|
POTENZA RELATIVA
L'alfentanil è stato impiegato come controllo attivo in
diversi studi di farmacocinetica e farmacodinamica ed è stata
calcolata la potenza relativa di alfentanil e remifentanil, in
base all'analgesia ed alla funzionalità respiratoria come
parametri sostitutivi degli effetti clinici. Tradizionalmente, il
confronto fra potenze relative si basa sul valori di ED50
dei singoli farmaci. La differenza di potenza relativa fra il
remifentanil e l'alfentanil non può essere illustrata
evidentemente mediante il confronto dei valori di ED50,
poiché i determinanti farmacocinetici della ED50
variano con la modalità di somministrazione. Quando remifentanil
viene somministrato per infusione continua, risulta essere 5-10
volte più potente dell'alfentanil; somministrato in singola dose
rapida, si è rilevata una differenza di potenza di 20 volte. La
differenza di potenza dopo dose singola rapide versus infusioni
continue si spiega con i diversi profili farmacocinetici di
questi due oppioidi. La concentrazione ematica di remifentanil e
alfentanil dopo dosi singole è determinata dal volume di
distribuzione iniziale, che è simile per i due agenti. La
concentrazione ematica dopo infusione continua è determinata
dalla clearance, che differisce notevolmente nei due farmaci.
L'utilizzo dei valori di ED50, basati sulla
concentrazione efficace, per remifentanil ed alfentanil consente
di determinare con precisione la potenza relativa. I valori di ED50
del remifentanil sono stati determinati utilizzando la
depressione dell'EEG come endpoint alternativo. Altri studi con
oppioidi congeneri del remifentanil hanno definito i valori di ED50
di questi agenti in base alla depressione EEG. Inoltre, i valori
di ED50 per gli stessi farmaci sono stati determinati
anche in base a diversi endpoint clinici in differenti condizioni
anestetiche. Utilizzando questi parametri alternativi, i valori
di ED50 osservati per remifentanil e alfentanil sono
risultati di 3,64 ± 2,27 e 348 ± 151 ng/ml, rispettivamente.
CONTROINDICAZIONI
Remifentanil è controindicato per l'impiego epidurale,
intratecale e perinervoso in quanto nella formulazione è
presente glicina, che può essere neurolesivo quando applicato
direttamente sulle strutture nervose.
Remifentanil è controindicato in pazienti con ipersensibilità
accertata verso altri analoghi del fentanyl.
Remifentanil è controindicato per l'impiego come unico agente
per l'induzione dellanestesia.
FORMA FARMACEUTICA
Polvere liofilizzata contenuta in fiale, da ricostituire, con
aggiunta di soluzione destrosio al 5% o di cloruro di sodio allo
0,9%, per somministrazione endovenosa. Esiste in flaconi da 1 mg,
2 mg e 5 mg.
ISTRUZIONI E PRECAUZIONI PER LUSO
Remifentanil deve essere preparato per l'impiego intravenoso
aggiungendo unappropriata quantità di soluzione diluente.
Per l'anestesia generale è raccomandata la diluizione di 50 m g per ml. Questa
diluizione può essere ottenuta aggiungendo 20 ml di soluzione al
flaconcino da 1 mg di Remifentanil, oppure 40 ml di soluzione al
flaconcino da 2 mg di Remifentanil. Tuttavia la diluizione
dipende anche dalle caratteristiche tecniche del dispositivo infusionale, della pompa e dalle previste necessità del
paziente.
Le soluzioni compatibili sono:
- Acqua per preparazioni
iniettabili
- Destrosio al 5%
- Destrosio al 5% +
Cloruro di Sodio allo 0,9%
- Cloruro di Sodio allo
0,9%
- Cloruro di Sodio allo
0,45%.
Remifentanil deve essere impiegato
esclusivamente in una struttura perfettamente equipaggiata per il
monitoraggio e l'assistenza della funzione respiratoria e
cardiovascolare. Esso deve essere prescritto e somministrato da
personale specificamente qualificato per l'impiego di farmaci
anestetici, nell'individuazione e nel trattamento degli effetti
avversi da oppioidi maggiori e nella rianimazione respiratoria e
cardiaca. Questo personale qualificato deve essere in grado anche
di mantenere la pervietà delle vie aeree e di stabilire la
ventilazione assistita manuale o meccanica.
