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L'ideale sarebbe che tutti pazienti
venissero ricoverati, dopo l'intervento, in un reparto postoperatorio,
parte del blocco delle sale operatoria, per attuare così una sorveglianza
stretta nel periodo cruciale che segue l'intervento, quando la coscienza
ed i riflessi possono essere ancora depressi. Ciò è attuato con
l'assistenza dell'anestesista e dell'infermiere appositamente addestrato
per questo lavoro.
Le complicanze più frequenti nel periodo immediatamente successivo al
risveglio sono:
- insufficienza respiratoria,
- ipotensione, ipertensione, aritmie
cardiache, trombosi venosa (ostruzione);
- vomito e rigurgito causata dai
farmaci anestetici;
- dolore;
- confusione, agitazione
- sonno prolungato per la persistenza
nel sangue dei farmaci anestetici.
La nausea ed il vomito
post-operatorio (PONV) sono un problema abbastanza comune nel periodo
post-chirurgico e possono causare, oltre a sofferenza e disagio
psicologico al paziente, complicazioni mediche più o meno gravi nonché
danni economici all'ospedale a causa del maggior impegno richiesto per
l'assistenza al paziente e dell'allungamento dei tempi di degenza.
La nausea ed il vomito sono tre volte più frequenti nelle donne rispetto
agli uomini, probabilmente a causa di differenze ormonali, mentre i
bambini hanno una suscettibilità doppia rispetto agli adulti. Sono più
frequenti se lo stomaco non è stato vuotato prima dell'intervento, o se
la natura della malattia determina un ritardo nello svuotamento dello
stomaco come il diabete, l'obesità, il reflusso gastroesofageo e l'ansia,
alcuni tipi di chirurgia laparoscopica.
Non bisogna pertanto dare a questi malati liquidi o solidi fino a che sia
cessato l'effetto dell'anestetico. Se il vomito è abbondante può
provocare disidratazione e la deiscenza (apertura) della ferita
chirurgica.
I farmaci più utilizzati per la
prevenzione ed il trattamento della nausea e del vomito post-operatorio
sono l'ondansetron e la metoclopramide
Il mal di testa è una conseguenza
prima frequente ora più rara dell'anestesia subaracnoidea.
Le complicazioni che possono insorgere
durante un'anestesia locoregionale è l'iniezione accidentale in una
vena. Di solito accade quando durante l'iniezione intorno al nervo, l'anestetico
locale inavvertitamente viene iniettato nel sangue. Se un grande volume
(10-20 centimetri cubi) di anestetico passa nel sangue per errore, può
causare convulsioni e anche arresto cardiaco. Per questo l'anestetico é
iniettato lentamente, aspirando la siringa per verificare che l'ago non
sia in una vena.
L'ostruzione delle vie aeree
superiori è la più frequente complicanze
respiratoria dovuta alla caduta all'indietro della lingua quando il
paziente giace sul dorso insieme allo spasmo laringeo che impediscono una
normale ed adeguata respirazione. Può
essere causata anche da un'ostruzione
delle vie aeree da parte delle secrezioni che il paziente non è in grado
di espellere agevolmente per la incompleta ripresa del tono muscolare e
dei riflessi.
La ipertensione
(aumento della pressione sanguigna) e la tachicardia (aumento
della frequenza cardiaca) sono dovute ai così detti ormoni da stress. In
queste condizioni il cuore si affatica. L'anestesista deve subito
somministrare l'esmololo che riduce immediatamente la frequenza e la
pressione portandola a valori normali.
L'arresto
cardiaco è la più drammatica e
improvvisa di tutte le emergenze che si presentano in corso e dopo
anestesia. Fortunatamente è raro e spesso si risolve dopo l'assistenza
rianimatoria.
Per
far decrescere il rischio dell'anestesia il paziente deve:
- Smettere di
fumare: è stato riconosciuto che il fumo é una causa di problemi
respiratori nel periodo postoperatorio. Maggiore è la durata della
sospensione e minori sono i rischi.
- Ridurre il
peso: i pazienti obesi notoriamente presentano molti problemi in corso
di anestesia.
- Osservare il
digiuno assoluto: non mangiare e bere
nulla almeno sei ore prima
dell'intervento chirurgico evita che il cibo vomitato possa passare
nei polmoni con gravi conseguenze.
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