(IAMM) 'Nature Genetics' ha pubblicato i risultati di due studi internazionali, a cui ha partecipato anche l'Istituto Mario Negri, sulle cause genetiche della malattia coronarica che hanno fatto luce su 17 varianti genetiche nuove correlate ad un incremento del rischio di infarto. Gli studi si sono basati sull'analisi di dati relativi a oltre 200mila persone europee ed asiatiche, di cui più di 85mila con malattia coronarica.
Il cuore ci sostiene nei nostri sforzi quotidiani e si modifica in base ai tipi di sforzi e di attività che pratichiamo. Il ciclismo, soprattutto a livello agonistico, provoca degli adattamenti sul sistema cardiovascolare come l'aumento delle dimensioni delle camere e delle pareti cardiache e il miglioramento della circolazione. Ciò che si verifica non deve preoccupare poiché è il contributo del nostro organo a garantire la sopravvivenza e la salute anche sotto sforzo.
L’ospedale Ferrarotto di Catania è la prima struttura in Italia, la seconda in Europa e tra le poche al mondo, ad eseguire una innovativa tecnica per bloccare l’insufficienza mitralica e scongiurare il suo esito in scompenso cardiaco, ictus, infarto, morte, senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto e alla circolazione extracorporea. La novità scientifica si chiama MitraClip, una sorta di “àncora” che inserita attraverso l’arteria femorale a mezzo di un piccolo catetere, fatto avanzare fino al cuore, va a correggere il difetto di chiusura dei lembi della valvola mitralica, una insufficienza che provoca il cosiddetto rigurgito: il sangue ritorna nell’atrio sinistro, fenomeno che riduce di fatto il flusso sanguigno al resto dell’organismo.
Un decesso per malattie cardiovascolari ogni 2 secondi, un infarto ogni 5 secondi e un ictus ogni 6. Sono 109.518 gli uomini e 132.968 le donne colpiti ogni anno da malattie del sistema circolatorio; 130.000 colpite da infarto miocardio acuto all’anno; 250 colpite da ictus al giorno, il 20% dei quali non supera la fase acuta. Questi i numeri che fotografano la realtà della malattia cardiovascolare nel nostro paese, causa di morte più frequente perfino dei tumori e delle malattie respiratorie.
I bioingegneri del Politecnico di Milano hanno brevettato un sistema innovativo per la rianimazione cardio-polmonare (EM CPR - Expulsive Maneuvre Cardio-Pulmonary Resuscitation) che stimola il nostro “secondo cuore addominale” e, utilizzato al posto del tradizionale massaggio cardiaco, potrà evitare decessi o danni cerebrali al paziente colpito da arresto cardiaco. Sono 700.000 all’anno gli arresti cardiaci intraospedalieri fatali in Europa e 500.000 negli Usa. La complicazione maggiore consiste in una diminuzione dell’afflusso sanguigno che, se prolungato anche per pochi minuti, può provocare decesso o danni cerebrali irreversibili.
In Italia ogni anno nascono circa 4.500 bambini con una cardiopatia congenita, di questi ben 3.500 subiscono un intervento chirurgico. Il 50% nel primo anno di vita. Il dato è emerso nel corso del XXV Congresso Nazionale di Chirurgia Cardiaca in corso a Roma. Le problematiche che maggiormente colpiscono i pazienti in età pediatrica sono le malformazioni del setto interventricolare ed interatriale, la tetralogia di Fallot e la coartazione aortica. In epoca neonatale sono invece le malformazioni che impediscono al sangue di raggiungere il polmone per ossigenarsi o che ostacolano il normale apporto di sangue ossigenato all’organismo e la trasposizione delle grandi arterie.
Un passo avanti nella ricostruzione del tessuto cardiaco colpito da infarto. SCCB, la banca delle cellule staminali di Lugano, in collaborazione con l’Unità di Cardiochirurgia del Cardiocentro Ticino, è infatti riuscita ad isolare staminali mesenchimali del tessuto adiposo che si trova attorno al cuore arrivando ad individuare così cellule che esprimono i marcatori comunemente riconosciuti nelle cellule staminali mesenchimali presenti nella liposuzione aspirata. Una scoperta che potrebbe aprire una nuova frontiera nel campo dell’applicazione delle staminali ottenute dal grasso proprio sul cuore.
“L’istituzione degli Heart Team e’ una raccomandazione fondamentale di queste Linee guida per permettere ai pazienti una scelta responsabile e informata”, ha ricordato Lorenzo Menicanti, direttore Seconda Divisione di Cardio Chirurgia, IRCCS Policlinico San Donato di Milano, “nel caso di pazienti che abbiano un problema urgente si seguiranno le abituali procedure, mentre per il resto dei pazienti e’ importante che ricevano e condividano tutte le informazioni possibili sui rischi reali di ogni tipo di trattamento, sui risultati attesi, sulla durata degli stessi in funzione del loro stile e aspettativa di vita”.
Le frontiere della cardiologia interventistica si aprono a nuovi orizzonti di trattamento per patologie finora affidate al trattamento chirurgico: è il caso della riparazione della valvola mitralica per via percutanea. Il Dottor Francesco Bedogni, Responsabile dell’Unità Operativa di Emodinamica dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano, e la sua equipe hanno eseguito la riparazione non chirurgica della valvola mitralica, con metodica non invasiva, effettuata finora in pochissimi centri in Italia. L’intervento è apparentemente semplice: “pungendo” la vena femorale si attraversa, con particolari cateteri, il setto interatriale e si raggiunge la valvola mitralica riparandola con una clip metallica, mimando la tecnica chirurgica e raggiungendo la valvola senza necessità di ricorrere alla circolazione extracorporea e all’apertura del torace.