Allergologia 
Allergologia - Allergia e allergie by Salus Medicina in rete. Pubblicazioni a cura dei nostri
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Con il prossimo arrivo della primavera, liberandosi nell’aria i pollini, si scateneranno i tipici, fastidiosissimi sintomi della stagione delle fioriture: starnuti, prurito, arrossamento degli occhi, lacrimazione, respiro affannoso, asma, che rendono difficile a chi ne soffre la quotidianità. Con la stagione della fioritura alle porte, facciamo il punto sugli effetti delle pollinosi con Luigi Ferritto, medico della Clinica Athena-Villa dei Pini di Piedimonte Matese (CE) e referente dell'Ambulatorio di Malattie dell'Apparato Respiratorio e Allergologia Respiratoria della stessa.

(IAMM) La primavera è alle porte e chi soffre di allergie sa che si avvicinano tempi duri. A Milano è partito ieri il progetto 'Milano Allergy Free - Dona una pianta anallergenica a Milano' che prevede la realizzazione, in varie zone della città, di giardini non allergenici. Il primo è il Giardino della Salute in largo dei Gelsomini, a cui seguirà quello in piazza Udine.

Con l'aumento esponenziale delle allergie respiratorie e la continua modifica del clima è divenuto difficile predire il picco di incidenza delle patologie respiratorie a componente nasale – afferma il Dott. Lino Di Rienzo Businco, dirigente otorinolaringoiatra, ASLRMC di Roma - l'unione delle molecole Allergeniche insieme ai prodotti dell'inquinamento atmosferico delle città determina la produzione di miscele antigeniche di difficile riconoscimento da parte del sistema immunitario respiratorio ed in particolar modo del naso.

(IAMM) Latte vaccino, uova, arachidi, nocciole: sono gli alimenti protagonisti delle principali allergie con cui milioni di persone devono fare quotidianamente i conti. Le più colpite sono le donne, ma dei 17 milioni di allergici presenti in Europa, oltre 3 milioni sono bambini e ragazzi sotto i 25 anni. Sono alcuni dei dati emersi nell'ambito del Congresso dell'Accademia Europea di Allergia e di Clinica Immunologica, a Venezia dal 17 al 19 febbraio. Il numero di bambini che soffrono di allergie è cresciuto negli ultimi 10 anni, come pure quello dei ricoveri per shock anafilattico, tra le reazioni più gravi provocate dalle allergie alimentari.
Già nell'antichità medici come Ippocrate (460-370 A.C.) e Galeno (131-210 D.C.) curavano l'allergia alimentare. Attualmente il problema ha una maggiore rilevanza anche a causa della progressiva diminuzione degli allattati al seno e l'inizio parallelo delle produzioni di latte animale per l'alimentazione del bambino. Le prime documentazioni di allergia si riferiscono ai primi decenni di questo secolo relativamente alle proteine del latte e dell'uovo; successivamente sono state dimostrate allergie ed intolleranze ai più svariati alimenti. Le manifestazioni di allergia e intolleranza agli alimenti sono state osservate con maggiore frequenza nei paesi a più elevato tenore di vita in conseguenza al maggiore uso di alimenti di produzione industriale.
L'allergia alimentare rappresenta l'effetto che hanno sul nostro organismo le sostanze contenute nei cibi che fanno parte della nostra dieta abituale, compresi quegli alimenti che assumiamo occasionalmente.
Parlare di allergia significa parlare di una sintomatologia scatenata entro pochi minuti dall'assunzione di un determinato alimento o gruppo di alimenti (da 2-3 minuti a 30-120 minuti), la quale mette in azione il nostro sistema immunitario.
L'allergia alimentare è mediata immunologicamente e i sintomi sono scatenati dall'assunzione anche di piccole quantità dell'alimento responsabile.
L'Intolleranza alimentare invece agisce in relazione alla quantità di alimenti non tollerati ingeriti e con un fenomeno di accumulo di cosiddette "tossine" nell'organismo, tale fenomeno determina l'insorgere di sintomi spesso sovrapponibili a quelli delle allergie, ma che se ne differenziano in quanto non interessano il sistema immunitario.
Esistono almeno tre tipi di reazioni avverse alimentari:
1. reazioni allergiche propriamente dette dovute a meccanismi immunologici e dose-indipendenti (mediate dalle Ig E ed IgG)
2. reazioni da intolleranza da deficit enzimatici (es. deficit di lattasi con intolleranza al latte).
3. reazioni pseudoallergiche dovute a meccanismi extraimmunologici e dose-dipendenti (farmaci e alimenti liberatori di istamina)
Gli alimenti, stimolando la produzione di IgE specifiche verso antigeni proteici determinano la comparsa di manifestazioni cliniche polimorfe che coinvolgono diversi organi. Le reazioni più frequenti coinvolgono il cavo orale e il canale digestivo in genere, ma possono verificarsi sintomi anche a carico di altri organi bersaglio come la cute e o l’apparato respiratorio. La conseguenza più temibile dell’allergia alimentare è l’anafilassi che in alcuni casi può essere scatenata anche da quantità minime di alimento. Le manifestazioni cliniche possono essere divise in due categorie: IgE mediate (meccanismi immunitari) e non IgE mediate (meccanismi non immunitari) IgE Mediate
Riveste particolare interesse per la notevole diffusione tra i bambini piccoli, per i quadri anche seri di eczema che può presentare, per il grado di allergizzazione alimentare che sempre più frequentemente è dimostrabile in questi bambini (livelli elevati di IgE totali e specifiche a vari allergeni). Questa patologia è notevolmente in aumento, colpisce più frequentemente soggetti di sesso femminile, persiste in oltre il 10% circa dei casi anche dopo la pubertà e si accompagna ad asma bronchiale in oltre il 20% dei casi. A seconda dell’età le lesioni sono localizzate in modo diverso:
1) nel lattante: volto, cuoio capelluto, regioni estensorie degli arti
2) nel bambino: regioni periauricolari, perioculari e periorale, pieghe flessorie degli arti, collo e caviglie

La celiachia è un’intolleranza alimentare cronica nei confronti del glutine, contenuto in alcuni cereali (in particolare frumento, segale, orzo, farro, kamut), in grado di determinare, in soggetti geneticamente predisposti, un danno della mucosa dell’intestino tenue sotto forma di scomparsa dei villi intestinali.
Negli ultimi anni la celiachia è andata incontro ad una vera e propria metamorfosi, trasformandosi da malattia rara – come fino a non molto tempo fa veniva descritta – in un vero e proprio fenomeno di massa, con la particolarità tuttavia di essere un fenomeno di massa sommerso. E oggi finalmente sappiamo, grazie a studi di screening compiuti su campioni di popolazione, che la celiachia è una patologia molto frequente con una prevalenza di un caso ogni 100-150 soggetti e con una distribuzione praticamente ubiquitaria nel mondo, dall’Europa all’America, dall’Oceania all’Asia e all’Africa.