangue associate alle allergie) nelle secrezioni nasali. I sintomi sono analoghi a quelli delle altre forme. La diagnosi si formula sulla negatività dei test allergici e sulla presenza degli eosinofili in gran numero nelle secrezioni nasali. La patologia è frequentemente associata alla poliposi nasale

 

 

RINITE VASOMOTORIA

 

Affezione nota anche con il termine di “iperreattività nasale aspecifica”. ll paziente affetto da questa patologia reagisce in modo anomalo (iper-reattività) al caldo e al freddo, alle variazioni di umidità, al fumo di sigaretta e a stimoli emozionali. I sintomi sono prevalentemente rappresentati da congestione nasale (senso di naso chiuso), ipoosmia (diminuita percezione degli odori) e scolo di muco in rinofaringe. La diagnosi si formula sulla anamnesi, sulla negatività dei test allergici e sulla ricerca degli eosinofili nello striscio nasale (prelievo di secrezioni nasali).

 

 

 

RINITI INFETTIVE

 

Rinite virale: è il raffreddore comune ed è causata da virus.

   

Rinite batterica: è causata da batteri e, nella maggior parte dei casi, segue un raffreddore di cui costituisce una complicazione.

 

I sintomi di quet’ultima forma possono perdurare fino a 6 settimane e la patologia può evolvere in sinusite acuta o cronica. Il sintomo più comune della rinite infettiva è costituito dalla comparsa di uno "scolo di muco giallo o giallo-verde" che si sovrappone agli usuali sintomi del comune raffreddore. La diagnosi può essere formulata in base alla anamnesi, all’esame otorinolaringoiatrico completato dalla videoendoscopia nasalee dalla eventuale esecuzione di esami colturali sul muco nasale atti a evidenziare il germe responsabile e la sensibilità agli antibiotici (antibiogramma). La diagnosi delle forme sinusitiche si avvale anche degli accertamenti radiografici del cranio (es.rad. standard e tomografia computerizzata).

 

 

RINITE IATROGENA (danno da farmaci)

 

Questo tipo di rinite è secondario all’uso reiterato di spray o gocce nasali decongestionanti (che contengono vasocostrittori).

Il paziente che si abitua all’utilizzo di questi farmaci (che sono molto utili per brevi periodi nel raffreddore) va incontro ad un fenomeno di tipo tossico, che si esplica a livello della mucosa nasale cagionando un aumento di volume dei turbinati (ipertrofia).

La vasocostrizione (diminuzione dell’afflusso di sangue) causata dal farmaco dura alcune ore ed è normalmente seguita da un fenomeno di vasodilatazione (aumento di afflusso di sangue) per cui il paziente ritorna alla condizione di partenza.

Nell’utilizzo reiterato della medicina (più di 8-10 giorni) la vasodilatazione risulta essere più intensa del normale e fa "gonfiare" la mucosa nasale (rebound effect).

I sintomi più tipici sono rappresentati da: ostruzione respiratoria nasale (naso tappato), scolo mucoso o sieroso dal naso (mucorrea), cefalea e ipoosmia (diminuzione della percezione degli odori).

La diagnosi si formula in base alla storia clinica, all’esame obbiettivo (visita ORL) e ad esami endoscopici (endoscopia nasale) e funzionali (rinomanometria computerizzata).

 

 

RINITE DA CAUSE MECCANICO-OSTRUTTIVE

 

Deviazione del setto nasale

Il setto nasale deviato causa ristagno di secrezioni nella fossa nasale che risulta stenotica (stretta). Le secrezioni favoriscono lo sviluppo di infezioni batteriche.

 

Adenoidi ipertrofiche

La tonsilla faringea (adenoide) situata nel rinofaringe, in seguito ad infezioni ripetute, si ipertrofizza (si "gonfia") e blocca entrambe le fosse nasali creando grave ristagno di secrezioni.

 

 

 

 

RINITE ORMONALE

 

Gravidanza - In una elevata percentuale (60%) durante la gravidanza compare una rinite persistente legata agli elevati livelli ormonali. La rinite scompare quasi sempre dopo il parto, infatti solo nel 10 % dei casi sono necessarie ulteriori terapie.

  

Ipotiroidismo - Una rinite cronica può comparire in stati non trattati di ipotiroidismo (diminuzione della funzione della tiroide)

 

 

 

 

DANNI NASALI CAUSATI DALLE RINITI

(IPERTROFIA DEI TUBINATI)

 

Le lesioni più gravi riscontrate nelle riniti colpiscono i turbinati.

