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Dallintroduzione del propanololo nel
1970, i b-bloccanti sono sicuramente il gruppo di farmaci adrenergici più
impiegati per la malattia cardiache in anestesia1.
Le maggiori differenze tra i
b-bloccanti riguardano la potenza, la farmacocinetica e la selettività2.
In sala operatoria un b-bloccante
ideale per il controllo emodinamico dovrebbe avere
onset time rapido per un immediato controllo della frequenza e della pressione
arteriosa, una durata breve per un preciso e prontamente reversibile dominio
terapeutico e cardioselettività per minimizzare gli effetti collaterali.
Larrivo sul mercato italiano dellesmololo
colma in parte un vuoto terapeutico e risponde alle istanze dellanestesista
di maneggiare un farmaco sicuro in un ampio campo terapeutico.
Lesmololo è il più veloce della
nuova generazione di b-bloccanti iniettabili. Risulta il più usato in
situazioni in cui c'è indicazione clinica ad un blocco cardioselettivo, con un
rapido inizio ed una breve durata d'azione che permetta di adattare il dosaggio
terapeutico ed assicurare il controllo emodinamico.
Profilo farmacologico
Lesmololo inibisce selettivamente il
recettore b1 adrenergico cardiaco prolungando il tempo di attivazione
e di recupero del sistema di conduzione. Rallenta la frequenza cardiaca e la
forza di contrattilità evitando di agire sui recettori b2 che
secondariamente potrebbero costringere la muscolatura vascolare e bronchiale.
Per questo che è il farmaco delezione in situazioni dove è controindicato
il broncospasmo ed il vasospasmo.
Si può dire che lesmololo ha un
profilo farmacocinetico sovrapponibile al tiopentone ed alla succinilcolina 2,3.
L'emivita di distribuzione é rapida,
di circa 2 minuti e che corrisponde allinizio d'azione.
La concentrazione plasmatica allo
steady state è raggiunta in 5 minuti ed è in correlazione al conseguimento
dell'effetto farmacologico desiderato. Il legame con le proteine plasmatiche è
del 55%.
La metabolizzazione è veloce ad opera
delle esterasi plasmatiche non specifiche sotto forma di metaboliti sprovvisti
di significativa azione b-bloccante. Lescrezione avviene per via urinaria con
unemivita di eliminazione di soli 9-10 minuti4.
Alle dosi terapeutiche (intervallo da
50 a 300 mcg/kg/min) la reversibilità del blocco recettoriale è ottenuta nei
minuti successivi all'interruzione dellinfusione; ciò permette una
titolazione individualizzabile5.
L'esmololo risulta il farmaco ideale per la gestione delle condizioni
emodinamiche dei pazienti dopo cardiochirurgia, senza produrre depressione
miocardica 5,6,7,8. In questo periodo la tachiaritmia
sopraventricolare si manifesta nel 40%. La fibrillazione atriale non trattata
può aumentare l'incidenza della morbilità e della durata del ricovero 9,10.
Tanto è vero che tra le raccomandazioni per i trattamenti profilattici della
tachicardia sopraventricolare la European Resuscitation Council ha incluso lesmololo11.
Nei pazienti con asma o MPCO ed in
presenza di antecedenti di broncospasmo lesmololo ha una elevata
maneggevolezza e sicurezza d'impiego 12,13.
In studi comparativi e multicentrici si
dimostra che lesmololo attenuare più efficacemente la scarica adrenergica
indotta dall'intubazione endotracheale14,15,16,17,18,19,20,21 e dall
all'estubazione22,23.
Similmente previene, nel perioperatorio24
, le complicanze del paziente iperteso25.
In neurochirurgia è risultato
comparativamente superiore nel mantenere stabile la pressione arteriosa media
che è il principale parametro da cui dipende la pressione di perfusione
cerebrale 26,27. Il controllo dellipertensione e della frequenza
cardiaca riduce lincidenza di complicazioni postchirurgiche26. Lipertensione
e laritmia sono comuni dopo una lesione cerebrale accompagnata da aumenti
significativi della pressione intracranica. Un deterioramento neurologico sono
stati registrati a seguito delluso di nitroglicerina, nitroprussiato e
nifedipina. Tra la considerazione cardiovascolari durante la rianimazione
cerebrale, il b-bloccante adrenergico è la migliore opzione per controllare lipertensione27
In oftalmochirurgia lesmololo riesce
a controllare lo squilibrio emodinamico indotto da meccanismi riflessi da
manipolazione oculare, accresciuto nel paziente anziano 28,29.
Nel paziente pediatrico attualmente gli
studi indicano che la tossicità è limitata per la sua ultrabreve emivita dazione
30,31,32,33,34,.