Rigidità muscolare: prevenzione e
trattamento.
Alle dosi raccomandate, si può verificare rigidità
muscolare. Come con altri oppioidi, l'incidenza di rigidità
muscolare è dose-dipendente ed è correlata alla velocità di
somministrazione. Pertanto l'iniezione in bolo deve essere fatta
in un tempo superiore ai 30 secondi.
Il trattamento della rigidità muscolare da Remifentanil deve
avvenire considerando le condizioni cliniche del paziente con
appropriate misure di supporto. Una eccessiva rigidità muscolare
che si verifica durante l'induzione dell'anestesia viene
ovviamente eliminata mediante la somministrazione di un bloccante
neuromuscolare e di farmaci ipnoinduttori.
La rigidità muscolare osservata durante l'impiego di
Remifentanil come farmaco analgesico (sedazione, analgesia
postoperatoria, ecc.) può essere trattata interrompendo la
somministrazione di Remifentanil o diminuendone la dose/minuto.
La risoluzione della rigidità muscolare avviene dopo qualche
minuto dall'interruzione dell'infusione di Remifentanil. In
alternativa, in situazioni particolari, può essere somministrato
il naloxone come antagonista, che ovviamente può annullare o
ridurre anche l'effetto analgesico del Remifentanil.
Prevenzione e trattamento della depressione
respiratoria
Come per tutti gli oppioidi maggiori l'analgesia profonda è
proporzionale alla depressione respiratoria. Pertanto
Remifentanil deve essere impiegato in ambienti dove è possibile
monitorare e trattare la depressione respiratoria. I pazienti
con disfunzioni respiratorie devono essere seguiti con
particolare cura.
La comparsa di depressione respiratoria deve essere trattata in
modo appropriato, compresa la riduzione della dose/minuto
dinfusione del 50% o l'interruzione temporanea
dell'infusione stessa.
A differenza dei suoi analoghi, Remifentanil non causa
depressione respiratoria ricorrente anche dopo somministrazione
prolungata.
Tuttavia molti fattori concomitanti possono intervenire
nell'immediato periodo post-operatorio ed è importante
assicurarsi che il paziente sia pienamente cosciente ed abbia
raggiunto una adeguata ventilazione spontanea prima di lasciare
il blocco operatorio e la recovery room.
Effetti cardiovascolari
L'ipotensione e la bradicardia possono essere trattate
diminuendo la velocità dinfusione di Remifentanil,
riducendo la dose degli altri anestetici somministrati, oppure
somministrando in via, farmaci vasopressori o anticolinergici.
I pazienti debilitati, ipovolemici, ipotesi ed anziani, possono
essere più sensibili agli effetti cardiovascolari del Remifentanil.
Rapido esaurimento dellazione di
Remifentanil
Entro 5-10 minuti dall'interruzione della somministrazione,
non è presente attività oppioide residua a causa
dellemivita brevissima e dell'esaurimento dell'azione di Remifentanil. Alla fine dell'intervento chirurgico è
indispensabile somministrare analgesici a più lunga durata
d'azione, prima della fine dellazione del Remifentanil.
Infatti si deve considerare l'onset time dell'analgesico a più
lunga durata in modo che la sua azione raggiunga il suo massimo
effetto proprio alla fine del Remifentanil. La scelta di questo
analgesico postoperatorio deve essere appropriata al tipo di
dolore.
Somministrazione accidentale
Alla sospensione dell'infusione Remifentanil può essere
presente nello spazio morto delle linee infusionali usate in
quantità tali a causare depressione respiratoria, apnea e/o
rigidità muscolare. Infatti qualora tali dispositivi infusionali
vengano impiegati per infondere altri farmaci tale quota
inutilizzata viene spostata e somministrata al paziente
involontariamente. Tale eventualità può essere evitata
cambiando la via infusionale usata per il Remifentanil o
utilizzando pompe infusionali peristaltiche che, una volta
spente, non permettono questo inconveniente.
Bambini
Non sono disponibili dati relativi all'impiego in bambini al
disotto dei 2 anni di età.
Abuso di farmaco
Come tutti gli altri oppioidi anche il Remifentanil può
produrre dipendenza, anche se, considerata emivita brevissima, è
di difficile instaurazione ed estremamente improbabile.
