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La
bilateralità dellaffezione neoplastica della mammella
è condizione non proprio rara. Dal punto di
vista clinico è opportuno riconoscere due entità distinguibili in: Carcinoma
Bilaterale sincrono e Carcinoma Bilaterale metacrono. Circa il corretto
inquadramento nosologico del Carcinoma
sincrono è indispensabile il riconoscimento
della indipendenza reciproca dei due tumori, dovendo essere necessariamente
classificabili entrambi come primitivi. Pur ammettendo una mancanza di criteri
di rigorosità per
il riconoscimento della primitività delle due lesioni; si possono considerare
sincroni primitivi quelli istologicamente accertati ed in cui sono soddisfatte
alcune condizioni:
-
le dimensioni dei due tumori non sono molto differenti;
-
le lesioni non sono state trattate in precedenza;
-
entrambi i tumori appartengono ad uno stadio clinico tale da
consentire un
approccio terapeutico radicale;
-
assenza di metastasi a distanza.
Losservazione di un caso
clinico rispondente ai presupposti precedentemente enunciati mi ha spinto alla
pubblicazione di questo lavoro.
Caso
clinico
Paziente M.G. di anni 75 di
sesso femminile ricoverata nella divisione di Chirurgia Generale con diagnosi di
Neoplasia mammaria bilaterale (11-01-1993). LAnamnesi Familiare e P. remota
sono prive di elementi clinici di rilievo.
LA.P.
Prossima fa risalire a circa tre mesi prima del ricovero levidenziazione di
un nodulo duro, non dolente alla mammella destra. Solo in un momento successivo,
in seguito a controllo clinico si evidenziava la presenza di unaltra
formazione nodulare alla mammella sinistra.
Lesame
clinico evidenziava a destra una neoformazione di circa 4 cm di diametro in
regione paraareolare emisfero esterno. Dimpling cutaneo. Mobile sui piani
profondi.
A
sinistra formazione nodulare di circa 3,5 cm di diametro, sede
retroareolare, retrazione del capezzolo non aderente ai piani profondi.
Nel
cavo ascellare bilateralmente si apprezzavano formazioni linfonodali con i
caratteri clinici sospetti.
Es. mammografico: dambo i
lati si rileva una opacità nodulare a limiti irregolari ed infilitranti (la Dx
di maggiore diametro) ascrivibili a lesioni eteroplasiche con deformazione ed
ispessimento cutaneo e retrazione del capezzolo, numerosi piccoli linfonodi sclerolipomatosi del prolungamento ascellare Dx, a sin.
invece due di questi appaiono ingranditi ed a limiti abbastanza sfumati come per
localizzazione secondaria.
Scintigrafia osea total body:
registrazione a tre ore dalla somministrazione i.v. di 1000KBq di 99tmtc MDP
(art. 92 DPR 185 del 13-0-64). Lindagine scintigrafica dellintero
scheletro, eseguita con scansione automatica mostra una ipocaptazione del
radiotracciante a livello del rachide dorsolombare (artrosi?).
Ecografia
epatica: Epatomegalia a struttura omogenea senza evidenza di lesioni focali.
Colecisti
in sede alitiasica.
Rx
torace negativo - Rx rachide con stratigrafia negativo ECG: miocardiosclerosi.
CEA
= 3,4 ng/ml; alfa-feto proteina 33,80 IU/ml AU = neg.
Intervento
1. a destra mastectomia
radicale modificata sec. Patey Maicr con accurato svuotamento dei linfonodi
ascellari di I, II, III livello.
2.
a sin. come sopra.
Es.
istologico:
A
dx: Carcinoma mammario extraduttale invadente il connettivo fibroso.
A
sx: Carcinoma mammario a piccoli e medi cordoni con aree di connettivo ialino.
Linfonodi:
n 7 a Dx;
n10a Sx;
iperplastici
reattivi, non si osservano elementi
atipici, neoplastici nel tessuto linfoghiandolare ricevuto.
Considerazioni
Frequenza
Le
percentuali di bilateralità
riportata in letteratura spaziano entro limiti
ampi: da 1,2% a 10%.
Si
considera più vicina al vero una percentuale di bilateralità
pari al 2%.
Tab.
I Freauenza Ca bilaterale
|
|
Anno
|
TotaI.
CA mamm.
|
Bilat.
CA%
|
Simultaneo
CA %
|
Successivo
CA %
|
|
Bucalossi
|
1956
|
3000
|
2,7
|
0,7
|
2
|
|
BerIoiti
|
1967
|
1400
|
3,1
|
0,7
|
2,3
|
|
Haagensen
|
1971
|
626
|
6,4
|
0,6
|
5,8
|
|
Salvadori
|
1972
|
3272
|
3,2
|
0,4
|
2,8
|
Come
si evince dalla tabella lincidenza
dei tumori contemporanei è molto più bassa di quelli successivi. Nella
casistica dellIstituto Nazionale dei Tumori di Milano si hanno percentuali
considerate tra le più rappresentative della realtà: 0,7% = 3% per i
sincroni 2-2,8% per i metacroni.
Secondo Anderson (1)
lincidenza di bilateralità e del 15,5% nelle donne in postmenopausa con
carcinoma della mammella e con una storia di familiarità.
Nella casistica di Veronesi
nelle donne al di sotto di 45 anni il rischio di presentare un secondo tumore
mammario e circa 9 volte maggiore che nella poolazione generale.
Le
forme istologiche a prognosi più favorevole quali il comedocarcinoma, il ca
midollare, il ca gelatinoso e lobulare sono quelle che più facilmente si
accompagnano a bilateralità.
Molti
autori hanno sottolineato lalto tasso di bilateralità del carcinoma lobulare
in situ con percentuale tra l8 e il 9%.
Il
13% dei lobulari infiltranti ed il 10% di quelli a piccole cellule e bilaterale.
Purtuttavia
i dati relativi alla sopravivenza delle pazienti con carcinoma mammario sincrono
trattato con la mastectomia radicale sono esegui e non sembra che tale
condizione si accompagni di necessità ad una prognosi peggiore. Nella casistica
dellI.T.M. a 5 anni si apprezza una sopravvivenza dal 60 all80%. La
maggioranza degli Autori ritiene che la bilateralità dellaffezione purché
suscettibile di trattamento radicale non modifica in senso peggiorativo la
prognosi. Il trattamento di questi tumori prevede mastectomia bilaterale
radicale.
Conclusioni
Il
caso in esame mi sembra rispondente ai criteri rigorosi per il riconoscimento
della primitività delle due lesioni. La paziente ricontrollata a tuttoggi e
completamente guarita e non presenta al momento ripresa dalla malattia.
Riassunto
DAntonio
Antonio
IL
CARCINOMA MAMMARIO BILATERALE OSSERVAZIONE CLINICA.
Viene
riportato losservazione di un caso clinico riguardante la bilateralità
sincrona del tumore mammario. Si valutano le considerazioni statistiche della
suddetta patologia ed il trattamento effettuato.
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