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Esmololo: nuovo b-bloccante per l'anestesia

A. De Nicola e M.J. Sucre*

Servizio di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica, Ospedale S. Leonardo, Castellammare di Stabia.
* Servicio de Anestesiología, Hospital General del Oeste, Caracas (Venezuela)


Dall’introduzione del propanololo nel 1970, i b-bloccanti sono sicuramente il gruppo di farmaci adrenergici più impiegati per la malattia cardiache in anestesia1.

Le maggiori differenze tra i b-bloccanti riguardano la potenza, la farmacocinetica e la selettività2.

In sala operatoria un b-bloccante ideale per il controllo emodinamico dovrebbe avere onset time rapido per un immediato controllo della frequenza e della pressione arteriosa, una durata breve per un preciso e prontamente reversibile dominio terapeutico e cardioselettività per minimizzare gli effetti collaterali.

L’arrivo sul mercato italiano dell’esmololo colma in parte un vuoto terapeutico e risponde alle istanze dell’anestesista di maneggiare un farmaco sicuro in un ampio campo terapeutico.

L’esmololo è il più veloce della nuova generazione di b-bloccanti iniettabili. Risulta il più usato in situazioni in cui c'è indicazione clinica ad un blocco cardioselettivo, con un rapido inizio ed una breve durata d'azione che permetta di adattare il dosaggio terapeutico ed assicurare il controllo emodinamico.

Profilo farmacologico

L’esmololo inibisce selettivamente il recettore b1 adrenergico cardiaco prolungando il tempo di attivazione e di recupero del sistema di conduzione. Rallenta la frequenza cardiaca e la forza di contrattilità evitando di agire sui recettori b2 che secondariamente potrebbero costringere la muscolatura vascolare e bronchiale. Per questo che è il farmaco d’elezione in situazioni dove è controindicato il broncospasmo ed il vasospasmo.

Si può dire che l’esmololo ha un profilo farmacocinetico sovrapponibile al tiopentone ed alla succinilcolina 2,3. L'emivita di distribuzione é rapida, di circa 2 minuti e che corrisponde all’inizio d'azione.

La concentrazione plasmatica allo steady state è raggiunta in 5 minuti ed è in correlazione al conseguimento dell'effetto farmacologico desiderato. Il legame con le proteine plasmatiche è del 55%.

La metabolizzazione è veloce ad opera delle esterasi plasmatiche non specifiche sotto forma di metaboliti sprovvisti di significativa azione b-bloccante. L’escrezione avviene per via urinaria con un’emivita di eliminazione di soli 9-10 minuti4.

Alle dosi terapeutiche (intervallo da 50 a 300 mcg/kg/min) la reversibilità del blocco recettoriale è ottenuta nei minuti successivi all'interruzione dell’infusione; ciò permette una titolazione individualizzabile5.
L'esmololo risulta il farmaco ideale per la gestione delle condizioni emodinamiche dei pazienti dopo cardiochirurgia, senza produrre depressione miocardica 5,6,7,8. In questo periodo la tachiaritmia sopraventricolare si manifesta nel 40%. La fibrillazione atriale non trattata può aumentare l'incidenza della morbilità e della durata del ricovero 9,10. Tanto è vero che tra le raccomandazioni per i trattamenti profilattici della tachicardia sopraventricolare la European Resuscitation Council ha incluso l’esmololo11.

Nei pazienti con asma o MPCO ed in presenza di antecedenti di broncospasmo l’esmololo ha una elevata maneggevolezza e sicurezza d'impiego 12,13.

In studi comparativi e multicentrici si dimostra che l’esmololo attenuare più efficacemente la scarica adrenergica indotta dall'intubazione endotracheale14,15,16,17,18,19,20,21 e dall’ all'estubazione22,23.

Similmente previene, nel perioperatorio24 , le complicanze del paziente iperteso25.

In neurochirurgia è risultato comparativamente superiore nel mantenere stabile la pressione arteriosa media che è il principale parametro da cui dipende la pressione di perfusione cerebrale 26,27. Il controllo dell’ipertensione e della frequenza cardiaca riduce l’incidenza di complicazioni postchirurgiche26. L’ipertensione e l’aritmia sono comuni dopo una lesione cerebrale accompagnata da aumenti significativi della pressione intracranica. Un deterioramento neurologico sono stati registrati a seguito dell’uso di nitroglicerina, nitroprussiato e nifedipina. Tra la considerazione cardiovascolari durante la rianimazione cerebrale, il b-bloccante adrenergico è la migliore opzione per controllare l’ipertensione27

In oftalmochirurgia l’esmololo riesce a controllare lo squilibrio emodinamico indotto da meccanismi riflessi da manipolazione oculare, accresciuto nel paziente anziano 28,29.

