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Gli studi su cadavere, mediante dissezione, possono essere
soggetti ad artefatti a causa delle variazioni tissutali post-mortem
e della perdita di liquor, che a sua volta contribuisce a variare il
volume occupato dal sacco durale e dai plessi venosi entro il canale
spinale. Ad esempio il legamento giallo é sotto tensione e si
retrae quando si apre lo spazio epidurale. Il criomicrotomo ad alta
risoluzione, un nuovo metodo che studia le sezioni di materiale
proveniente da cadavere congelate in situ, determina variazioni
tissutali minori della dissezione perchè il congelamento dei
tessuti preserva le relazioni topografiche delle strutture nella loro
posizione naturale determinando, rispetto alla dissezione, riduzione
della perdita di liquor.
Le tecniche di studio in vivo, che richiedono iniezione di
liquidi, quali resine, epiduroscopie, epidurografia, possono
anch'esse distorcere la posizione originaria dei costituenti
anatomici dello spazio epidurale. Con l'avvento della TAC, alla fine
degli anni settanta, e più recentemente con la RMN, le
immagini prodotte consentono un migliore contrasto tra i vari tessuti
con un'elevata risoluzione delle immagini ed un errore minore del 2%.
Le sezioni trasverse offrono la migliore dimostrazione del canale
spinale, delle radici nervose e dei gangli dorsali; mentre le sezioni
sagittali evidenziano i rapporti tra legamento longitudinale
posteriore, canale spinale, radici nervose e grasso epidurale.
Il canale spinale, costituito dalla sovrapposizione dei forami
vertebrali, si estende dal foramen magnum allo iato sacrale. Tre tipi
di vertebre mobili sono descritte: le 7 cervicali, le 12 dorsali , le
5 lombari; e due tipi di vertebre fisse: le 5 sacrali e le 4
coccigee. Le vertebre di uno stesso tipo hanno morfologia diversa e
difatti non vi sono due vertebre identiche in un medesimo individuo.
Queste variazioni morfologiche influenzano sensibilmente il diametro
del canale spinale, che è stretto a livello toracico e
nettamente più largo a livello cervicale e lombare.
La struttura di ogni vertebra è costituita dal corpo
vertebrale, separato dai suoi contigui dal disco intervertebrale;
dall'arco vertebrale, o arco neurale, formato da peduncoli e lamine,
dalle apofisi trasverse e spinose sulle quali si inseriscono le
strutture muscolari della colonna, ed infine dalle apofisi
articolari, superiori ed inferiori, che permettono l'articolazione,
rispettivamente con le vertebre superiori ed inferiori. Il midollo
spinale occupa il canale vertebrale dal foramen magnum occipitale
fino alle vertebre lombari L1-L3; presenta due rigonfiamenti,
cervicale e lombare, a livello dell'emergenza delle radici destinate
ai plessi nervosi degli arti ed una terminazione appuntita, il cono
midollare. Questo si prolunga nel filo terminale che ne assicura la
fissazione caudale, unendosi mediante il legamento sacro coccigeo
alla faccia dorsale del coccige.
Il sistema nervoso è circondato da tre membrane: le
meningi, formate da fibre longitudinali che avvolgono il cervello ed
il midollo spinale. La dura madre che avvolge le radici spinali fino
ai forami intervertebrali; l'aracnoide, accollata alla dura madre, da
cui la separa lo spazio sottodurale è una membrana fine, avascolare, separata a sua volta dalla pia madre dallo spazio
subaracnoideo che contiene il liquor. Nello spazio subaracnoideo si
osservano trabecole che uniscono la pia madre e l'aracnoide e le
granulazioni aracnoidee che sono villosità con funzione di
secrezione e riassorbimento del liquor e che permettono anche
l'eliminazione di farmaci.
La pia madre aderisce fortemente al midollo; il setto
sottoaracnoideo posteriore ed i legamenti dentati lateralmente la
uniscono all'aracnoide.
Lo spazio subaracnoideo è lo
spazio compreso tra la pia e l'aracnoide e contiene il liquor; lo
spazio subaracnoideo spinale, in continuità con lo spazio
sottoaracnoideo cerebrale, circonda la totalità del midollo e
l'emergenza delle radici.