Gravidanza, parto ed allattamento
Non sono disponibili studi adeguati e ben controllati in donne in
gravidanza. Remifentanil deve essere impiegato in gravidanza solo
se il beneficio atteso giustifica il rischio potenziale per il
feto.
Non è noto se Remifentanil sia escreto nel latte materno.
Tuttavia, poiché gli analoghi del fentanyl vengono escreti nel
latte umano e composti correlati al Remifentanil sono stati
trovati nel latte di ratti trattati con Remifentanil, le madri
che allattano devono interrompere precuzionalmente l'allattamento
al seno per le 24 ore successive alla somministrazione di
Remifentanil.
La sicurezza dell'impiego di Remifentanil durante il travaglio o
il parto non è stata dimostrata.
Remifentanil non deve essere usato durante il travaglio ed il
parto cesareo in quanto è noto che il Remifentanil attraversa la
barriera ematoplacentare e che gli analoghi del fentanyl possono
causare depressione respiratoria nel neonato.
INTERAZIONI Diritti di proprietà letteraria e artistica di
Aniello De Nicola, 1998
Il Remifentanil non viene metabolizzato dalle colinesterasi e
pertanto non si prevedono interazioni con i farmaci metabolizzati
da questi enzimi.
Come con altri oppioidi, il Remifentanil fa ridurre le dosi
necessarie di anestetici endovenosi, inalatori e le
benzodiazepine richieste. Quando le dosi di farmaci ad attività
deprimente il SNC, somministrati in concomitanza, non sono
ridotte, possono aumentare l'incidenza di effetti indesiderati
associati a tali farmaci.
Avvertenze speciali
Dopo l'anestesia con Remifentanil il paziente non deve
guidare od utilizzare macchinari.
Il medico dovrebbe decidere quando queste attività possano
essere riprese. Dopo la chirurgia ambulatoriale è consigliabile
che il paziente sia accompagnato quando ritorna a casa e che
siano evitate bevande alcoliche e farmaci oppioidi.
DOSI. MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE
Remifentanil deve essere impiegato esclusivamente in un ambiente
adeguatamente equipaggiato per il monitoraggio e l'assistenza
respiratoria e cardiovascolare. Il farmaco deve essere prescritto
e somministrato da personale specificamente qualificato per
l'impiego di anestetici, nell'individuazione e nel trattamento
degli effetti avversi da oppioidi maggiori e nella rianimazione
respiratoria e cardiaca. Questo personale deve essere in grado
anche di mantenere la pervietà delle vie aeree e di stabilire la
ventilazione assistita manuale o meccanica. Tali requisiti sono
necessari anche durante il periodo post-operatorio.
Remifentanil in infusione continua deve essere somministrato
tramite un dispositivo di infusione con regolazione del flusso in
ml/ora o mediante una pompa infusionale.
La linea infusionale va cambiata alla sospensione della
somministrazione oppure va "lavata" in modo adeguato
per allontanare il residuo di Remifentanil presente.
Remifentanil deve essere somministrato solo per via endovenosa e
non deve essere somministrato per via epidurale, intratecale o perinervosa.
Remifentanil è stabile per 24 ore a temperatura ambiente dopo
ricostituzione ed ulteriore diluizione a concentrazioni da 20 a
250 m
g/ml con uno dei liquidi infusionali di seguito specificati; la
diluizione più conveniente per l'anestesia generale è 50 m g/ml e può essere
effettuata usando come solvente Destrosio al 5% oppure Cloruro di
Sodio allo 0,9%.
La somministrazione di Remifentanil deve essere adattata sulla
base della risposta individuale del paziente.
Il bolo iniziale varia da 0,5-1 m g/Kg (in pratica varia da 1
ml a 2 ml della diluizione 50 m g/ml)
Linee guida posologiche per il mantenimento
dellanestesia con Remifentanil.