Nella preeclampsia, lemorragie
cerebrali da ipertensione rappresentano a tuttoggi, la più frequente causa
di morte35. I studi confermano che lesmololo controlla il riflesso
ipertensivo allintubazione ed allestubazione nella paziente gravida36
senza nessun effetti avversi materni e fetali37.
E dimostrato che normalizza i
cambiamenti elettrocardiografici da ischemia miocardica e da tachicardia
intraoperatoria 38,39.
Un farmaco che ha facilitato il
trattamento delle crisi ipertensive, in modo particolare in quei pazienti in
terapia cronica con b-bloccanti, è risultato l'esmololo40. La
sospensione improvvisa di della somministrazione di esmololo non provoca effetto
rebound41,42.
Nelle indagini diagnostiche come ecocardiografia da stress con dobutamina si è
evidenziata lazione protettiva dellesmololo così come in procedimenti
terapeutici come lelettroshock dove può essere necessario intervenire
immediatamente per ristabilire lequilibrio emodinamico 43,44,45,46,47,48.
Uso pratico
Si sa anche il rischio di una emergenza
cardiaca perioperatoria grave aumenta con l'aumentare della frequenza cardiaca
e/o della pressione arteriosa. Le situazioni che possono causare uno stress
adrenergico si possono presentare prima, durante e dopo l'intervento chirurgico2,3,4.
I numerosi dati della letteratura e luso esteso nel mondo dellesmololo
fanno di questo farmaco un presidio obbligatorio in tutte le aree di emergenza
ed in sala operatoria16,38.
Gli impieghi classici sono: induzione
dell'anestesia, intubazione endotracheale, incisione e manovre chirurgiche,
estubazione, tachiaritmia sopraventricolare intra e postoperatoria.
Gli schemi posologici per la
tachicardia e le ipertensioni perioperatorie sono:
a) Nel periodo intra-operatorio quando
è necessario un controllo immediato:
· iniezione e.v. di una dose
d'attacco in bolo di 80 mg in 15-30 secondi;
· perfusione di una dose di
mantenimento iniziando da 150 mcg/kg/min.
b) Al momento dei risveglio
dall'anestesia, per prevenire la scarica adrenergica:
· iniezione e.v. di una dose
d'attacco da 500 mcg/kg/min al minuto per 4 minuti;
· perfusione di una dose di
mantenimento da 300 mcg/kg/min.
c) In periodo post-operatorio:
· iniezione e.v. di una dose
d'attacco di 500 mcg/kg/min in 1 minuto;
· perfusione di una dose di
mantenimento da 50 mcg/kg/min al minuto per 4 minuti.
Se necessario si ricomincia con la
sequenza dei 5 minuti fino alleffetto terapeutico desiderato, cioè:
· stessa dose d'attacco di 500/mcg/min in 1 minuto;
· dose di mantenimento aumentata
di 50 mcg/kg/min in 4 minuti ad ogni sequenza, senza superare 300 mcg/kg/min.
Allorché siano raggiunte la pressione
arteriosa e la frequenza cardiaca desiderate si mantiene unicamente la
perfusione della dose di mantenimento efficace situata tra 50 e 300 mcg/kg/min.
Se le condizioni dei paziente lo giustificano, è possibile interrompere la
perfusione e riprenderla con una dose di mantenimento inferiore4.
L'esmololo deve essere somministrato
sotto sorveglianza clinica ed elettrocardiografia durante luso di narcotici
ed anestetici volatili che possono potenziare leffetto ipotensivo. In queste
situazioni la posologia dell'uno o degli altri deve essere modificata per
mantenere l'effetto desiderato4,49.
Nella tachicardia sopraventricolare,
non appena ottenuta la frequenza cardiaca desiderata ed uno stato clinico
stabile, si deve proseguire la terapia con un antiaritmico quale verapamil,
propranololo, metoprololo, digossina o chinidina.
Le controindicazioni assolute alluso
sono: importante bradicardia (50 battiti/min.), blocco atrio-ventricolare, shock
cardiogeno ed insufficienza cardiaca congestizia scompensata.
Gli effetti indesiderati più frequenti
durante il trattamento delle tachiaritmie e della tachicardia e/o ipertensione
perioperatoria risultano: ipotensione nel 16% e bradicardia nel 4%, dopo
somministrazione in bolo. Invece quando somministrato in continuo la percentuale
si riduce alla metà 4. Nessuno degli effetti viene considerato
severo ed é controllato immediatamente con la sospensione della infusione 6.
Comunque gli effetti collaterali scompaiono nei 30 minuti che seguono.
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