In base alle sezioni su cadavere effettuate con il criomicrotomo
lo spazio epidurale è descritto come una regione segmentata
circonferenzialmente e metamericamente in tre diversi compartimenti:
lo spazio epidurale posteriore, laterale e anteriore. Le immagini RMN
hanno chiaramente dimostrato le stesse variazioni strutturali
segmentali osservate al criomicrotomo. Nel compartimento posteriore i
legamenti gialli sono la struttura principale, sono formati da una
porzione destra ed una sinistra e fusi nella linea mediana a formare
un angolo minore di 90 gradi; una sottile lamina di struttura fibrosa
può essere presente nella parte interna del legamento giallo
in modo discontinuo. Il grasso è un'altra componente del
compartimento posteriore, è omogeneo e senza alcun apparente
setto fibroso, è separato dai legamenti gialli e dalla dura
tranne che nella linea mediana posteriore per un peduncolo che si
trova nel sito in cui i legamenti gialli si uniscono nella linea
mediana; abitualmente attraverso questa connessione si vede un vaso
entrare nel grasso epidurale.
Tagli sagittali mostrano che questo compartimento ha la massima
dimensione anteroposteriore all'estremità cefalica del canale
spinale. I compartimenti laterali sono separati dagli altri
compartimenti dai peduncoli; in questi spazi la dura madre anteriore
è a contatto in modo discontinuo con l'osso, con i legamenti
gialli e con il legamento longitudinale posteriore (PLL). Al
criomicrotomo si è osservato che il PLL e la dura madre
anteriore, soprattutto nel tratto lombosacrale, sono fortemente uniti
e tesi come una corda d'arco. Tali compartimenti sono attraversati da
vene e arterie creando ciò che Schmorl ha chiamato un canale
vascolare.
Il compartimento anteriore é caratterizzato da una fascia
che divide il canale spinale in un piano frontale isolando il piano
epidurale anteriore dal resto dello spazio epidurale. La funzione
importante di questa bandelletta fibrosa é quella di evitare
la migrazione di frammenti di materiale discale oltre lo spazio
epidurale anteriore. Tale spazio, a livello discale, scompare ed il
PLL si fonde con il legamento anulare. La distanza tra cute a spazio
epidurale é correlata con il peso corporeo ed essa riveste un
interesse notevole ai fini dell'anestesia spinale. In un recente
lavoro su un gruppo omogeneo di 10 donne volontarie sottoposte a RM,
si sono prese in esame le misurazioni cute-canale spinale e si
é osservato come tale distanza varia tra 2,7 e 8,1 cm e tale
distanza é maggiore nei segmenti lombari inferiori rispetto a
quelli superiori; lo spessore medio dei legamenti gialli variava da
1,8 a 3,5 mm. Lo spessore, di tali legamenti, a livello
L2-L3 é correlato al peso del paziente,
mentre il grado di imbibizione dei tessuti può modificare
l'angolo di congiunzione dei due legamenti con riduzione della
sensazione di perdita di resistenza. Le immagini RM hanno confermato
la presenza di una struttura legamentosa che congiunge la dura madre
lombare con la parte interna dell'arco vertebrale.
Nello spazio subaracnoideo l'anestetico locale agisce sulle radici
nervose spinali, sui gangli delle radici dorsali, sulla superficie
periferica del midollo spinale e sul midollo stesso. La distribuzione
e l'assorbimento dell'anestetico locale é regolato dalla
vascolarizzazione arteriosa che a livello del midollo cervicale
é assicurata dalle arterie vertebrali che formano l'arteria
spinale ventrale e le arterie spinali dorsali di destra e di
sinistra. A livello del tratto toraco-lombare le arterie radicolari
formano un plesso arterioso intorno al midollo detto "vasa corona".
La vascolarizzazione venosa é formata dalle vene spinali
dorsali che decorrono al di sotto della pia madre e che sono
collegate tra loro per mezzo delle vene coronarie; tutte queste
formano il plesso venoso epidurale situato tra dura madre e legamento
giallo. Le vene spinali non possiedono sistemi valvolari, per cui un
farmaco una volta iniettato, passa rapidamente in circolo.