Dosi
infusionali
(m g/Kg/min)
|
Velocità di infusione
(ml/kg/ora) per soluzioni con concentrazioni di: |
25
m /ml
1 m g/40 ml |
50
m g/ml
1 m g//20 ml |
250
m g/ml
10 m g//40 ml |
| 0,0125 |
0,03 |
0,015 |
non raccomandata |
| 0,025 |
0,06 |
0,03 |
non raccomandata |
| 0,05 |
0,12 |
0,06 |
0,012 |
| 0,075 |
0,18 |
0,09 |
0,018 |
| 0,1 |
0,24 |
0,12 |
0,024 |
| 0,15 |
0,36 |
0,18 |
0,036 |
| 0,2 |
0,48 |
0,24 |
0,048 |
| 0,25 |
0,6 |
0,3 |
0,06 |
| 0,5 |
1,2 |
0,6 |
0,12 |
| 0,75 |
1,8 |
0,9 |
0,18 |
| 1,0 |
2,4 |
1,2 |
0,24 |
| 1,25 |
3,0 |
1,5 |
0,3 |
| 1,5 |
3,6 |
1,8 |
0,36 |
| 1,75 |
4,2 |
2,1 |
0,42 |
| 2.0 |
4.8 |
2,4 |
0,48 |
| Dosi infusionali di
Remifentanil (ml/kg/ora) |
Dosi infusionali
(mg/Kg/min)
|
Peso corporeo in kg
|
30
|
40
|
50
|
60
|
70
|
80
|
90
|
100
|
0,025
|
0,9
|
1,2
|
1,5
|
1,8
|
2,1
|
2,4
|
2,7
|
3,0
|
0,05
|
1,0
|
2,4
|
3,0
|
3,6
|
4,2
|
4,0
|
5,4
|
6,0
|
0,075
|
2,7
|
3,6
|
4,5
|
5,4
|
6,3
|
7.2
|
8,1
|
9,0
|
0,1
|
3,6
|
4,8
|
6,0
|
7,2
|
8,4
|
9,6
|
10,8
|
12,0
|
0,15
|
5,4
|
7,2
|
9,0
|
10,8
|
12,6
|
14,4
|
16,2
|
18,0
|
0,2
|
7,2
|
9,6
|
120
|
14,4
|
16,8
|
19,2
|
91,6
|
24,0
|
0,25
|
9,0
|
12,0
|
15,0
|
18,0
|
210
|
24,0
|
27,0
|
30,0
|
0,5
|
18,0
|
24,0
|
30,0
|
36,0
|
42,0
|
48,0
|
54,0
|
60,0
|
0,75
|
27,0
|
36,0
|
45,0
|
54,0
|
63,0
|
72,0
|
81,0
|
90,0
|
1,0
|
38.0
|
49,0
|
60,0
|
72,0
|
84,0
|
96,0
|
108,0
|
120,0
|
1,25
|
45,0
|
60,0
|
75,0
|
90,0
|
105,0
|
120,0
|
135,0
|
150,0
|
1,5
|
54,0
|
72,0
|
90,0
|
109,0
|
126,0
|
144,0
|
162,0
|
180,0
|
1,75
|
63,0
|
84,0
|
105,0
|
126,0
|
147,0
|
168,0
|
189,0
|
210,0
|
2,0
|
72,0
|
96,0
|
120,0
|
144,0
|
188,0
|
192,0
|
216,0
|
240,0
|
| Dosi infusionali (ml/ora) di Remifentanil in
soluzione alla concentrazione di 50 m
g/ml |
Remifentanil, quando iniettato in bolo lento al
momento dell'induzione, deve essere somministrato durante un
tempo superiore ai 30 secondi.
Remifentanil alle dosi raccomandate riduce significativamente la
quantità di ipnotici richiesti per mantenere l'anestesia.
Pertanto, l'isoflurano, il sevoflurano ed il propofol devono
essere somministrati in dosi ridotte a circa 2/3 delle dosi
abituali, al fine di evitare il raggiungimento di un'anestesia
eccessivamente profonda.
Non sono disponibili dati relativi al dosaggio raccomandato
nell'uso concomitante di Remifentanil con altri ipnotici.
Induzione dell'anestesia: Remifentanil
deve essere somministrato contestualmente ad una dose starter di
un agente ipnotico quale propofol, tiopentale sodico, isoflurano
o sevoflurano. Remifentanil può essere somministrato ad una dose
di 0,5-1 m g/kg al minuto con o senza l'iniezione di un bolo
iniziale lento di 1 m g /kg (iniettato in un tempo superiore ai 30 secondi).
Non è necessaria l'iniezione di un bolo quando se si esegue l'intubazione endotracheale dopo 8-10 minuti dall'inizio
dell'infusione continua di Remifentanil.