I turbinati sono tre "sporgenze ossee" situate in ogni fossa nasale e sono formati da una piccola "lamina" di osso ricoperta da mucosa.

 

 

Le allergie nasali, le infezioni ripetute, l’inalazione abituale di alcune sostanze negli ambienti di lavoro, il fumo e l’utilizzo reiterato di alcune gocce e spray nasali (vasocostrittori) determinano uno stato infiammatorio cronico che causa un notevole aumento di volume dei turbinati.

La mucosa che li riveste si ipertrofizza: “si gonfia”.

 

I sintomi, che vengono accentuati da variazioni climatico–ambiemtali ( cambi di stagione, cambiamenti di temperatura e di umidità dell’aria), sono caratterizzati da:

senso di ostruzione respiratoria nasale, scolo di secrezioni di muco dal naso verso la gola, mal di testa, secchezza della bocca, alito cattivo, alterazioni dell’odorato, tonsilliti recidivanti e talvolta sinusiti a ripetizione.

 

Quando la rinite non risponde più ai trattamenti locali (spray a base di cortisone e/o antiallergici) l’unica soluzione è quella di eliminare, con un intervento chirurgico, la mucosa che ostruisce il passaggio dell’aria riducendo il volume dei turbinati

Per fare questo, sino ad oggi, sono stati eseguiti interventi chirurgici in anestesia generale con ricovero ospedaliero di 3/4 giorni, talvolta con qualche disagio per i pazienti dovuto alla necessità di eseguire un tamponamento nasale per evitare possibili emorragie.  

Gli interventi “tradizionali” eseguiti per risolvere il problema sono:

L’intervento di turbinectomia parziale e l’intervento di decongestione.

 

LASER CHIRURGIA

Una validissima alternativa agli interventi  tradizionali è rappresentata oggi dalla LASER CHIRURGIA; tecnica molto moderna eseguita anche in Italia da 3-4 anni.

Il raggio laser "vaporizza" lo spessore dei turbinati ipertrofici lasciando integra la superficie della mucosa.

I turbinati trattati con questa tecnica mantengono del tutto invariate le loro funzioni: filtrazione, riscaldamento ed umidificazione dell’aria inspirata.

 

Una tecnica semplice e rapida!

L’asportazione della mucosa può essere effettuata con laser , a diodi (dell’ultima generazione) con una semplice anestesia locale di contatto (senza iniezioni).

 

 

 

Una sola seduta di cinque minuti per ogni narice è sufficiente per “liberare” istantaneamente il naso:

 

- Si fa accomodare il paziente su di una confortevole sedia;

- si applicano nelle fosse nasali del paziente delle piccole falde di cotone imbevute

   di farmaco anestetico che vengono rimosse dopo circa venti minuti;

- si inserisce la fibra laser al di sotto della mucosa dei turbinati e si emette

   l’impulso luminoso retraendo delicatamente la fibra. (L’acqua contenuta nelle

   cellule del turbinato “vaporizza” causando una immediata e netta riduzione

   dimensionale dello stesso).

- Si applica una medicazione antibiotica che viene rimossa dopo alcune ore.

- Dopo 1 ora circa dal trattamento si dimette il paziente.

- Si esegue nei 7 giorni successivi, una medicazione  ambulatoriale.

 

Durante e dopo la seduta laser, che avviene ambulatoriamente senza ricovero, i pazienti non sentono alcun dolore, non è necessario praticare il fastidioso tamponamento nasale, non esistono emorragie ed è possibile riprendere la propria attività lavorativa immediatamente.

 

I brillanti risultati di questa nuova tecnica sono stati presentati all’ultimo congresso della società Francese di otorinolaringoiatria dal Prof.Yves Victor Kamami di Parigi.

Negli ultimi anni più di 3000 casi sono stati trattati in questo modo in Francia; e più di 30.000 casi negli Stati Uniti.

In base ai risultati dei controlli a distanza, si può con certezza affermare che l’efficacia è del tutto affidabile.

Analogamente a quanto avviene per la chirurgia tradizionale (non laser), i risultati si mantengono per almeno dieci anni.

In caso di recidive (rarissime in letteratura e nella nostra esperienza) sarà comunque sempre possibile ripetere il trattamento laser.

 

Con la Laser chirurgia possono essere anche agevolmente trattati i polipi nasali, le tonsille, le deviazioni anteriori del setto nasale e i casi di russamento abituale (roncopatia)

 


Autore dei testi:
Dott. Claudio Lambertoni


Biografia  
Claudio Lambertoni

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