La diffusione delle soluzioni anestetiche nel liquor é determinata da fattori
fisico-chimici e biologici.
I fattori fisico-chimici sono
rappresenati dalla dispersione del farmaco, legata al
rimescolamento meccanico prodotto dalla forza dell'iniezione (barbotage) e dal volume della soluzione anestetica iniettata; essa
é inoltre influenzata dalle strutture anatomiche costituenti
lo spazio subaracnoideo, dalle pulsazioni arteriose, dagli atti
respiratori e dalla pressione del liquor. Gli spostamenti
della soluzione anestetica sono regolati dall'azione di massa
(dipendente dalla differenza di peso specifico fra liquor e soluzione
anestetica), dalla posizione del canale spinale del paziente, dalle
curvature della colonna vertebrale e dalla dose totale di anestetico
somministrato. La diffusione dipende dalla differenza di
pressione osmotica tra il liquor e la soluzione anestetica; é
in genere lenta e si riduce se aumenta la viscosità della
soluzione. Lo spostamento del liquor dipende dal volume della
soluzione iniettata; più il volume é grande, maggiore
é l'estensione dell'anestesia, indipendentemente dalla
concentrazione e dal peso specifico. Il ph del liquido cefalo
rachidiano può influenzare l'azione del farmaco; infatti in
caso di acidosi liquorale l'attività dell'anestetico locale
diminuisce, mentre l'alcalosi comporta l'idrolisi degli anestetici
locali.
I fattori biologici dipendono
dalla permeabilità delle diverse membrane neurali,
dall'assorbimento da parte dei vasi, dalla fissazione
agli elementi neurali dell'anestetico locale, dal volume e
dalla pressione del liquor, dai movimenti respiratori e
dalle pulsazioni arteriose.
L'estensione dell'area di analgesia dipende da fattori
estrinseci (che sono controllabili e che possono essere modificati
per ottenere la distribuzione desiderata dell'area di analgesia) e da
fattori intrinseci (in parte o completamente non controllabili).
I fattori estrinseci
dipendono dal peso specifico delle soluzioni
anestetiche: la distribuzione nello spazio subaracnoideo varia
direttamente con la differenza di peso specifico fra liquido e
soluzioni (isobariche o iperbariche); dalla posizione del
paziente, dalle curvature della colonna vertebrale, dal
volume e concentrazione della soluzione, dalla dose di
anestetico locale, dal livello dell'iniezione, dalla
posizione del paziente durante e dopo l'iniezione (importante
per le soluzioni iperbariche), dall'aggiunta di sostanze
vasocostrittrici (che rallentano l'assorbimento della soluzione
anestetica, prolungano l'analgesia, ma non intervengono nel blocco),
dalla temperatura della soluzione (una temperatura alta
accelera lo stabilirsi dell'anestesia, ma non influenza l'altezza del
blocco).
I fattori intrinseci sono
rappresentati dalla curvatura e lunghezza della colonna
vertebrale (cifosi patologiche possono impedire la diffusione
dell'anestetico, mentre i soggetti più alti richiedono volumi
maggiori rispetto a quelli di bassa statura), dall'età
del paziente (la dose di anestetico locale tende a diminuire
progressivamentee con l'età del paziente), dalla pressione
e dal volume del liquor (la diffusione di una
soluzione in un altro liquido é direttamente proporzionale
alla pressione del liquido stesso; la riduzione dello spazio
subaracnoideo é inversamente proporzionale al volume occupato
dall'anestetico locale), dalle pulsazioni dei vasi spinali e
dai movimenti respiratori (si verifica un aumento della
diffusione delle soluzioni anestetiche).
Gli effetti funzionali dell'anestesia subaracnoidea sono
rappresentati dalla vasodilatazione, che si manifesta con il calore
cutaneo e le parestesie; la perdita della sensibilità
dolorifica e termica, prima per il freddo e poi per il caldo; la
paralisi motoria; la perdita delle sensazioni propriocettive, come
tatto e pressione. Tali effetti derivano da un blocco pregangliare
delle fibre nervose simpatiche toracolombari e parasimpatiche
sacrali.
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