Mantenimento dell'anestesia in pazienti
ventilati: successivamente all'intubazione orotracheale, la
dose/minuto di Remifentanil può essere diminuita, secondo la
tecnica anestetica impiegata, come indicato nelle tabelle.
A causa della rapida insorgenza e della breve durata dell'azione
di Remifentanil, la dose/minuto durante l'anestesia può essere
titolata con incrementi dal 25 al 100% o decrementi dal 25 al
50%, ogni 2-5 minuti al fine di ottenere il livello desiderato di
risposta m -oppioide. Nel caso il piano di anestesia sia leggero
possono essere somministrate anche boli supplementari ogni 2-5
minuti.
Anestesia con ventilazione spontanea: è
probabile che durante l'anestesia con ventilazione spontanea si
possa verificare depressione respiratoria. E' necessario prestare
particolare attenzione nell'adattare la dose alle necessità del
paziente. Può essere richiesta la ventilazione assistita. La
dose infusionale iniziale raccomandata per l'induzione ed il
mantenimento dell'anestesia è di 0,04 m g/kg al minuto, con
successiva titolazione fino al raggiungimento delleffetto
desiderato.
Non è raccomandata la somministrazione in boli subentranti.
Linee guida per la sospensione o la
continuazione dellinfusione nel post-operatorio immediato.
Quando si sospende linfusione di Remifentanil, al
termine dellintervento chirurgico, dato il rapido
esaurimento delleffetto analgesico residuo, bisogna
programmare unadeguata e pronta analgesia del dolore
postoperatorio. Contrariamente si voglia continuare
lanalgesia postoperatoria mediante Remifentanil è
opportuno ridurre le dosi ad 1/3 di quelle impiegate durante
lintervento chirurgico e con eventuale titolazione in base
al livello di analgesia raggiunto.
E' sconsigliata vivamente la somministrazione in bolo per il
mantenimento dellanalgesia postoperatoria.
Medicazione concomitante
Il Remifentanil diminuisce le quantità o le dosi di
anestetici volatili, ipnotici e benzodiazepine richiesti per
l'anestesia. L'uso concomitante di Remifentanil può consentire
la riduzione delle dosi dei seguenti agenti: isoflurano,
tiopentale, propofol e temazepam, fino al 75%
Bambini (2-12 annidi età)
Non esistono dati sufficienti per poter raccomandare una
posologia.
Anziani (oltre i 65 anni)
La dose iniziale di Remifentanil somministrata a pazienti di
età superiore a 65 anni, deve essere la metà della dose
raccomandata nell'adulto e deve essere poi titolata sulla base
delle necessità individuali del paziente; ciò in quanto in
questi pazienti è stato osservato un incremento della
sensibilità agli effetti farmacologici del Remifentanil. Tale
adattamento posologico si applica a tutte le fasi dell'anestesia
comprese linduzione, il mantenimento e l'analgesia
postoperatoria immediata.
Pazienti ASA III/IV
La somministrazione di Remifentanil deve effettuarsi con
cautela nei pazienti
ASA III/IV, in quanto gli effetti
emo-dinamici di oppioidi potenti possono essere
più pronunciati.
Pertanto si raccomanda la riduzione del dosaggio iniziale e la
successiva titolazione fino al raggiungimento dell'effetto.
Pazienti obesi
Si raccomanda che nei pazienti obesi il dosaggio di
Remifentanil venga ridotto e sia calcolato sulla base del peso
corporeo ideale, poiché la clearance ed il volume di
distribuzione di Remifentanil si correla in modo migliore con il
peso corporeo ideale piuttosto che con quello reale.
Pazienti con insufficienza renale
Sulla base degli studi finora condotti non appare necessaria
una modifica della posologia nei pazienti con insufficienza
renale
Pazienti con insufficienza epatica
Studi condotti in un limitato numero di pazienti con
insufficienza epatica non rendono necessaria alcuna particolare
raccomandazione posologica. Tuttavia, pazienti con grave
insufficienza epatica possono essere leggermente più sensibili
agli effetti di depressione respiratoria del Remifentanil.
Questi pazienti devono essere attentamente monitorati e la dose
di Remifentanil deve essere titolata secondo le necessità
individuali del paziente.