Nel paziente pediatrico attualmente gli studi indicano che la tossicità è limitata per la sua ultrabreve emivita d’azione 30,31,32,33,34,.

Nella preeclampsia, l’emorragie cerebrali da ipertensione rappresentano a tutt’oggi, la più frequente causa di morte35. I studi confermano che l’esmololo controlla il riflesso ipertensivo all’intubazione ed all’estubazione nella paziente gravida36 senza nessun effetti avversi materni e fetali37.

E’ dimostrato che normalizza i cambiamenti elettrocardiografici da ischemia miocardica e da tachicardia intraoperatoria 38,39.

Un farmaco che ha facilitato il trattamento delle crisi ipertensive, in modo particolare in quei pazienti in terapia cronica con b-bloccanti, è risultato l'esmololo40. La sospensione improvvisa di della somministrazione di esmololo non provoca effetto rebound41,42.
Nelle indagini diagnostiche come ecocardiografia da stress con dobutamina si è evidenziata l’azione protettiva dell’esmololo così come in procedimenti terapeutici come l’elettroshock dove può essere necessario intervenire immediatamente per ristabilire l’equilibrio emodinamico 43,44,45,46,47,48.

Uso pratico

Si sa anche il rischio di una emergenza cardiaca perioperatoria grave aumenta con l'aumentare della frequenza cardiaca e/o della pressione arteriosa. Le situazioni che possono causare uno stress adrenergico si possono presentare prima, durante e dopo l'intervento chirurgico2,3,4. I numerosi dati della letteratura e l’uso esteso nel mondo dell’esmololo fanno di questo farmaco un presidio obbligatorio in tutte le aree di emergenza ed in sala operatoria16,38.

Gli impieghi classici sono: induzione dell'anestesia, intubazione endotracheale, incisione e manovre chirurgiche, estubazione, tachiaritmia sopraventricolare intra e postoperatoria.

Gli schemi posologici per la tachicardia e le ipertensioni perioperatorie sono:

a) Nel periodo intra-operatorio quando è necessario un controllo immediato:

· iniezione e.v. di una dose d'attacco in bolo di 80 mg in 15-30 secondi;

· perfusione di una dose di mantenimento iniziando da 150 mcg/kg/min.

b) Al momento dei risveglio dall'anestesia, per prevenire la scarica adrenergica:

· iniezione e.v. di una dose d'attacco da 500 mcg/kg/min al minuto per 4 minuti;

· perfusione di una dose di mantenimento da 300 mcg/kg/min.

c) In periodo post-operatorio:

· iniezione e.v. di una dose d'attacco di 500 mcg/kg/min in 1 minuto;

· perfusione di una dose di mantenimento da 50 mcg/kg/min al minuto per 4 minuti.

Se necessario si ricomincia con la sequenza dei 5 minuti fino all’effetto terapeutico desiderato, cioè:

· stessa dose d'attacco di 500/mcg/min in 1 minuto;

· dose di mantenimento aumentata di 50 mcg/kg/min in 4 minuti ad ogni sequenza, senza superare 300 mcg/kg/min.

Allorché siano raggiunte la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca desiderate si mantiene unicamente la perfusione della dose di mantenimento efficace situata tra 50 e 300 mcg/kg/min. Se le condizioni dei paziente lo giustificano, è possibile interrompere la perfusione e riprenderla con una dose di mantenimento inferiore4.

L'esmololo deve essere somministrato sotto sorveglianza clinica ed elettrocardiografia durante l’uso di narcotici ed anestetici volatili che possono potenziare l’effetto ipotensivo. In queste situazioni la posologia dell'uno o degli altri deve essere modificata per mantenere l'effetto desiderato4,49.

Nella tachicardia sopraventricolare, non appena ottenuta la frequenza cardiaca desiderata ed uno stato clinico stabile, si deve proseguire la terapia con un antiaritmico quale verapamil, propranololo, metoprololo, digossina o chinidina.

Le controindicazioni assolute all’uso sono: importante bradicardia (50 battiti/min.), blocco atrio-ventricolare, shock cardiogeno ed insufficienza cardiaca congestizia scompensata.

Gli effetti indesiderati più frequenti durante il trattamento delle tachiaritmie e della tachicardia e/o ipertensione perioperatoria risultano: ipotensione nel 16% e bradicardia nel 4%, dopo somministrazione in bolo. Invece quando somministrato in continuo la percentuale si riduce alla metà 4. Nessuno degli effetti viene considerato severo ed é controllato immediatamente con la sospensione della infusione 6. Comunque gli effetti collaterali scompaiono nei 30 minuti che seguono.

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> vedi schemi posologici

 

 

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