Cardiochirurgia
L'esperienza clinica con Remifentanil nei pazienti sottoposti
a chirurgia cardiaca è limitata agli interventi di by-pass coronarico. In questi studi sono state utilizzate dosi iniziali
di 1-3 m
g/kg minuto. Dosi di Remifentanil di 2-3 m g/kg minuto non aumentano
in modo significativo l'effetto analgesico in confronto alla dose
di 1 3 m
g/kg minuto. La dose più efficace e sicura in cardiochirurgia
non è stata ancora adeguatamente definita.
Neurochirurgia
Esperienze cliniche limitate in pazienti sottoposti a
neurochirurgia hanno mostrato che non è necessaria alcuna
particolare raccomandazione posologica.
Trattamento prolungato in Terapia Intensiva
Non sono disponibili dati relativi all'impiego di
Remifentanil a lungo termine (superiore a 24 ore) in Terapia
Intensiva.
Sovradosaggio
Come con gli analgesici oppioidi potenti, il sovradosaggio si
manifesta con intensificazione dell'azione farmacologica. Per la
brevissima durata d'azione di Remifentanil, i potenziali effetti
indesiderati da sovradosaggio, sono limitati al tempo
immediatamente successivo alla somministrazione del farmaco. Dopo
interruzione della somministrazione è rapido il ritorno alla
situazione di base entro 10 minuti. In caso di sovradosaggio o di
sospetto sovradosaggio interromperne la somministrazione,
mantenere la pervietà delle vie aeree, iniziare la ventilazione
assistita o controllata con ossigeno e mantenere unadeguata
funzione cardiovascolare. Se alla rigidità muscolare si associa
depressione respiratoria, può essere richiesta la
somministrazione di un bloccante neuromuscolare per facilitare la
respirazione controllata o assistita. Possono essere impiegate
soluzioni endovenose e/o vasopressori per il trattamento
dell'ipotensione ed altre misure di supporto. La somministrazione
e.v. di naloxone, antagonista oppioide, può essere impiegato
come antidoto specifico per la depressione respiratoria grave. E'
improbabile che la depressione respiratoria da sovradosaggio di
Remifentanil superi la durata di azione dell'oppioide stesso.
EFFETTI INDESIDERATI Diritti di proprietà letteraria e
artistica di Aniello De Nicola, 1998
Gli eventi avversi più comunemente associati con l'impiego
di Remifentanil sono una diretta conseguenza dell'azione
farmacologica agonista m -oppioide.
L'incidenza complessiva riportata negli studi nelle varie fasi di
anestesia, alle dosi raccomandate, è:
| Incidenza |
Sintomo |
| Molto comune (>10%) |
Nausea, vomito, ipotensione, rigidità
muscolare. |
| Comune: (1-10%) |
Brividi, bradicardia, depressione respiratoria
acuta, apnea |
| Non comune (0,1-0,9%) |
Ipossia, costipazione. |
| Rara (<0,1%) |
Sedazione |
NORME Dl CONSERVAZIONE
Conservare a temperatura inferiore o uguale a 25° C.
La soluzione ricostituita di Remifentanil è chimicamente e
fisicamente stabile per 24 ore a temperatura ambiente; non
contenendo conservanti antimicrobici deve essere prestata
attenzione sula sterilità delle soluzioni preparate. Il prodotto
ricostituito deve essere prontamente utilizzato ed i residui non
utilizzati vanno eliminati.
INCOMPATIBILITÀ
Remifentanil deve essere somministrato esclusivamente con
soluzioni infusionali raccomandate quali Destrosio al 5% o
Cloruro di Sodio allo 0,9%. Remifentanil è compatibile con
propofol e con le soluzioni infusionali Ringer Lattato +
Destrosio ai 5% e Ringer Lattato solo se somministrato in una
linea in funzione, ma non mescolato nello stesso contenitore o
siringa. Non deve essere diluito con
soluzione Ringer Lattato o Ringer Lattato + Destrosio al 5% e non
deve essere somministrato con propofol nella medesima soluzione
endovenosa.
Non è consentita la somministrazione di Remifentanil nella
stessa linea infusionale con sangue/siero/plasma: esterasi non
specifiche presenti negli emoderivati possono idrolizzare ed
inattivare il Remifentanil. Remifentanil non deve essere aggiunto
ad altri farmaci prima della sua somministrazione. Di
|